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13 lug 2022 | 3 min di lettura | Pubblicato da Castiglia M.

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Per le più svariate ragioni, può succedere di prestare una somma più o meno consistente a un parente o a un amico, così come può accadere il contrario. Ad esempio, un genitore che presta i soldi al figlio per l’acquisto dell’auto o per comprare gli elettrodomestici per la casa nuova.
Il tutto si fa in buona fede. Ma attenzione perché ci sono regole da rispettare e limiti concernenti l’importo dei prestiti. La legge ha infatti messo dei paletti in fatto di scambio di soldi tra due soggetti sia per limitare l’utilizzo di denaro contante sia per contrastare l’evasione fiscale. E poco importa se lo scambio avviene tra due persone legate da un vincolo di parentela o di amicizia. Il Fisco potrebbe fraintendere e procedere con degli accertamenti.

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I limiti all’utilizzo di contante

La Legge di Bilancio 2020 aveva fissato a 2.000 euro il limite massimo per l’utilizzo del contante. Cifra che in teoria avrebbe dovuto scendere a 1.000 a partire dal 1° gennaio 2022. Non è andata così.
Un emendamento al decreto Milleproroghe ha fatto slittare la scadenza e, di conseguenza, fino al 31 dicembre 2022 si è tornati al tetto massimo di 2.000 euro. Vale a dire che, sino alla fine di quest’anno, la somma massima di denaro contante che potrà essere utilizzata è di 1.999,99 euro. A partire dal 1° gennaio 2023, salvo ulteriori ripensamenti, il limite scenderà di nuovo a 1.000 euro.

Come e a chi si applica la legge

L’applicazione della legge non riguarda solo gli acquisti di beni e servizi o altri pagamenti ma è stata estesa anche alle donazioni e, cioè, allo scambio di soldi tra persone fisiche, ovvero tra privati, compresi parenti e amici. In pratica, a norma di legge, qualsiasi trasferimento di denaro, oltre i limiti stabiliti, deve essere documentato utilizzando, ad esempio, un bonifico o un assegno, il bancomat, la carta di credito o una qualsiasi altra forma di pagamento che possa lasciare traccia. Né è possibile ricorrere a qualche escamotage come trasferire i soldi in più tranches perché, in caso di accertamenti, la legge terrà conto dell’importo complessivo e valuterà se si tratta di un’operazione lecita o meno.

Le sanzioni

In caso di irregolarità, si rischiano sanzioni pecuniarie che vanno da un minimo di 2.000 euro a un massimo di 50.000. La sanzione viene inoltre comminata sia a chi ha pagato, sia a chi ha ricevuto il denaro.

Le regole per i prestiti tra privati

Quando si prestano dei soldi a un parente o a un amico, oltre alla tracciabilità del trasferimento, è necessario rispettare anche altre regole se si vuole stare tranquilli e non sollecitare l’attenzione del Fisco.

Se, ad esempio, la donazione viene effettuata con bonifico, nella causale va specificato che si tratta di un ‘prestito personale’. E’ bene inoltre prevedere una scrittura privata che indichi l’identità dei soggetti interessati, l’importo trasferito, le modalità e i tempi di restituzione, e la data dell’operazione. Affinché la data sia certa si può ricorrere alla registrazione della scrittura presso l’Agenzia delle Entrate, oppure la si può inviare tramite raccomandata o pec o, ancora, farla autenticare da un notaio.

Per quanto conservare la documentazione

Va ricordato che tutta la documentazione che comprova il trasferimento va conservata per sei anni dalla data dell'operazione. Dunque, nessuno problema se si vogliono prestare (o ricevere) dei soldi tra parenti o conoscenti, ma è importante rispettare le regole del caso per evitare problemi con il Fisco.

Compito dell’Agenzia delle Entrate è infatti accertare la presenza di eventuali redditi non dichiarati. E un prestito elargito senza la tracciabilità e l’opportuna documentazione può essere scambiato per una remunerazione in nero.

Autore
castiglia-masella

Giornalista professionista, collabora da diversi anni con il Sole 24 Ore (Casa24Plus, Mondo Immobiliare). In passato ha lavorato, tra gli altri, per Tempo Economico e Tgcom.

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