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Catastrofi naturali: quante polizze ci sono in Italia?

Pubblicato il 16-07-2023 | Aggiornato il 27-05-2026 | 2 min di lettura | Pubblicato da
marco brando
Marco Brando
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Di fronte ai cambiamenti climatici e alla loro conseguenze sempre più frequenti (come siccità, alluvioni, inondazioni) è interveuta l’EIOPA (European Insurance and Occupational Pensions Authority), pubblicando il primo dashboard (pannello di controllo) europeo sul gap di protezione assicurativa per le catastrofi naturali. 

A che punto è l'Italia?

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Coperture basse

Quel gap è, in estrema sintesi, è il divario delle coperture assicurative rispetto al fabbisogno di protezione dai rischi.

Ebbene, risulta che oggi nell’Unione europea sono assicurate solo poco più del 20% delle perdite totali provocate da condizioni meteorologiche estreme e da eventi climatici. Insomma, la protezione non è sufficiente, tanto più che, a causa della crescente intensità e frequenza, alcuni rischi potrebbero divenire non assicurabili.

Le ragioni del gap

Le carenze di protezione cambiano molto a seconda dei Paesi, in base ai pericoli potenziali. Alcuni sono molto carenti, in altri non ci sono problemi legati al divario. 

Il dashboard di EIOPA aiuta a individuare le aree che hanno i problemi maggiori a capire il motivo prevalente del gap in quelle più a rischio. Risulta che appena un quarto delle perdite avvenute per catastrofi naturali tra 1980 e 2021 in Europa era coperto da polizze assicurative

Pesa anche il rischio sismico, che non rientra tra i disastri che hanno tra le cause il cambiamento climatico.

La situazione italiana

I Paesi con le perdite non assicurate più alte sono due: l’Italia per i terremoti e per le alluvioni, la Germania per le inondazioni (rappresentano insieme il 45% delle perdite in Europa). 

L’Italia però è il Paese messo peggio in questo campo: risulta infatti che storicamente in Italia sia coperto dalle polizze assicurative solo il 3% dei rischi naturali, mentre in Francia si arriva al 33%, in Germania al 36% e in Spagna al 27%. La media nell’Unione europea tocca il 22%.

Intervenire in anticipo

Quindi, per garantire alle società europee di far fronte allo stress e alle avversità, sarà importante la capacità di intervenire in anticipo per prevenire i problemi nel campo di vulnerabilità degli edifici, localizzazione dell’esposizione e coperture assicurative adatte alla situazione, in grado di ridurre le perdite in caso di catastrofi naturali.

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