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Pubblicato il 13-05-2024 | Aggiornato il 14-04-2025 | 3 min di lettura | Pubblicato da
raffaele dambra
Raffaele Dambra
Donna appena arrivata in hotel che apre la finestra

Dopo la pandemia gli italiani hanno ripreso a viaggiare ma non ancora ai livelli pre-Covid: nel 2023 i viaggi sono stati 52 milioni e 136 mila, -27% rispetto al 2019. Colpa soprattutto dei costi delle vacanze, lievitati negli ultimi tre anni, sui quali da un po’ di tempo pesa anche la tassa di soggiorno, introdotta in Italia con il d.lgs. n. 23/2011 recante disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale.

Quanto costa l'imposta di soggiorno nelle principali città italiane?

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Viaggi post Covid

Dopo la pandemia, il settore dei viaggi in Italia ha mostrato dei segni di ripresa a partire dal 2022, tuttavia non sufficienti per raggiungere i livelli pre Covid. Nel 2023, infatti, il numero di viaggi è stato di 52 milioni e 136 mila, registrando un calo del 27% rispetto al 2019.

Questa diminuzione è attribuibile principalmente all'aumento del costo della vita e dei costi delle vacanze, che si sono progressivamente incrementati negli ultimi tre anni. Un ulteriore onere sulle spese di viaggio è rappresentato dalla tassa di soggiorno, introdotta in Italia con il decreto legislativo n. 23/2011, che ha iniziato a incidere sui budget dei viaggiatori.

La tassa di soggiorno in Italia

Con l’entrata in vigore del suddetto decreto, avvenuta il 7 aprile 2011, gli enti locali hanno subito preso in considerazione la possibilità di applicare la nuova imposta di soggiorno

Inizialmente ne hanno approfittato in 13, ma da allora a oggi i Comuni che applicano la tassa di soggiorno sono diventati 1.011 più le province autonome di Trento e Bolzano. Per l’art. 4 del d.lgs. 23/2011 possono istituire l’imposta di soggiorno i Comuni capoluogo di provincia, le Unioni di Comuni nonché i Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte.

Quanto costa la tassa di soggiorno nelle città italiane?

All’origine l’importo massimo della tassa di soggiorno poteva essere di 5 euro, ma lo scorso anno è stata deliberata la possibilità di aumentare l’imposta fino a un massimo di 10 euro. A Roma, infatti, è stata portata a 10 euro la tassa per chi soggiorna nelle strutture a 5 stelle, mentre la media cittadina è di 5,50 euro (l'imposta, infatti, varia secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo). 

Anche altre città italiane hanno aumentato di recente la tassa di soggiorno:

  • Firenze ha fissato un tetto limite di 8 euro
  • Venezia di 5 euro (a cui aggiungere l’ulteriore aumento, sempre di 5 euro, per i visitatori giornalieri)
  • Milano di 4,50 euro per chi dorme negli alberghi a tre o quattro stelle

In totale la l’imposta di soggiorno ha generato un gettito di 702 milioni di euro nel 2023 (+9,5% rispetto al 2022), e si stima che nel 2024 supererà gli 800 milioni di euro.

Tassa di soggiorno all'estero

Naturalmente la tassa di soggiorno viene applicata anche in altri Paesi, specialmente in Europa. Vediamo qualche esempio:

  • a Parigi costa un massimo di 8,13 euro
  • in Costa Azzurra è recentemente aumentata fino a 5,36 euro
  • in tutte le località della Germania si paga il 5% del valore del soggiorno
  • in Grecia va da 0,50 a 4 euro
  • a Barcellona da 0,75 a 2,50 euro

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