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Emergenza energetica: estrazione di gas e ritorno al carbone per l'Italia

Emergenza energetica: estrazione di gas e ritorno al carbone per l'Italia

La delicata situazione internazionale, causata dal conflitto fra Russia e Ucraina, sta portando l’Italia e gli altri paesi europei a trovare delle soluzioni alternative per l’energia. L’obiettivo è rinunciare al gas proveniente dalla Federazione Russa, senza dover imporre delle restrizioni ai privati ed alle aziende.

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Il piano del Governo per evitare di ridurre i consumi: più gas estratto in Italia e ritorno al carbone.

Le soluzioni del Governo italiano per far fronte all’emergenza gas

L’Europa teme il giorno in cui la Russia potrebbe chiudere le forniture di gas, ogni stato sta cercando delle soluzioni alternative in modo da non dover imporre dei limiti ai consumi dei cittadini.

L’Italia sta valutando due strade: aumentare l’utilizzo delle centrali a carbone e l’estrazione dai giacimenti di gas sul territorio nazionale. Per il futuro si valuta anche di semplificare le autorizzazioni per le energie rinnovabili, si ipotizza anche la nomina di un commissario contro la burocrazia.

Attualmente, le sei centrali a carbone attive producono circa il 6% dell’energia utilizzata in Italia. L’idea non è quella di creare delle nuove centrali o di realizzarne di nuove, ma di ottimizzare quelle già operative in modo da raggiungere almeno il 10% del consumo nazionale in un breve lasso di tempo.

Ciò sarebbe possibile riattivando due unità produttive a Civitavecchia, che andrebbero ad aggiungersi a quella già in funzione, e di incrementare la produttività a Brindisi e Monfalcone. Sarà inoltre necessario rivedere il piano di decarbonizzazione, posticipando la chiusura delle centrali a combustibili fossili attualmente prevista per il 2025.

Lo stesso principio viene utilizzato anche per l’estrazione del gas: non sono infatti previsti nuovi impianti o la riapertura di quelli chiusi, ma si intende sfruttare maggiormente quelli già presenti sul territorio. Si stima che l’alto Adriatico possa fornire circa 40 miliardi di metri cubi di gas, mentre la Sicilia possa arrivare a 10. Attualmente il Governo sta valutando la strada migliore per l’autorizzazione degli aumenti, magari affidando il compito ad un commissario.

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pubblicato da il 23 maggio 2022

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