Gli italiani chiedono prestiti da oltre 10mila euro: cosa comprano davvero (e quanto pagano)


Chi chiede oggi un prestito in Italia richiede mediamente oltre 10mila euro e sceglie piani di rimborso che superano spesso i cinque anni. Ma il dato più interessante non riguarda soltanto quanto si chiede: riguarda soprattutto il modo in cui gli italiani stanno usando il credito. I numeri aggiornati ad aprile 2026 dell’Osservatorio Prestiti di Facile.it mostrano infatti un mercato molto diverso rispetto a qualche anno fa. Al netto delle differenze territoriali nelle varie aree del Paese (che riguardano soprattutto durata e importo), nel tempo si è infatti registrato un cambiamento, come indicato anche dai dati della Federazione autonoma bancari italiani, della modalità di utilizzo dei finanziamenti che rappresentano sempre più uno strumento per ottenere liquidità per gestire il bilancio familiare o riequilibrare situazioni economiche complesse.
- Ad aprile 2026 l’importo medio dei prestiti in Italia è di circa 10.819 euro, con una durata media di 63 mesi e una rata intorno ai 195 euro.
- La finalità principale è la liquidità, seguita da consolidamento debiti, auto usate e ristrutturazioni, con differenze tra Nord e Centro-Sud nell’utilizzo del credito.
- Il costo dei finanziamenti varia sensibilmente tra le offerte, rendendo fondamentale confrontare TAN, TAEG e durata per contenere l’importo totale da rimborsare.
Sommario
Gli importi di finanziamento in Italia
Secondo l’Osservatorio, basato sui preventivi effettuati dagli utenti su Facile.it, ad aprile 2026 l’importo medio richiesto in Italia è pari a 10.819 euro. La fascia più richiesta continua a essere quella compresa tra i 5.000 e i 10.000 euro, che rappresenta il 37,85% del totale delle domande. Subito dopo troviamo le richieste tra i 10mila e i 15mila euro, pari al 18,70%, mentre quelle comprese tra 15mila e 25mila euro pesano per il 16,33%. Le richieste superiori ai 25mila euro restano invece molto più limitate.
Anche la durata media dei finanziamenti continua a mantenersi elevata: il dato nazionale è pari a 63 mesi. In pratica, oltre cinque anni di rimborso. Sul fronte dei tassi, ad aprile 2026 il TAN medio rilevato dall’Osservatorio è pari al 7,63%, mentre il TAEG medio si attesta all’8,31%. La rata media nazionale è invece di 195 euro mensili.
Sono numeri che raccontano una tendenza molto precisa: sempre più famiglie cercano soprattutto di mantenere sostenibile il peso della rata nel tempo, anche a costo di allungare la durata del finanziamento.
Cosa comprano davvero gli italiani
La voce più importante dell’Osservatorio non riguarda però un acquisto specifico. Ad aprile 2026 il 36,97% delle richieste di finanziamenti è stato destinato alla liquidità: questo significa che più di un prestito su tre viene richiesto non per comprare un bene preciso, ma per avere margine economico, affrontare spese familiari o gestire il bilancio domestico. Dopo la liquidità troviamo il consolidamento debiti, che pesa per il 17,21% delle richieste, seguito da auto usate con il 13,68% e ristrutturazione casa con il 12,16%.
Anche questo dato racconta un cambiamento piuttosto netto nel modo in cui gli italiani utilizzano il credito personale. Auto e casa continuano a rappresentare una parte importante delle richieste, ma cresce il peso di finanziamenti di consolidamento utilizzati per riequilibrare situazioni economiche più complesse.
Le differenze tra le regioni
Guardando i dati regionali dell’Osservatorio emerge un panorama del credito italiano con diverse sfumature. La differenza più evidente tra le varie aree del Paese non sembra tanto l’importo richiesto, quanto il diverso utilizzo del prestito: più legato alla gestione della liquidità e delle spese quotidiane in alcune regioni, più collegato a consumi programmati e investimenti familiari in altre.
Nelle regioni del Centro-Sud, il prestito viene usato più per esigenze di liquidità generica che per finanziare acquisti specifici. In parallelo si osserva anche una forte tendenza ad allungare la durata dei finanziamenti per alleggerire il peso della rata mensile.
Nelle regioni del Nord, invece, il credito appare più spesso legato a spese programmate come auto, ristrutturazioni e acquisti specifici. Le durate restano generalmente più vicine alla media nazionale e il ricorso alla liquidità pesa meno rispetto ad alcune aree del Centro-Sud.
Chi chiede i prestiti
L’età media dei richiedenti in Italia è pari a 46 anni. La fascia più rappresentata è quella compresa tra i 40 e i 50 anni, che pesa per il 25,54% del totale delle richieste. Subito dietro troviamo la fascia 50-60 anni, pari al 24,62%, mentre gli under 30 rappresentano il 12,21%. Tra i più giovani prevalgono generalmente richieste di importo più contenuto, spesso legate ad auto o spese personali. Tra i 30 e i 50 anni cresce invece il ricorso alla liquidità e ai prestiti collegati alla gestione familiare. Dopo i 50 anni gli importi richiesti tendono leggermente ad aumentare e sono spesso legati a ristrutturazioni, sostituzione dell’auto o consolidamento debiti.
Quanto costa davvero un prestito oggi
Con i livelli attuali dei tassi, il costo complessivo del finanziamento continua a incidere in modo importante sul totale restituito. Come dimostrano le simulazioni per un prestito personale che è possibile fare su Facile.it, per una richiesta da 10mila euro in 60 mesi si può passare da un totale dovuto di circa 11.900 euro fino a oltre 13.600 euro, semplicemente cambiando istituto di credito e condizioni applicate. È il motivo per cui oggi confrontare TAN, TAEG e durata del finanziamento è diventato fondamentale. Anche differenze apparentemente piccole possono tradursi in migliaia di euro sul costo finale nel corso degli anni.
Cosa conviene fare oggi
Il mercato dei prestiti personali nel 2026 mostra famiglie molto più prudenti rispetto agli anni precedenti. Oggi il vero tema non è tanto ottenere la cifra più alta possibile, ma riuscire a mantenere il finanziamento sostenibile nel tempo. Per questo confrontare più offerte, valutare attentamente la durata del prestito e fare attenzione al TAEG complessivo è fondamentale prima di scegliere. Allungare troppo il finanziamento può abbassare la rata nel breve periodo, ma aumentare sensibilmente la somma finale rimborsata.

Lucchese di stanza a Milano, giornalista professionista dal 2009, ha lavorato principalmente sul web, occupandosi di cronaca, esteri, politica ed economia.
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