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Fase 2 Covid-19 e prestiti: gli aggiornamenti sulle agevolazioni

Con il Decreto Cura Italia prima, con il Decreto Liquidità poi e, da ultimo, con il Decreto Rilancio, il Governo ha varato una serie di azioni che hanno l’obiettivo di sostenere economicamente le famiglie e, soprattutto, le imprese. Nonostante i ritardi dovuti in larga parte ai farraginosi meccanismi della burocrazia italiana, il Decreto Rilancio promette di snellire per velocizzare le erogazioni.

Gli aiuti previsti si concretizzano in forma di prestiti garantiti dallo Stato per facilitare l’accesso al credito, di contributi a fondo perduto e di crediti di imposta. Per quanto riguarda le imprese, gli aiuti si differenziano in funzione delle dimensioni aziendali, del fatturato e delle riduzioni dello stesso durante il periodo di lockdown. In particolare, il Decreto Liquidità (D.L. 23/2020) prevede anche il sostegno del Fondo di Garanzia Pmi per le piccole e medie imprese. Più precisamente, facendo riferimento alla definizione comunitaria, per piccole imprese si intendono le aziende con meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo che non supera i 10 milioni di euro. Le medie sono invece le imprese che occupano tra 50 e 249 dipendenti e con un fatturato annuo minore di 50 milioni di euro, mentre le micro-imprese sono le aziende che hanno fino a nove dipendenti e un fatturato annuo inferiore a due milioni di euro. Vediamo in dettaglio le misure adottate a favore delle imprese:

Finanziamenti

Le tipologie variano in base all’importo da erogare.
I prestiti sino a 25mila euro sono garantiti al 100% dal Fondo di Garanzia Pmi e hanno una durata massima di sei anni

La restituzione del capitale inizia "non prima di 24 mesi dall’erogazione", mentre nel tasso di interesse applicato dalla banca rientrano solo le spese di istruttoria e di gestione. 

Per l’ottenimento della garanzia va compilato un modulo da presentare alla banca insieme a un’autocertificazione che dimostri i danni subiti. Alla banca spetta solo la valutazione del merito creditizio dell’impresa.

Il prestito viene erogato fino a un massimo del 25% dei ricavi "risultanti dall'ultimo bilancio depositato o dall'ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della richiesta di garanzia o, per le imprese costituite dopo il 1 gennaio 2019, da altra idonea documentazione o anche autocertificati".

Alle imprese con un organico fino a 499 dipendenti e ricavi che non superano i 3,2 milioni di euro possono essere erogati finanziamenti sino a 800mila euro, mentre la garanzia al 100% è concessa per il 90% dallo Stato e per il 10% da Cofidi. In questo caso, la banca non deve nemmeno valutare il merito creditizio mentre resta valida la presentazione alla banca dell’autocertificazione dei danni subiti a causa dell’epidemia. Il finanziamento concesso non può superare il 25% dei ricavi. La durata massima del prestito è di 72 mesi.

Per finanziamenti superiori a 800mila euro sono garantiti al 90% dal Fondo e non possono essere maggiori del 25% del fatturato 2019 o del doppio di quanto pagato per gli stipendi dei dipendenti nello stesso anno. In tutti i casi, è stato stabilito un tetto massimo ai finanziamenti pari a 5 milioni di euro per ogni impresa. Alla banca non è richiesta alcuna valutazione del merito creditizio. La durata massima del prestito è di 72 mesi. 

Contributi a fondo perduto

L’erogazione è prevista dal Decreto Rilancio (D.L. 34/2020) e riguarda le imprese e i lavoratori autonomi in crisi di liquidità con ricavi fino a 5 milioni di euro. Il contributo viene erogato tramite accredito sul conto corrente dall’Agenzia delle Entrate alla quale va presentata la domanda. Tali contributi non concorrono alla determinazione dell’imponibile reddituale. Sono esclusi dall’agevolazione:

  • "i soggetti che hanno cessato l’attività al 31 marzo 2020";
  • "i contribuenti che hanno percepito l’indennità "prevista dagli articoli 27, 38 o 44 del Decreto Cura Italia";
  • "i professionisti e i lavoratori dipendenti "iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria";
  • "gli intermediari finanziari e gli enti pubblici.

Il contributo a fondo perduto spetta ai soggetti che nel mese di aprile 2020 hanno subito una riduzione dei 2/3 "del fatturato e dei corrispettivi" rispetto allo stesso mese del 2019 e, su questa differenza, viene calcolato percentualmente l’ammontare del contributo. 

Il contributo minimo per le persone fisiche è pari a 1.000 euro che sale a 2mila per le societàLa presenza dei requisiti richiesti va autocertificata. Gli stessi saranno poi sottoposti al controllo dell’Agenzia delle Entrate.

Crediti di imposta

  • Sono previsti crediti di imposta del 60% e per un massimo di 80mila euro sulle spese sostenute a favore degli esercizi aperti al pubblico che adottano misure per il contenimento della diffusione del Covid19.
  • "I soggetti esercenti arti e professioni, agli enti non commerciali, agli enti del Terzo del settore e agli enti religiosi civilmente riconosciuti" hanno diritto a un credito d’imposta del 60% sulle spese sostenute per l’acquisto di dispositivi di protezione e lavori di sanificazione fino a un tetto massimo di spesa di 60mila euro.

Aiuti alle famiglie

Il Decreto Cura Italia ha ampliato l’accesso al Fondo di solidarietà prima casa (Fondo Gasparrini) anche ai lavoratori dipendenti che, a causa dell’emergenza sanitaria, hanno subito "una sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni e ai lavoratori autonomi (inclusi commercianti e artigiani) e ai professionisti che abbiano subìto un calo del proprio fatturato superiore al 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019".

Per accedere al Fondo, che permette di sospendere sino a 18 mesi il pagamento delle rate del mutuo contratto per l’acquisto dell’abitazione principale, non è richiesta la presentazione dell’Isee.

Altra novità: l’importo massimo dei mutui ammessi alla sospensione è passato da 250mila a 400mila euro. Sul sito di Consap, la concessionaria pubblica che gestisce il Fondo, si possono trovare i moduli per presentare la richiesta di accesso oltre che le istruzioni dettagliate su regole e modalità.

pubblicato da il 27 maggio 2020

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Giornalista professionista, collabora da diversi anni con il Sole 24 Ore (Casa24Plus, Mondo Immobiliare). In passato ha lavorato, tra gli altri, per Tempo Economico e Tgcom

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