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Turismo sanitario ed estetico: sempre più italiani si curano all’estero

Pubblicato il 05-11-2025 | Aggiornato il 05-11-2025 | 3 min di lettura | Pubblicato da
eleonora d angelo
Eleonora D'angelo
uomo si sottopone ad intervento estetico

Tra spese mediche onerose e lunghe attese per curarsi in Italia, sempre più pazienti scelgono di affidarsi a strutture sanitarie o medici all’estero. Spesso, però, partire per curarsi è una scelta "obbligata".

Chi non può sostenere i costi di visite e specialisti si trova costretto a ricorrere a prestiti per cure sanitarie o finisce per rinunciare a curarsi. Ecco, in base alle ultime statistiche, le ragioni che alimentano il turismo sanitario ed estetico oltre i confini nazionali.

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Sommario

Spese sanitarie in Italia: costi medici fra i più elevati d’Europa

Gli ultimi dati Eurostat evidenziano il crescente impatto della spesa sanitaria sui cittadini italiani.

Il nostro Paese, infatti, figura tra le nazioni europee con la più alta incidenza di costi medici a carico diretto delle famiglie. Tra ticket, visite, farmaci e cure varie, la quota dei cosiddetti out-of-pocket payments in Italia raggiunge il 22,3%, superando la Spagna e con valori per più elevati rispetto alla Francia e alla Germania.

Inoltre, l’inflazione e le barriere economiche che limitano l’accesso a farmaci e prestazioni - spesso sostenibili solo con un prestito personale - hanno reso il sistema sanitario più gravoso, orientando milioni di pazienti verso la sanità privata, in Italia oppure oltre confine.

A pesare di più sulle tasche degli italiani sono le spese odontoiatriche e specialistiche, spesso escluse dalle coperture pubbliche. Proprio per questo, l’Albania e altre destinazioni stanno vivendo un vero e proprio boom nel turismo sanitario.

Dal Bel Paese all’estero per curarsi e risparmiare

Secondo l’Osservatorio Compass 2024, ogni anno circa 200 mila italiani scelgono l’estero per le cure odontoiatriche, viaggiando soprattutto verso Albania, Croazia, Romania e Turchia.

L’obiettivo principale è risparmiare: in alcune strutture situate fuori confine, le spese risultano fino al 70% inferiori rispetto a quelle praticate in Italia. La stessa indagine rivela che il 36% dei connazionali sarebbe disposto a viaggiare per interventi medici o estetici più convenienti.

Solo in ambito odontoiatrico, gli italiani spendono in media 1.200 euro l’anno, che diventano 1.600 euro per chi ricorre a piccoli prestiti.

Non stupisce, quindi, che molti scelgano di curarsi altrove, specie in Paesi dove i pacchetti sanitari coprono anche viaggio e alloggio.

Gli esperti raccomandano comunque massima prudenza: prima di sottoporsi a interventi all’estero è doveroso verificare la reputazione della clinica, la formazione dei medici e gli standard di sicurezza, ad esempio consultando le certificazioni della Joint Commission International (JCI).

Un italiano su cinque rinvia le visite. Prestiti per oltre un miliardo di euro

I costi sanitari in Italia spingono molti pazienti a ricorrere a prestiti per visite o interventi.

In base allo studio di Facile.it e Prestiti.it, il 5% dei finanziamenti erogati in Italia è destinato a spese sanitarie - tra cui cure dentali, interventi estetici e accertamenti radiologici - per un giro d’affari che supera il miliardo di euro.

Gli ostacoli economici sono evidenti: oltre due milioni di italiani di età compresa fra i 18 e i 74 anni hanno rinviato cure o visite per motivi di spesa.

Anche l’Eurispes segnala che il 26% ha rinunciato a cure dentistiche, il 27% a controlli di prevenzione e quasi il 18% non riesce a sostenere le spese per terapie o interventi.

Le percentuali sono ancora più alte tra disoccupati, casalinghe, pensionati e arrivano fino al 57% tra i cassintegrati.

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