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Prestiti: come riconoscere le truffe e come evitarle

Sarà capitato a tutti di leggere annunci di intermediari finanziari che promettono di erogare prestiti nel giro di 24 ore, a tassi bassissimi, prestiti senza busta paga, senza garanzie e persino a protestati. Già tutta questa ‘generosità’ dovrebbe allarmare perché, quando si parla di prestiti personali, le banche o gli intermediari finanziari devono rispettare regole e procedure stringenti prima di concedere un finanziamento.

Però, con l’arrivo di internet, che permette di ottenere legittimi prestiti e mutui anche online, con il dilagare dei social network e attraverso l’e-mail, i consumatori meno esperti e più distratti, possono facilmente cadere in truffe vere e proprie, specialmente se spinti dal bisogno.

Dove si nascondono le trappole

Il web, i blog, i social network e l’e-mail costituiscono i mezzi più utilizzati dai truffatori e sono già decine di migliaia le persone che negli anni sono state ingannate. Spesso le sedicenti finanziarie agiscono sfruttando le pagine web o i social network di intermediari certificati o di banche, rispondendo a commenti con l’intento di invogliare le potenziali vittime. Una volta creato il contatto, i malcapitati vengono raggiunti privatamente e allettati con promesse di erogazioni in tempi record, a condizioni irrinunciabili, magari senza nemmeno dover presentare la necessaria documentazione. Analoghe finalità hanno quelle comunicazioni promozionali, in apparenza super vantaggiose, che arrivano via posta elettronica. E in questo caso le probabilità che si tratti di un tentativo di phishing (il furto dei dati) è molto alto.

Come riconoscere i truffatori

La promessa di un prestito elargito con troppa facilità, anche a fronte di finanziamenti di una certa importanza, è già un primo segnale di qualcosa che non quadra. Oltre a questo, ci sono altri aspetti ai quali fare attenzione per non cadere nelle trappole. Una delle prime regole da osservare è di diffidare di certi messaggi promozionali che arrivano per e-mail da società che non sono note. Come riconoscerle?

  • Spesso i messaggi contengono grossolani errori grammaticali e di ortografia;
  • i recapiti presentano numeri di telefono strani e indirizzi fisici molto spesso esteri;
  • alcuni chiedono una somma anticipata per, a loro dire, sostenere le spese di istruttoria. Spese che mai le banche o gli intermediari certificati richiedono in anticipo;
  • la promessa di erogare il finanziamento in tempi record;
  • la promessa di concedere il prestito senza garanzie o busta paga. Ma chiunque abbia richiesto un finanziamento sa bene che le une e l’altra sono di primaria importanza. A meno di particolari condizioni, una banca non concederebbe mai un finanziamento senza garanzie. Ugualmente, senza la busta paga o la copia della dichiarazione dei redditi, la banca non potrebbe valutare la situazione patrimoniale del richiedente e, di conseguenza, il suo grado di solvibilità;
  • la promessa di erogare il prestito anche ai cattivi pagatori, cioè le persone con un merito creditizio negativo segnalate alle centrali rischi. Chi ha avuto bisogno di un prestito sa che in queste condizioni è quasi impossibile ottenerlo;
  • bisogna anche fare attenzione ai messaggi provenienti solo in apparenza da banche o intermediari noti perché non è raro che i truffatori clonino le loro pagine. A volte, basta passare il cursore sull’indirizzo del mittente per vedere che si tratta di un indirizzo fasullo;
  • diffidare subito da promesse di interessi troppo bassi o troppo alti, ricordando che per questi ultimi la legge stabilisce periodicamente una soglia oltre la quale si cade nell’usura.

Cosa si rischia

Se i sedicenti intermediari chiedono una somma d’anticipo per le ‘spese di istruttoria’, il malcapitato può stare tranquillo che quei soldi non li rivedrà più. Ancora peggiori sono le attività di phishing attraverso le quali gli imbroglioni vengono in possesso dei dati sensibili (ad esempio, dati personali, fiscali o password) della loro preda. Bisogna sempre ricordare che nessuna banca e nessun intermediario certificato chiede questa tipologia di dati via e-mail. Si tratta di dati importanti che, se finiti in mani sbagliate, possono causare gravi conseguenze per il malcapitato.

Come ci si può tutelare?

  • Come prima cosa, mai versare somme anticipate e fornire i dati personali.
  • E, ancora, verificare sempre che si tratti di operatori autorizzati dalla Banca d’Italia, tenendo presente che per svolgere attività di mediazione creditizia, bisogna essere iscritti negli elenchi Oam, l’Organismo degli agenti e dei mediatori che valuta i requisiti per l’iscrizione all’ente, vigila sulla correttezza e sul rispetto delle regole e può sanzionare gli iscritti stessi a tutela dei consumatori. L’elenco degli iscritti può essere consultato sul sito internet di Oam.
pubblicato da il 1 dicembre 2021

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Giornalista professionista, collabora da diversi anni con il Sole 24 Ore (Casa24Plus, Mondo Immobiliare). In passato ha lavorato, tra gli altri, per Tempo Economico e Tgcom.

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