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Condizionatori fissi e portatili: tutto su consumi, manutenzione e detrazioni

 Condizionatori fissi e portatili: tutto su consumi, manutenzione e detrazioni
Le 3 cose da sapere:
  • Acquista un condizionatore di classe energetica elevata
  • Possono essere previste delle detrazioni fiscali fino al 50 %
  • Scopri cosa sono i btu e la loro funzione

Se stai valutando l’acquisto di un condizionatore d'aria per raffreddare la temperatura delle stanze e garantire condizioni gradevoli durante l’estate e le stagioni intermedie, devi sapere che in commercio si possono trovare apparecchi fissi e mobili, monoblocco e split, con o senza inverter. Per capire quale tipologia è più in linea con le tue esigenze e i tuoi consumi di energia, ecco una guida pratica su come scegliere il modello giusto. Inoltre, per dimensionare un impianto di climatizzazione e scegliere il condizionatore idoneo occorre valutare i BTU. Scopri tramite questa breve guida di cosa si tratta e come calcolarli.

Sommario

Condizionatori fissi: tipologie e funzionamento

Uno dei dispositivi di raffreddamento più efficiente è il condizionatore fisso, un apparecchio che richiede un’accurata installazione a parete da parte di un tecnico specializzato. In commercio si possono trovare due tipi di condizionatori fissi:

  • monoblocco
  • split

I condizionatori monoblocco sono composti da una sola macchina mentre i condizionatori con split da due elementi, una parte da sistemare all’interno dell’ambiente da climatizzare, l’altra da collocare all’esterno.

Il funzionamento dei climatizzatori fissi è piuttosto semplice, infatti utilizzano le proprietà termodinamiche per diminuire la temperatura dell’aria, sfruttando la corrente elettrica e un gas refrigerante. Il più comune è l’R32, una miscela ecologica e in grado di assicurare ottime prestazioni dell’impianto, il quale ha rimpiazzato il gas R401A come previsto dalle normative di legge europee, che impongono forti restrizioni sull’impiego di gas refrigeranti all’interno dei condizionatori domestici.

Attraverso il compressore il gas circola nei condotti del climatizzatore raffreddandosi, tramite passaggi che lo comprimono facendolo passare dallo stato gassoso a quello liquido. A questo punto il composto entra in contatto con l’aria calda, prelevata dall’ambiente interno, che aiuta a trasformare nuovamente il liquido in gas. Questo ciclo si ripete continuamente, perciò il prelievo di aria calda dalla stanza raffredda il locale.

Alcuni dispositivi possono invertire questo processo, utilizzando un inverter o pompa di calore, di fatto funzionando sia come condizionatori per diminuire la temperatura interna, sia come caloriferi per aumentarla. Si tratta di una valida soluzione soprattutto durante le stagioni intermedie, poiché consente di risparmiare sui consumi energetici, tuttavia esistono alcune limitazioni in merito alle temperature minime e massime che si possono ottenere con il condizionatore fisso.

Condizionatori portatili: tipologie e funzionamento

Al contrario dei modelli fissi, i condizionatori portatili non devono essere installati nelle pareti, quindi non richiedono l’intervento di un tecnico professionista, né di opere murarie. Queste macchine sono composte da un blocco principale e un tubo di scarico, con elementi interni come l’evaporatore, il compressore e il condensatore. Il loro funzionamento è simile quello dei condizionatori fissi, poiché usano i medesimi principi termodinamici.

Anche in questo caso perciò viene impiegato un gas refrigerante, che circola nel condotto interno ed è trasformato allo stato liquido nel condensatore, per poi tornare come gas dopo il passaggio nell’evaporatore. Il tutto viene azionato dal compressore, che mette in moto le parti elettriche e provvede all’aumento di pressione del gas refrigerante.

Durante questi processi viene utilizzata l’aria calda presente nel locale, che una volta sottratta all’ambiente comporta una riduzione della temperatura nella stanza climatizzata. Sul mercato sono disponibili vari modelli di condizionatori portatili, tra cui quelli cosiddetti:

  • aria-aria
  • aria-acqua

I condizionatori aria-aria sono meno potenti ma più semplici da gestire, mentre i condizionatori aria-acqua sono leggermente più complessi, inoltre richiedono l’inserimento dell’acqua.

I condizionatori portatili aria-acqua prevedono un’apposita vaschetta per il liquido, all’interno del quale viene immessa l’aria calda per essere raffreddata.

Questo meccanismo è più performante rispetto a quello aria-aria, infatti con le macchine dotate di sistema ad acqua si possono raggiungere temperature più basse. Allo stesso bisogna ricordarsi di riempire la vaschetta, altrimenti il condizionatore non sarà in grado di fare il suo lavoro.

Meglio un condizionatore fisso o portatile?

La scelta tra un condizionatore fisso e uno portatile dipende da vari fattori. Innanzitutto bisogna considerare l’ambiente in cui deve essere installato, le caratteristiche tecniche della stanza, le dimensioni, le temperature ambientali medie esterne e interne.

  • I condizionatori portatili sono sicuramente più economici da acquistare, tuttavia comportano un consumo energetico superiore rispetto ai modelli fissi. E' possibile comprare un condizionatore portatile per esigenze limitate, raffreddando alcune stanze della casa a turno di dimensioni medio-piccole;
  • Se gli apparecchi portatili possono essere spostati in qualsiasi ambiente, in modo semplice e veloce, i condizionatori fissi vanno installati in ogni locale da raffreddare, sono più cari inizialmente ma offrono consumi energetici piuttosto contenuti. inoltre soltanto le macchine fisse sono dotate di inverter, per funzionare sia in estate che inverno, mentre quelli portatili possono essere impiegati soltanto come climatizzatori per il freddo;
  • Un’altra differenza importante è la rumorosità, in quanto i condizionatori fissi risultano decisamente più silenziosi, mentre quelli mobili sono abbastanza rumorosi;
  • I condizionatori fissi richiedono un investimento importante, ma consentono di risolvere in maniera efficiente gli sbalzi termici, ottenendo un risultato affidabile e conveniente nel lungo periodo.

Quanto consuma un condizionatore?

Una delle caratteristiche più importanti nella scelta del sistema di raffreddamento domestico è il consumo del condizionatore, un fattore che può influire pesantemente sul costo di gestone dell’apparecchio.

Il consumo energetico dipende da alcuni fattori, come il modello, l’uso, la zona geografica e le caratteristiche stesse dell’abitazione.

In questo caso, quindi, una corretta manutenzione del condizionatore consente di mantenere bassi i consumi.

Tuttavia è fondamentale scegliere un modello adeguato all’ambiente da climatizzare, eseguendo se necessario degli interventi di isolamento ed efficienza energetica dell’edificio. Dopodiché bisogna acquistare un condizionatore efficiente, omologato per una classe energetica elevata possibilmente A+++, come evidenziato all’interno dell’etichetta energetica dell’apparecchio, secondo i dati forniti dal produttore.

Il consumo del condizionatore viene indicato in kWh per anno, secondo valori determinati da due parametri di riferimento, SEER e SCOP. Il primo mostra l’efficienza stagionale della macchina, quando cioè è in funziona per raffreddare l’aria, il secondo invece si riferisce alla modalità di riscaldamento, ad esempio per quanto riguarda i modelli con funzionalità inverter. Le varie funzionalità sono facilmente attivabili, conoscendo la simbologia sul telecomando.
Più alti sono questi indicatori migliore è l’efficienza energetica del condizionatore.

In media un dispositivo di classe A+++ con indice SEER di 8,5 ha un consumo di appena 160 kWh/anno, mentre uno di classe B con parametro SEER di 5 può arrivare fino a 260 kWh/anno, valori che raddoppiano per un modello di classe energetica F. In generale con un condizionatore di classe A si può ottenere un risparmio energetico del 30%, rispetto a un modello di classe C, allo stesso tempo è necessario scegliere a seconda dell’ambiente di utilizzo.

Per farlo vanno analizzate le potenze espresse in BTU/h o in kW, in base al costruttore e al paese di produzione, acquistando un apparecchio da 1,5 kW o 5.000 BTU/h per una stanza di 10 metri quadrati, da 2 kW o 7.000 BTU/h per un locale fino a 20 metri quadrati, oppure da 5 kW o 18.000€ BTU per un ambiente di oltre 40 metri quadrati.

Infine è utile verificare sempre la presenza della garanzia e le certificazioni europee, che assicurano il rispetto delle normative comunitarie e l’esistenza di un sistema di assistenza in caso di malfunzionamenti.

Manutenzione condizionatori: best practices

La manutenzione del condizionatore permette di garantire a lungo l’efficienza della macchina, evitare aumenti dei consumi energetici e scongiurare eventuali rotture e guasti.

1) Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria è necessario pulire regolarmente l’apparecchio, soprattutto prima dell’avvio con l’arrivo dell’estate, quando dovrà lavorare a pieno regime e rimanere a lungo sotto sforzo.

Ad esempio bisogna pulire accuratamente i filtri interni, le griglie di aerazione e il motore esterno, senza toccare con liquidi e prodotti detergenti le parti elettriche ed elettroniche. Tale operazione è consigliata con una frequenza almeno mensile, mentre prima dell’estate è essenziale eseguire una pulizia più profonda del condizionatore. Ottimi prodotti per i filtri sono i disinfettanti, altrimenti si possono usare degli igienizzanti appositi per la pulizia dei climatizzatori.

2) Per il lavaggio della parte esterna è possibile impiegare degli sgrassatori, utilizzando prodotti più aggressivi specialmente se rimane esposta durante l’anno al sole e agli agenti atmosferici. La pulizia periodica del condizionatore può essere realizzata da soli, mentre una volta l’anno o al massimo ogni due bisogna chiamare un tecnico specializzato, per controllare le parti elettriche, il motore e verificare la presenza di eventuali perdite di gas nel circuito interno.

3) Ovviamente si può contattare una ditta anche per eseguire la pulizia, operazione che in media prevede un costo compreso fra 30 a 100 euro, a seconda del tipo d’intervento da effettuare. Per i condizionatori fino a 2,5 kW e 9.000 BTU non esiste alcuni vincolo di legge, quindi è possibile provvedere alla manutenzione da soli, mentre per le macchine con potenze al di sopra dei 10 kW è obbligatorio sottoporre l’apparecchio a revisioni regolari, come indicato nel libretto di del dispositivo.

Detrazione fiscale condizionatori: quando può essere richiesta

Chi desidera acquistare e installare un climatizzatore può beneficiare della detrazione fiscale sui condizionatori.

Si tratta di un’agevolazione fino al 50%, contenuta all’interno del decreto Crescita, chiamata in gergo bonus climatizzatori. La misura vale soltanto per gli apparecchi di classe energetica A+ o superiore, anche se non viene eseguita una ristrutturazione edilizia.

Invece, se esiste già un impianto di climatizzazione, questo può essere sostituito con un condizionatore a pompa di calore ottenendo una detrazione fiscale fino al 65%, qualora la macchina sia in grado di offrire un’efficienza energetica elevata. In questo caso l’agevolazione è disponibile per immobili privati, locali, uffici e negozi, altrimenti il bonus del 50% è rivolto esclusivamente ad abitazioni residenziali e condomini.

Dimensionamento condizionatore: come calcolare i BTU in base ai mq?

Il dimensionamento impianto di climatizzazione è essenziale per ottimizzare il comfort termico di una struttura residenziale. È basato sul calcolo dei BTU e consente, ad esempio, di scoprire la potenza condizionatore per 100 mq di superficie.

Cosa sono i BTU

I BTU (British Thermal Unit) sono un’unità di misura del calore e dunque dell’energia, molto usata soprattutto nei paesi anglosassoni.

Indica la quantità di energia necessaria per innalzare la temperatura di 1 libbra di acqua da 39 a 40 gradi Fahrenheit.

Un’ulteriore definizione di questo sistema che consente il corretto dimensionamento del condizionatore è: quantità di energia necessaria per ottenere l’aumento di temperatura da 3,8 a 4,4 gradi centigradi di una massa d’acqua di 454 grammi.

Come calcolare i BTU del condizionatore

Per scoprire come calcolare i BTU del condizionatore è necessario avere a disposizione la potenza refrigerante dello stesso dispositivo espressa in Watt. Il calcolo della potenza richiede la valutazione del volume di un ambiente da moltiplicare per il parametro K che vale 25 se si ci riferisce all’esigenza di raffreddare una casa oppure 36 per riscaldarla. Per il calcolo BTU, quindi, si deve moltiplicare la potenza in Watt per 3,4. Il risultato è dato in BTU/h e permette di capire come scegliere la potenza del condizionatore. Chiaramente se si vuole scoprire come calcolare i BTU per un appartamento sarà necessario sapere il volume dell’immobile, moltiplicarlo per il parametro K e quindi per 3,4.

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