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Immatricolazioni auto in caduta libera: a giugno 2025 crollo del 17,4%

18 lug 2025 | 3 min di lettura | Pubblicato da Linda Montemurro

uomo firma fogli per acquisto auto

Giugno 2025 si è chiuso con un netto calo per il mercato automobilistico italiano: solo 132.191 nuove auto immatricolate, contro le oltre 160mila dello stesso mese nel 2024. Il calo è pesante, pari a -17,4%, un dato che conferma la frenata del settore e annulla gli effetti positivi che gli incentivi avevano avuto l’anno scorso. Il bilancio del primo semestre del 2025 non è più confortante: -3,6% rispetto allo stesso periodo del 2024, con 854.690 auto immatricolate. L'approfondimento su Facile.it, leader nel confronto tra assicurazioni auto.

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Elettriche e ibride: segnali contrastanti nella transizione green

Sul fronte della mobilità sostenibile, le auto elettriche pure (BEV) mostrano un leggero aumento della quota di mercato, salendo al 6,0% rispetto al 5,1% di maggio. Tuttavia, i numeri restano deludenti: rispetto a giugno 2024 il calo è del -40,7%.

A fare invece un vero balzo in avanti sono le ibride plug-in (PHEV), che registrano una crescita del 70% e raggiungono il 7,2% di quota. In totale, le auto a basse o zero emissioni si fermano al 13,2% del mercato.

Secondo i dati UNRAE, l’associazione dei rappresentanti delle case estere in Italia, serve una revisione immediata della fiscalità per le flotte aziendali, ancora ferma a logiche vecchie e penalizzanti. Una riforma in chiave “green” potrebbe essere la leva per rilanciare il mercato e aiutare la transizione ecologica.

Incentivi e infrastrutture: la transizione rischia il blocco

Uno dei principali ostacoli alla crescita delle auto elettriche è la mancanza di una rete di ricarica capillare ed efficiente. Il numero di colonnine finanziate con il PNRR è stato tagliato da 21.355 a 12.000, con quasi 600 milioni di euro ancora inutilizzati.

Anche il primo bando per le infrastrutture urbane ha prodotto risultati deludenti: finanziate solo 1.400 stazioni su oltre 4.700 previste. UNRAE lancia l’allarme: senza una svolta concreta, l’Italia rischia di rimanere indietro rispetto al resto d’Europa nella corsa alla mobilità a basse emissioni.

Chi compra auto in Italia oggi?

Guardando agli acquirenti, i privati sono in calo netto, con una quota che scende al 50,9% del mercato. Crescono invece le autoimmatricolazioni e i noleggi, in particolare quello a lungo termine, che arriva al 23,8%. Anche il noleggio a breve termine e le società mostrano segnali di crescita, segno che il mercato si sta spostando sempre più verso formule flessibili e meno impegnative.

Le alimentazioni: benzina e diesel giù, ibride su

Il trend è ormai evidente: le motorizzazioni tradizionali perdono terreno. A giugno:

  • la benzina scende al 23,6% di quota;
  • il diesel crolla al 10%;
  • il GPL si ferma al 9,6%.

In forte espansione, invece, le auto ibride, che coprono il 43,6% del mercato: un mix di full hybrid (12,9%) e mild hybrid (30,7%).

Segmenti e aree geografiche: chi resiste e chi soffre

Le citycar e i SUV più piccoli (segmento A e B) sono in calo. Anche le berline di segmento medio e alto perdono terreno. Tengono meglio i SUV di segmento medio e crescono quelli del segmento D, a dimostrazione che l’interesse verso i modelli più spaziosi e versatili non si arresta.

Geograficamente, il Nord Ovest resta leader, con il 29,5% del mercato, seguito da Nord Est (28,4%) e Centro Italia (27,5%). Male invece il Sud e le Isole, che insieme non arrivano al 15% del totale.

Segnali positivi per le emissioni di CO2

Unico dato in lieve miglioramento: le emissioni medie di CO2 delle nuove auto calano dello 0,2% rispetto a giugno 2024, attestandosi a 112,3 g/km. Un risultato che va nella giusta direzione, ma che da solo non basta a definire una svolta green per il settore.

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