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Prestiti 2026, crescono e cambiano funzione: sempre più usati per sostenere le spese quotidiane

1 apr 2026 | 5 min di lettura | Pubblicato da Cecilia Pierami

coppia con consulente finanziario

Nel 2025 i prestiti sono tornati a crescere, ma hanno cambiato ruolo. Non sono più infatti solo uno strumento per finanziare un acquisto importante, ma sempre più spesso diventano un modo per gestire il bilancio familiare nel quotidiano. Secondo gli ultimi dati della Fabi (Federazione autonoma bancari italiani), il credito alle famiglie ha superato i 600 miliardi di euro e continua ad aumentare. Ma il punto non è solo quanto si prende in prestito, è soprattutto come lo si utilizza.

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Sommario

Prestiti in crescita: cosa significa davvero

Nel 2025 i prestiti complessivi alle famiglie in Italia hanno superato i 604 miliardi di euro, in aumento di oltre 23 miliardi rispetto al 2024 (+4%). Quando si parla di “prestiti complessivi” si fa riferimento a tutto il credito destinato alle famiglie: quindi non solo i prestiti personali o finalizzati, ma anche i finanziamenti di lungo periodo come i mutui. È, in sostanza, la fotografia completa di quanto le famiglie italiane si finanziano attraverso il sistema bancario. Dentro questo dato c’è un doppio movimento: da una parte infatti resta una quota di famiglie che utilizza il credito per programmare spese importanti, dall’altra cresce in modo evidente il ricorso a forme più flessibili, legate alla gestione del quotidiano.

124,5 miliardi: il credito che diventa reddito

È proprio qui che emerge il dato più interessante. Secondo il report Fabi, il credito al consumo ha raggiunto i 124,5 miliardi di euro, con una crescita di oltre 5 miliardi in un anno (+4,5%) . Ma il punto non è solo l’aumento, quanto l’utilizzo. Sempre più spesso questi prestiti vengono usati come sostituto del reddito, cioè per coprire spese correnti, come bollette, affitti o spese impreviste. Un fenomeno che oggi si registra e riguarda tutta Italia, dal Nord al Sud, e racconta come il credito sia entrato nella normalità della gestione finanziaria delle famiglie.

Prestiti personali e finalizzati: cambia l’equilibrio

Se si guarda più da vicino al credito al consumo, si vede anche un altro cambiamento. I prestiti personali, quelli senza vincolo di utilizzo, stanno diventando sempre più centrali. Sono quelli che permettono di ottenere liquidità e usarla liberamente, ed è proprio per questo che vengono scelti sempre più spesso quando si tratta di coprire spese diverse tra loro o di riequilibrare il budget. I prestiti finalizzati, invece, restano legati a un acquisto preciso (auto, elettrodomestici, servizi) e continuano a essere una componente importante, ma meno dinamica rispetto al passato. È un passaggio sottile ma significativo: il credito si sposta dall’acquisto singolo alla gestione complessiva delle spese.

La geografia dei prestiti: dove si chiede di più

Anche dal punto di vista territoriale il quadro è interessante. La Lombardia si conferma la prima regione per volume di credito complessivo alle famiglie, cioè l’insieme di tutti i finanziamenti (mutui compresi), con oltre 136 miliardi di euro, in crescita di circa +3,3% su base annua. Segue il Lazio con circa 73,6 miliardi, ma con una dinamica più contenuta, intorno al +2%. Se però si guarda alla crescita, le dinamiche cambiano. Il Mezzogiorno mostra segnali più vivaci: la Puglia, ad esempio, registra un incremento del +4,5%, tra i più alti a livello nazionale, segnale di una domanda di credito in accelerazione rispetto alle regioni più mature.

Il quadro si completa osservando il credito al consumo, che rappresenta solo una parte del credito complessivo ma è quella più legata alle spese quotidiane. Anche qui la crescita è diffusa: la Lombardia supera i 20 miliardi di euro con un aumento di circa +5,2%, il Lazio arriva a circa 14 miliardi (+4,7%), mentre regioni come Emilia-Romagna e Toscana registrano incrementi ancora più sostenuti, rispettivamente intorno al +5,6% e al +5,8%.

Prestiti più cari della media europea 

C’è poi il tema del costo. Secondo i dati Fabi, nel 2026 i prestiti personali in Italia hanno un tasso medio intorno all’8,11%, contro una media europea del 7,51%. Il divario esiste, anche se si è ridotto rispetto agli anni precedenti. Nel 2025, ad esempio, la differenza superava i 100 punti base, mentre oggi si aggira intorno ai 60. Secondo il report Fabi, il divario nei tassi dipende anche da una trasmissione non completa delle decisioni della Bce: i benefici dei tagli arrivano più lentamente sul credito al consumo, dove il meccanismo di formazione dei prezzi resta ancora parzialmente inefficiente.

Durata e rata: dove si gioca la vera scelta

Quando si valuta un prestito, alla fine, la differenza la fa sempre lì: nella rata. In Italia i prestiti personali hanno spesso durate comprese tra i 5 e i 10 anni, con una media che si colloca intorno ai 6 anni, anche se per importi più elevati si arriva facilmente agli 8 o 10 anni. Allungare la durata serve soprattutto a rendere la rata più leggera. Per fare un esempio semplice su un prestito da 10.000 euro con un tasso intorno all’8%, passare da 5 a 8 anni può ridurre la rata anche di 40-50 euro al mese. Il rovescio della medaglia è che, nel complesso, si finiscono per pagare anche 1.000-1.500 euro in più di interessi. Accorciare la durata fa l’opposto: la rata sale, ma il costo totale si riduce. Ed è qui che si gioca la vera scelta. Perché non è solo una questione tecnica, ma molto concreta: significa capire infatti quanto quella rata pesa ogni mese sul proprio reddito e quanto margine si vuole mantenere nel tempo. In un contesto in cui una parte crescente del credito viene utilizzata anche per sostenere le spese quotidiane, trovare un equilibrio tra importo della rata e durata diventa ancora più importante.

Se si mettono insieme tutti questi elementi, il quadro è meno netto di quanto possa sembrare. Il credito cresce, ma cresce anche perché viene utilizzato in modo diverso. I 124,5 miliardi di credito al consumo raccontano un cambiamento reale, ma non necessariamente negativo: indicano che il prestito è diventato uno strumento più diffuso e integrato nella gestione finanziaria. Allo stesso tempo, i tassi restano un elemento da monitorare, anche se rispetto ai picchi degli anni passati il contesto è più favorevole.

In questo scenario, la differenza la fa soprattutto la scelta. Confrontare le offerte, capire quanto si può sostenere davvero nel tempo e valutare bene tutte le condizioni è il passaggio decisivo. Su facile.it è possibile confrontare diverse soluzioni di prestito in pochi minuti e individuare quella più adatta alle proprie esigenze, con una visione chiara di tassi, durata e importo della rata.

Autore
cecilia pierami

Lucchese di stanza a Milano, giornalista professionista dal 2009, ha lavorato principalmente sul web, occupandosi di cronaca, esteri, politica ed economia.

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