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Prestiti: ecco cosa cambia dopo l'ultimo rialzo della BCE

Pubblicato il 04-10-2023 | Aggiornato il 04-10-2023 | 3 min di lettura | Pubblicato da
marianna serra
Marianna Serra
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La decisione della BCE di aumentare i tassi d’interesse di un quarto di punto percentuale, portando al 4,50% quelli sui rifinanziamenti principali, al 4,75% sui prestiti marginali e al 4% sui depositi, ha sollevato molte domande sulle implicazioni per le famiglie italiane che hanno mutui e prestiti personali.

Quali saranno le conseguenze che questo rialzo avrà sui prestiti e, più in generale, sul settore finanziario?

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In base ai dati dei bancari Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani), il 25% delle famiglie italiane risultano indebitate, una percentuale corrispondente a 6,8 milioni di famiglie, delle quali 3 milioni e mezzo hanno acceso un mutuo per l’acquisto di casa. Un notevole aumento dei tassi d’interesse si era già registrato nel corso dell’anno 2022, tuttavia è essenziale comprendere appieno come questi cambiamenti influiranno sui consumatori italiani.

Come cambieranno le rate dei mutui?

La Federazione Autonoma Bancari Italiani (Fabi) ha analizzato attentamente come cambieranno le rate dei mutui ipotecari esistenti a seguito dell’aumento dei tassi. 

Non sono previste variazioni per i mutui a tasso fisso erogati nei primi mesi del 2022, le rate resteranno quindi invariate fino alla fine del piano di ammortamento. La situazione è invece diversa per i mutui a tasso variabile, la cui rata mensile è aumentata del 75%, che si traduce in un aumento di 375€ su una rata da 500€, che diventa da 875€, una cifra piuttosto impegnativa da sostenere. 

La notizia poco positiva è che gli aumenti non sembrano ancora terminati, considerando la recente decisione della BCE. Un esempio pratico è fornito da una nostra simulazione di un mutuo a tasso variabile per un importo di 126.000€, sottoscritto a gennaio 2022, con piano di rientro a 25 anni, una rata mensile di 456€ e un TAN di partenza pari allo 0,67%. In seguito all’aumento stabilito dalla BCE, il tasso è salito al 5,05% nel settembre 2023, con una rata che è arrivata a circa 740€, ossia un aumento del 62%, che si traduce in 285€ in più al mese da pagare per il mutuatario.

Nuovi mutui a tasso variabile

I nuovi mutui a tasso variabile, invece, si pensa possano passare dallo 0,6% di fine anno 2021 ad una media del 7%. Ad esempio, secondo la simulazione Fabi, un mutuo di 150.000€, con piano di rimborso a 20 anni, avrebbe una rata mensile di 1.180€, rispetto alle 665€ di due anni fa. Un aumento dunque di 515€ al mese, ossia il 77,4% in più rispetto al 2021.

Nuovi mutui a tasso fisso

Anche per chi sta cercando di ottenere nuovi mutui a tasso fisso le notizie non sono positive. I tassi d’interesse medi sono infatti passati dall’1,8% a oltre il 6%, come sottolineato dalla Fabi. Ciò significa che le rate mensili sono praticamente raddoppiate rispetto a prima.

L'impatto sui prestiti

In aumento anche i tassi d’interesse per i prestiti personali, che secondo la Fabi potrebbero raggiungere il 14,25% rispetto all’8,1% in media del 2021, con un impatto significativo sui consumatori. In pratica, l’acquisto di un’auto a rate del valore di 25.000€, con un piano di rimborso decennale, avrebbe un costo di 48.396€ anziché 37.425€, con un aumento di ben 10.971€, ossia il 29,3% in più rispetto a due anni fa. 

Se si considera invece un finanziamento per l’acquisto di una lavatrice per un costo di 750€, la spesa totale sarebbe di 1.098 euro, anziché i 942€ del 2021, con un aumento di 157€, ossia il 16,7% in più.

In conclusione, l’aumento dei tassi di interesse deciso dalla BCE ha significative ripercussioni sui mutui e i prestiti personali in Italia. Le famiglie indebitate devono essere consapevoli di queste variazioni e pianificare di conseguenza per gestire al meglio i loro debiti e le loro spese finanziarie.

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