Decreto Prestiti 2026: cambiano i pagamenti a rate, ecco tutte le novità


Fare acquisti a rate o utilizzare il Buy Now Pay Later non sarà più automatico né immediato. Con l'entrata in vigore del Decreto Prestiti 2026, banche e negozianti saranno obbligati a verificare la busta paga e la sostenibilità del debito prima di concedere qualsiasi dilazione, anche per importi inferiori a 200 euro.
La nuova riforma taglia i tempi delle rate brevi (massimo 14 giorni per l'online) e vieta l'uso dei dati social per valutare chi richiede il credito. Ecco come cambiano le tutele per i consumatori e cosa c'è da sapere prima di fare acquisti.
- Con il nuovo decreto prestiti 2026 scattano le verifiche sulla busta paga anche per acquisti sotto i 200 euro e i tempi massimi di dilazione scendono.
- Diventa illegale usare le informazioni e i dati presi dai profilati social per valutare la solvibilità e l'affidabilità creditizia dei richiedenti.
- Sale a 100.000 euro il tetto massimo di garanzia per i prestiti personali, con l'obbligo di mostrare sempre in modo visibile il TAEG negli annunci promozionali.
Tutte le tappe del Decreto Prestiti 2026 e della riforma del credito
Il mercato dei finanziamenti si avvia verso una profonda trasformazione guidata dall'introduzione di nuove regole, previste per unire le direttive comunitarie alle leggi italiane e garantire maggiore stabilità alle famiglie che usano la rateizzazione per i propri acquisti.
Il Governo ha approvato il decreto legislativo per aggiornare il Testo Unico Bancario alle recenti abitudini digitali e ridurre i rischi di default per chi acquista quotidianamente a rate. Dopo la firma del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio (CICR), il testo definitivo ha fissato al 20 novembre 2026 la data di partenza ufficiale per tutti gli operatori del settore.
Stretta sul Buy Now Pay Later: cosa cambia per i pagamenti a rate
La forte diffusione del BNPL ha spinto lo Stato a definire regole certe per prevenire abusi: non si potrà più comprare a rate senza controlli preventivi sulla propria busta paga.
Viene stabilito un netto taglio sulle dilazioni brevi, precedentemente escluse dalle leggi sui finanziamenti. Le nuove soglie limite prevedono:
- negozi fisici: termine massimo ridotto a 50 giorni;
- transazioni online: termine massimo ridotto a 14 giorni.
Ogni dilazione oltre questi limiti viene equiparata a un finanziamento standard. Il sistema di pagamento posticipato entra così nella normativa ufficiale, obbligando gli esercenti a verificare la capacità di spesa del cliente anche sotto i 200 euro, per evitare un accumulo pericoloso di piccoli debiti.
Controlli più rigidi sul credito e stop definitivo ai dati dei social network
L'erogazione di prestiti richiede ora controlli molto più rigidi. Prima del via libera, banche e istituti di credito devono analizzare con attenzione la reale capacità di rimborso per verificare la sostenibilità del debito prima della firma del contratto, salvaguardando la stabilità economica delle famiglie.
Sul fronte della privacy, si registra il divieto assoluto di utilizzare i dati presi dai social network per calcolare il punteggio di affidabilità creditizia: gli enti erogatori potranno fare affidamento soltanto su informazioni finanziarie reali e trasparenti.
Più tutele per le famiglie: tetto fino a 100.000 euro e pubblicità trasparenti
Crescono le protezioni per i consumatori, estese per coprire somme più alte e garantire massima trasparenza sui costi del credito:
- la soglia massima per le tutele sui prestiti personali sale da 75.000 a 100.000 euro, estendendo le garanzie alla gran parte dei contratti commerciali;
- la comunicazione finanziaria deve informare senza inganni: tutti gli annunci dovranno inserire l'avviso sui rischi, mentre i messaggi promozionali che citano i tassi di interesse dovranno indicare in modo visibile il TAEG e garantire la chiara leggibilità dei costi complessivi su ogni canale.
L'introduzione di queste norme porta con sé importanti vantaggi in termini di protezione del consumatore, ma introduce anche nuovi requisiti operativi per banche, negozi e clienti.
| Pro | Contro |
|---|---|
| Protezione dal sovraindebitamento: controlli severi prima di erogare il prestito. | Maggiori verifiche nell'online: più passaggi obbligatori durante la fase di acquisto. |
| Trasparenza sui costi: evidenza immediata del TAEG negli annunci. | Oneri di adeguamento: costi burocratici e tecnologici per le aziende e i negozianti. |
| Tutela della privacy: divieto assoluto di calcolare l'affidabilità tramite dati social. | Restrizione del credito: maggiori difficoltà di accesso ai finanziamenti per chi possiede redditi irregolari. |
La nuova disciplina del credito al consumo segna dunque una svolta netta per il mercato italiano, bilanciando l'esigenza di protezione delle famiglie dai debiti incontrollati con la necessità di rendere trasparenti e sicuri gli strumenti digitali di pagamento.
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