Ristrutturazioni 2026: attenzione al taglio del bonus. Come finanziare i lavori se la detrazione scende al 36%
13 feb 2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da Eleonora D'angelo

Il Bonus Ristrutturazione è un’importante agevolazione fiscale per migliorare o rinnovare il proprio immobile. Tuttavia, con l’aggiornamento previsto dalla Legge di Bilancio, cambieranno i limiti di spesa e le modalità di fruizione.
La novità più importante riguarda la detrazione per i lavori di restauro, che presto scenderà dal 50% al 36%. Facile.it, sito leader nel confronto di prestiti personali e prestiti ristrutturazione, vi aiuta a fare chiarezza sulle nuove norme e sugli strumenti a disposizione per finanziare i lavori edilizi.
Sommario
Bonus Ristrutturazione: le novità 2026-2027
Il Bonus Ristrutturazione continua a rappresentare un punto di riferimento per i contribuenti che desiderano recuperare o migliorare il proprio patrimonio edilizio.
Consente di detrarre dalla dichiarazione dei redditi buona parte dell’investimento, unendo vantaggi fiscali e la possibilità di ristrutturare casa anche spendendo somme ingenti, accendendo alle agevolazioni edilizie definite dall’Agenzia delle Entrate.
Tuttavia, l’agevolazione fiscale più utilizzati per il recupero del patrimonio edilizio, è stata oggetto di revisione nell’ambito della Legge di Bilancio, che ha introdotto importanti novità che riguardano l’ammontare dei lavori detraibili e le modalità di fruizione del bonus.
Nel dettaglio, come abbiamo chiarito in un recente approfondimento - Bonus Casa 2026: conferme, novità e requisiti per richiederli- , il biennio 2026-2027 segna un cambio di passo significativo.
Le nuove norme, infatti, hanno avviato un percorso di riduzione progressiva del bonus per ristrutturare, che incide da un lato sulla convenienza economica degli interventi, e dall’altro sulla necessità di pianificare con maggiore attenzione tempi, costi e modalità di finanziamento dei lavori.
Innanzitutto, la detrazione IRPEF è stata rimodulata sia nelle aliquote sia nei limiti di spesa. Inoltre, per i contribuenti con redditi più elevati sono stati introdotti nuovi vincoli che fissano un tetto massimo alle detrazioni complessivamente utilizzabili, riducendo di fatto il beneficio fiscale ottenibile.
Di seguito riportiamo le principali novità.
Ammontare della detrazione e limiti di spesa aggiornati
Per il biennio 2025-2026, nell’ambito del Bonus Ristrutturazione, resta confermata l’aliquota del 50%, con un tetto massimo di spesa pari a 96.000 euro per l’abitazione principale.
Dal 2027, però, l’incentivo viene ridotto: la detrazione scende al 36%, mantenendo lo stesso massimale per la prima casa, mentre per gli altri immobili l’aliquota si abbassa al 30%.
Infine, a partire dal 2028, è previsto un ulteriore ridimensionamento del bonus, con il limite di spesa che si dimezza a 48.000 euro.
Beneficiari del Bonus e lavori di ristrutturazione detraibili
Possono accedere al bonus non solo i proprietari degli immobili in senso stretto (mutuatari in primo luogo), ma anche altri soggetti che, a titolo diverso, usufruiscono dell’abitazione. Fra questi rientrano gli affittuari, i comodatari, i titolari di diritti reali e i familiari conviventi, a patto che sostengano direttamente i costi degli interventi.
Nel caso dei condomìni, l’agevolazione si ripartisce secondo quote millesimali, con obblighi precisi in capo all’amministratore per la gestione dei pagamenti e della documentazione fiscale.
Sul piano degli interventi, il Bonus Ristrutturazione copre opere di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, oltre a lavori finalizzati alla sicurezza, all’abbattimento delle barriere architettoniche e al miglioramento dell’efficienza energetica.
Dal 2025-2026, però, non rientrano più nel beneficio i costi per la sostituzione di impianti alimentati esclusivamente da combustibili fossili, il che conferma la spinta del Governo verso soluzioni più sostenibili e tecnologie rinnovabili.
Come finanziare i lavori con la detrazione ridotta al 36%
La graduale riduzione del Bonus Ristrutturazione al 36% può rendere la detrazione insufficiente a coprire una parte consistente dei lavori, specie le opere di maggiore entità, come il rifacimento del tetto oppure la ricostruzione di un rustico.
Diventa quindi fondamentale affiancare alla detrazione altre forme di sostegno economico, oppure sfruttare altri bonus edilizi confermati nel 2026, come l’Ecobonus, il Sismabonus e il Bonus Barriere Architettoniche.
Queste misure restano attive e possono contribuire al conseguimento di un risparmio fiscale aggiuntivo non indifferente, sempre che i lavori rientrino effettivamente nelle opere previste di bonus e fermi restando altri requisiti stabiliti dalla legge.
Chi non rientra tra i beneficiari delle agevolazioni, o non dispone di risparmi per anticipare il costo dei lavori, può inoltrare una richiesta per prestiti dedicati o finanziamenti mirati, come il mutuo ristrutturazione.
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