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Prestiti, ceto medio sempre più indebitato, aumentano le richieste sui micro finanziamenti

Pubblicato il 25-11-2025 | Aggiornato il 24-05-2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da
cristina bartelli
Cristina Bartelli
donna e uomo alla scrivania con fogli e computer

Piani rateali medio-lunghi, importi richiesti in crescita ma anche ricorso a finanziarsi per “micro acquisti” attraverso le nuove modalità di pagamento digitale posticipato e suddiviso. L’indebitamento riguarda soprattutto il ceto medio. Sono queste le indicazioni che emergono confrontando i numeri di una ricerca di Facile.it e Crif. Con l’avvicinarsi del periodo natalizio, pur di non rinunciare ai regali, molti sono pronti a cedere al prestito per il dono. Da una ricerca di Facile.it emerge che tra i sei milioni di italiani che hanno già comprato regali di Natale, circa il 10% ha fatto ricorso a un prestito. Se ancora resiste l’acquisto in contanti (47% del campione), il 20% ha utilizzato una app di pagamento digitale, mentre il 7,7% ha optato per la formula buy now pay later. Infine, c’è chi si è rivolto a una società di credito: il 12% del campione, circa 800 mila individui. Facile.it leader nel confronto tra prestiti online, approfondisce l'argomento.

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Sommario

Importi medi per i prestiti finalizzati di oltre 10 mila euro

Nell’ultimo anno chi ha chiesto un prestito personale ha puntato ad ottenere, in media, 10.436,68 € (+2% anno su anno) da restituire in 63 rate. La rata media è di 194 euro. L’età media dei richiedenti è pari a 43 anni, e nel 70% dei casi la richiesta arriva da un uomo. L’osservatorio congiunto Facile.it – Prestiti.it evidenzia come le cause principali siano il ridotto potere d’acquisto delle famiglie e un cambio di paradigma mentale della società.

Che il potere d’acquisto delle famiglie sia ridotto, eroso da tasse e inflazione, è evidente: il governo cerca di porre rimedio con interventi nella legge di bilancio, come il taglio dell’aliquota media Irpef (da 35 a 33%) per i redditi lordi fino a 50 mila euro, a sostegno di un ceto medio sofferente.

Fiscal drag e ceto medio più povero

Il ceto medio è sempre più stretto tra la crescita dei salari inefficace e l’aumento delle tasse. L’effetto è il cosiddetto fiscal drag: in un sistema fiscale progressivo come l’Irpef, l’aumento dei salari legato all’inflazione può far scattare aliquote più elevate senza creare reale ricchezza. L’inflazione erode il valore del denaro, e l’aumento del costo della vita azzera il beneficio, con più tasse e potere d’acquisto ridotto. Per le fasce con redditi sotto i 28 mila euro lordi, i precedenti tagli al cuneo fiscale hanno attenuato l’impatto.

Un dato Assofin evidenzia come l’erogato per prestiti personali, passato da 26 miliardi di euro nel 2023, sfiori i 30 miliardi nel 2024. Gli esperti di Facile.it e Prestiti.it spiegano: «Gli italiani, spinti dal ridotto potere d’acquisto e da un mutato paradigma mentale che vede il credito al consumo come opportunità, si rivolgono sempre più consapevolmente a questo strumento».

Per quali ragioni si ricorre alle finanziarie: liquidità

L’osservatorio ha esaminato 770.000 richieste tra settembre 2023 e agosto 2025. Al primo posto (32%) troviamo il prestito di liquidità, destinato a spese diverse. Seguono le richieste per l’acquisto di auto usate (17,3%) e per il consolidamento del debito (17,2%), ovvero portare verso un unico creditore le varie rate aperte con creditori diversi. Fuori dal podio, le richieste di prestito personale per ristrutturare la casa (12%).

Cresce il peso delle richieste legate alla salute

I prestiti per spese mediche hanno visto una particolare crescita nel periodo 1 gennaio - 31 agosto 2025. L’importo medio richiesto è stato di 5.867 euro da restituire in 53 rate, con un’età media dei richiedenti di 48 anni. Diversamente dal solito, il 44% dei richiedenti è donna. I prestiti per la sanità rappresentano ora il 5% di quelli richiesti in Italia, in crescita rispetto al 4% pre-Covid e al 3,5% nel 2017.

L’osservatorio Crif

Le modalità di consumo stanno cambiando: se cala la domanda di prestiti finalizzati, è per la crescita dei pagamenti dilazionati tramite POS landing (+26,9%). Secondo Crif, quasi la metà delle richieste di prestiti è inferiore ai 5.000 euro (46%). Nei primi nove mesi del 2025 le richieste di prestiti familiari restano stabili (+0,9%), trend confermato a settembre (+0,7%), dopo l’exploit di agosto (+6,7%).

Andamento dell'importo medio dei prestiti richiesti (personali + finalizzati)

Nel III trimestre 2025, i prestiti personali crescono dell’11,8%, con importo medio sostanzialmente stabile (11.931 euro). I prestiti finalizzati, invece, si contraggono del -9,9%, ma l’importo medio cresce del +12,6%. Nei primi nove mesi, a fronte del calo dei finalizzati, i finanziamenti POS lending sono aumentati del 26,9%, con importo medio di 1.233 euro. A settembre, si è registrato un picco del 64,9% delle richieste di pagamenti dilazionati.

Cresce così la sostituzione parziale dei prestiti finalizzati small ticket (sotto 1.500 €) con nuove tipologie di finanziamento, grazie alla maggiore flessibilità e rapidità di accesso al credito, contribuendo all’innalzamento del ticket medio dei finalizzati tradizionali.

Autore
cristina bartelli

Giornalista professionista dal 2004 e vicecaporedattore per ItaliaOggi, scrive del Fisco in ogni sua forma. Ha fatto incursioni su Classcnbc e Tgcom per raccontare le novità di manovra di bilancio, sanatorie fiscali e storie di elusione.

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