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Arbitro Bancario Finanziario: nel 2025 oltre 3.000 ricorsi in un trimestre

26 gen 2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da Cecilia Pierami

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Quando sorgono problemi legati a prestiti, mutui o servizi bancari, non sempre è necessario arrivare in tribunale. In molti casi esiste una strada più semplice e veloce: rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), il sistema di risoluzione delle controversie istituito dalla Banca d’Italia. I dati del 2025 mostrano come sempre più cittadini e famiglie utilizzino questo strumento per ottenere una valutazione imparziale delle proprie contestazioni nei confronti di banche e intermediari finanziari, riducendo tempi e costi rispetto a una causa ordinaria.

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Sommario

I numeri che raccontano il 2025

Nel solo terzo trimestre del 2025, l’ABF ha ricevuto 3.198 nuovi ricorsi e ne ha definiti 2.484, con un tempo medio di risposta di circa 107 giorni. I dati evidenziano una lieve crescita delle segnalazioni rispetto allo stesso periodo del 2024 e confermano come questo strumento sia ormai largamente utilizzato per risolvere in modo più rapido le controversie con banche e intermediari.

La possibilità di ottenere una risposta in pochi mesi rappresenta uno dei principali punti di forza dell’ABF, soprattutto se si confronta con i tempi medi della giustizia civile.

Che cos’è l’Arbitro Bancario Finanziario

L’Arbitro Bancario Finanziario, conosciuto anche come ABF, è un sistema di risoluzione extragiudiziale delle controversie istituito dalla Banca d’Italia nel 2009. Non è un tribunale e non emette sentenze, ma un organismo indipendente che valuta i reclami dei clienti sulla base delle regole di trasparenza bancaria e delle clausole contrattuali.

Il suo scopo è quello di offrire una tutela accessibile anche a chi non ha competenze giuridiche o risorse economiche per affrontare una causa civile, con procedure semplificate e costi molto contenuti.

L’ABF svolge la propria attività tramite sette Collegi decisionali, che si trovano a Milano, Napoli e Roma, Bari, Bologna, Palermo e Torino. Ogni Collegio è composto da cinque componenti: tre designati dalla Banca d’Italia, uno indicato dalle associazioni che rappresentano i consumatori e le imprese e uno espresso dall’associazione bancaria o dalla categoria di riferimento dell’intermediario coinvolto.

Il ruolo dell’ABF nella tutela dei clienti

Il compito principale dell’ABF è quello di riequilibrare il rapporto tra cliente e intermediario, offrendo un canale rapido per far valutare un problema legato, ad esempio, a un mutuo, a un prestito, a un conto corrente, a una carta di pagamento o a una segnalazione nelle banche dati creditizie.

Le decisioni non hanno lo stesso valore di una sentenza, ma nella grande maggioranza dei casi le banche si adeguano.

Quando è possibile rivolgersi all’Arbitro

Per presentare ricorso all’ABF è necessario aver prima inviato un reclamo scritto alla banca o alla finanziaria. Se la risposta non arriva entro i tempi previsti oppure non è ritenuta soddisfacente, il cliente può procedere con il ricorso online, senza l’obbligo di assistenza legale.

Il ricorso deve essere presentato entro dodici mesi dalla risposta al reclamo e può riguardare la maggior parte dei servizi bancari e finanziari, dai finanziamenti ai servizi di pagamento.

Tempi ed esiti delle decisioni nel 2025

Uno degli aspetti più apprezzati dell’Arbitro riguarda la rapidità delle decisioni. Nel terzo trimestre del 2025 la durata media dei procedimenti si è attestata intorno ai 107 giorni, un tempo quindi molto più contenuto rispetto a quello necessario per una causa civile ordinaria.

Analizzando gli esiti emerge che la quota di ricorsi accolti nel terzo trimestre del 2025 si attesta attorno al 31% (contro il 49% dello stesso periodo dell’anno precedente), mentre il 20% dei procedimenti si è chiuso perché le parti hanno trovato un accordo o perché è venuto meno l’oggetto della controversia. Risultano invece respinti il 49% dei ricorsi (contro il 34% del terzo trimestre del 2024).

Le controversie più frequenti

Tra luglio e settembre 2025 l’ABF è stato chiamato a dirimere principalmente controversie legate alla cessione del quinto, ai conti correnti, ai bonifici, alle carte di pagamento e alle segnalazioni nei sistemi di informazione creditizia.

Si tratta di ambiti che incidono direttamente sulla gestione quotidiana del denaro da parte delle famiglie e delle imprese, confermando il ruolo dell’Arbitro come punto di riferimento per la tutela dei clienti.

Perché scegliere l’Arbitro Bancario Finanziario

L’ABF rappresenta quindi una soluzione efficiente, facilmente accessibile e meno onerosa rispetto alle vie giudiziarie tradizionali. Non richiede la presenza di un avvocato, può essere presentato online e offre decisioni basate su norme e prassi riconosciute, con l’obiettivo di bilanciare i rapporti tra consumatori e istituzioni finanziarie.

Autore
cecilia pierami

Lucchese di stanza a Milano, giornalista professionista dal 2009, ha lavorato principalmente sul web, occupandosi di cronaca, esteri, politica ed economia.

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