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Sovraindebitamento di persone fisiche: in cosa consiste

3 ott 2023 | 6 min di lettura | Pubblicato da Cristina B.

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Anche le persone fisiche possono fallire. Non è più una prerogativa di imprese e imprenditori. In Italia esiste il sovraindebitamento delle persone fisiche. Una serie di interventi normativi, dal 2012 ad oggi, ha delineato i perimetri di queste situazioni e anche le vie d’uscita.

Da ultimo, con la riforma del codice della crisi di impresa (dlgs. 14/19 e successive modifiche), ci sono novità anche per le persone che, con molteplici debiti, cercano di ritornare a avere un profilo creditizio pulito.

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La strada non è soltanto quella di chiedere ulteriori prestiti onlinefinanziamenti omnicomprensivi del debito; esiste anche la possibilità di ripianare le insolvenze, organizzando le proprie finanze e dandosi un piano di uscita o, come definisce la legge, di esdebitazione. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Il sovraindebitamento in Italia

In Italia, secondo una stima fornita dall'associazione Liberi del debito, sono 7 milioni le persone che si trovano in una situazione di sovraindebitamento e più di 1 famiglia su 4 (25,3%) è a rischio di povertà assoluta. Uno degli ultimi interventi normativi del 2019 (codice della crisi poi successivamente modificato) definisce lo stato di sovraindebitamento della persona fisica: “lo stato di crisi o di insolvenza del consumatore, del professionista, dell’imprenditore minore, dell’imprenditore agricolo, delle start-up innovative” e “di ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta amministrativa o ad altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o insolvenza”.

L’indagine delle Acli

Sempre per fornire qualche dato che fotografa il fenomeno, secondo una indagine del Movimento consumatori e Acli, nel marzo del 2023, in 22 mesi, presso i 27 sportelli, distribuiti in 17 Regioni, hanno trovato assistenza 2.467 sovraindebitati, di cui 2.210 persone fisiche e 257 imprese o professionisti.

Il monitoraggio ha consentito di definire un profilo del sovraindebitato: uomo diplomato, lavoratore dipendente a tempo indeterminato, tra i 36 e i 55 anni. E’ questo il risultato della fotografia scattata sul profilo più a rischio. Più nel dettaglio, su un campione di 574 utenti, 58% erano uomini tra i 36 e i 55 anni (45%) e tra i 56 e i 70 anni (35%). Più della metà dei partecipanti all’indagine è in possesso di un titolo di studio di scuola media superiore, il 30% di una licenza media inferiore, mentre il 10% è laureato e il 5% ha completato solo il ciclo delle elementari.

Il quadro che emerge è di debiti contratti in larga misura (76%) a titolo personale e in misura minore come titolari d’impresa (18%) oppure come garanti di debiti sottoscritti da terzi (4%). Nel 60% dei casi si è contratto il debito (60%) per l’acquisto di beni mobili (automobili, televisori, tecnologia); decisamente meno frequenti i casi per spese legate alla casa, quali affitti o utenze (11%) o all’acquisto di immobili (10%) attraverso il mutuo; percentuali inferiori per situazioni è dipese dalla ristrutturazione della situazione debitoria (9%), da spese per i figli (6%) oppure da imprevisti (separazioni, spese mediche, funerali o altro).

I principali creditori risultano essere banche (33%) e società finanziarie e di leasing (circa il 22%), oppure l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia per debiti nei confronti dello Stato (20%). Un altro dato interessante è quello relativo alla condizione socio-economica: gli utenti di “Riparto” sono stati titolari di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato per il 34%, pensionati per il 19%, imprenditori per il 10% e lavoratori autonomi per il 10%.

Perché ci si indebita?

Le analisi degli esperti descrivono tra le cause, in buona sostanza, l’incapacità di rendersi conto di quanto si spende. Tra quelle di sovraindebitamento attivo figurano scelte non oculate nella gestione finanziaria personale o l’abuso delle carte di credito e del credito personale; mentre tra quelle di sovraindebitamento passivo si riscontrano l’inflazione e l’innalzamento dei tassi d’interesse così come la disoccupazione o il venir colpiti da una malattia grave. Semplificando al massimo corre il rischio di cadere nel sovraindebitamento chi tende ad indebitarsi oltre le proprie possibilità e chi, partendo da una situazione reddituale percepita come sicura, per ragioni non esclusivamente dipendenti dalla propria volontà, si ritrova a non avere più la disponibilità necessaria per fronteggiare i debiti contratti

L’esdebitazione nel codice della crisi

Nel codice della crisi di impresa e dell’insolvenza una parte è dedicata alla ristrutturazione dei debiti del consumatore, una soluzione prevista dal legislatore per superare la situazione e rimettersi in carreggiata. La procedura dà la possibilità, se sussistono le condizioni necessarie, di liberarsi dai debiti. In buona sostanza si tratta di un piano di risanamento cucito sulla persona, previsto per i soggetti non fallibili. A coordinare il tutto un giudice che vigila sul piano, affiancato dagli organismi di composizione della crisi di sovraindebitamento, figure professionali a cui, come vedremo più avanti, va inoltrata la domanda.

Al termine di quella che in gergo tecnico è chiamata esdebitazione si assiste alla cancellazione dei debiti non pagati del tutto o in parte. I soggetti non fallibili ma capaci di insolvenza sono stati introdotti nell’ordinamento del 2012 Legge 3/2012 che prevedeva il cosiddetto piano del consumatore. Oggi quella legge è stata assorbita dal codice della crisi di impresa e dell’insolvenza insieme alla legge fallimentare. Il piano si attua in fasi.

Le fasi

Analisi della situazione economica, il bilancio familiare

Nella prima fase di analisi, si valuta la situazione economica della famiglia o del debitore. Si analizzano i consumi, le uscite per il sostentamento per conoscere quale siano le risorse finanziarie che entrano nella disponibilità del debitore e che possano consentire di affrontare un piano di rientro o ristrutturazione dei debiti. In questa fase si verifica anche di quanto tempo occorre per il ripiano del debito quindi se sarà sostenibile nel lungo termine. Si attua un bilancio delle entrate e delle uscite capendo una volta coperte le spese essenziali come affitto, mutuo, bollette, generi alimentari quanto resta come residuo.

Il piano del consumatore

Lo può proporre un lavoratore dipendente o un pensionato o un disoccupato per debiti che attengono la sfera personale e non professionale. Nel piano si procede alla ricostruzione documentale della situazione debitoria e alla verifica che a monte nella creazione del debito non ci sia il dolo, cioè la volontà frodatoria di creare debiti, per questo si verificano anche le documentazioni presentate per accedere ai finanziamenti per evitare per esempio che il debitore abbia alterato i documenti per ottenere la liquidità necessaria.

Chi può proporre la ristrutturazione dei debiti del consumatore?

La ristrutturazione dei debiti è prevista solo per i debitori consumatori che hanno sottoscritto debiti personali e non legati a attività professionali o imprenditoriali. La domanda di accesso alla procedura va presentata presso il Tribunale competente (di solito quello della zona di residenza) tramite un OCC, Organismo di Composizione delle Crisi da sovraindebitamento. Gli OCC sono enti regolamentati da diversi provvedimenti normativi, il cui compito è fornire assistenza al debitore tutelando anche quelli che sono gli interessi dei creditori.

La domanda puo’ essere presentata autonomamente senza il supporto di un professionista anche se sarebbe meglio essere affiancati da un esperto.

il giudice deciderà nel merito omologando il piano o l’accordo e a questo punto il soggetto dovrà mettere in esecuzione il programma presentato . La legge fissa i tempi di omologazione dei e dei diversi termini. La procedura di rientro a termine dell’iter giudiziario puo’ durare fino a tre anni considerati il tempo e gli importi per saldare i debiti.

Autore
cristina-bartelli

Giornalista professionista dal 2004 e vicecaporedattore per ItaliaOggi, scrive del Fisco in ogni sua forma. Ha fatto incursioni su Classcnbc e Tgcom per raccontare le novità di manovra di bilancio, sanatorie fiscali e storie di elusione.

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