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Bolletta energetica: cosa si paga nelle bollette oltre alla materia prima

4 mag 2026 | 5 min di lettura | Pubblicato da Eleonora D'angelo

donna legge bolletta energetica

Da cosa dipende il costo totale di una bolletta? Le bollette energetiche non includono solo il prezzo della materia prima luce e gas. Prevedono diverse altre voci di spesa, non sempre semplici da comprendere. 

In questa guida, Facile.it, leader nel confronto di offerte luce e gas, spiega in modo chiaro come leggere le bollette individuando oneri, imposte e costi di gestione, analizzando se si può risparmiare su una o più voci di costo.

Energia: confronta le tariffe
  • La bolletta energetica è composta da più voci oltre alla materia prima, tra cui trasporto, oneri di sistema e imposte che determinano il costo totale.
  • Solo la materia prima varia in base ai consumi, mentre le altre componenti sono in gran parte fisse o regolate e non dipendono dal fornitore.
  • Il risparmio si concentra sulla tariffa energia e sulle offerte, mentre tasse e oneri restano obbligatori e incidono comunque sull’importo finale.
In sintesi

Sommario

Bolletta energetica e del gas: struttura e composizione

Risparmiare su luce e gas non è semplice, perché la bolletta energetica è composta da diverse voci di costo, alcune delle quali sconosciute ai più. 

Le bollette, in generale, non esprimono un’unica spesa legata al calcolo dei consumi, ma una spesa “complessiva”, risultante da oneri che, sommati, determinano l’importo totale da pagare.

In base alla classificazione fornita da ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), la spesa in bolletta si divide in quattro grandi aree: 

  • materia prima;
  • trasporto e gestione del contatore;
  • oneri di sistema;
  • imposte. 

Ogni voce ha una funzione specifica, e il suo importo spesso non dipende dal livello di consumi propri di un’abitazione.

Comprendere la struttura delle bollette è il primo passo per leggerle in modo corretto, senza limitarsi all’importo totale per determinare se costano troppo o poco. 

Molti consumatori, infatti, tendono a considerare solo il costo finale, senza una visione chiara della spesa energetica nel suo complesso.

Analizzarne tutti gli oneri, invece, permette di valutare se una bolletta elevata dipende dai propri consumi o dalla tariffa applicata dal fornitore e, in questo caso, considerare di cambiare fornitore energetico.

Cosa si intende per “materia prima” e come individuarla nelle bollette

Detto in parole semplici, la materia prima è quella componente della bolletta collegata in modo diretto al consumo di energia elettrica o gas. Si tratta, inoltre, dell'unica voce di costo variabile in base alle abitudini di consumo dell’utenza.

Corrisponde al costo dell’energia acquistata dal fornitore all’ingrosso, a cui si aggiunge il margine commerciale del venditore, che nell’attuale regime di Mercato Libero cambia in base alla tariffa prevista dal contratto.

Nella bolletta, la materia prima è solitamente indicata come “spesa per la materia energia” o “spesa per la materia gas naturale”. 

Individuarla è importante, perché permette di capire quanto si spende effettivamente per l’energia utilizzata. 

La voce “materia prima” è a sua volta composta da:

  • una quota fissa (euro/anno);
  • una quota energia (euro/kWh), con prezzo differenziato per fasce orarie per utenze con contatore elettronico teleletto.

Consideriamo che la materia prima non rappresenta la sola quota rilevante in bolletta. Altre voci incidono in modo significativo sulla spesa finale fatturata.

Spese di trasporto, distribuzione e gestione del contatore

Nella bolletta energetica sono conteggiate anche le spese di trasporto e distribuzione della materia prima.

Queste ultime riguardano tutte le attività necessarie per portare l’energia dalle reti nazionali fino alle abitazioni, inclusi i costi legati alla manutenzione delle infrastrutture e alla gestione tecnica dei contatori. 

Questa voce di costo, quindi, si riferisce ad un insieme di servizi indispensabili per garantire il collegamento della fornitura e la sua continuità. È composta da:

  • una quota fissa (euro/anno);
  • una quota potenza (euro/kW/anno);
  • una quota energia (euro/kWh).

Da evidenziare come la componente sia regolata a livello nazionale da ARERA. Pertanto risulta uguale per tutte le utenze e i fornitori, indipendentemente dall’offerta energetica attivata.

Cosa sono gli oneri di sistema e a cosa servono

Non tutti conoscono gli oneri di sistema: una voce di costo importante per il funzionamento dell’intero sistema energetico nazionale. 

Il corrispettivo, pagato dai consumatori in bolletta, finanzia attività di interesse generale come lo sviluppo delle energie rinnovabili, la sicurezza delle reti e il sostegno alle famiglie in condizioni di fragilità economica, attraverso bonus sociali.

La tariffa degli oneri varia in funzione del fabbisogno per la loro copertura. Di norma, viene rivista ogni trimestre ed è composta da:

  • una quota energia (euro/kWh);
  • una quota fissa (euro/anno) che non è applicata alle abitazioni di residenza anagrafica.

Data questa funzione, gli oneri di sistema non dipendono dal consumo individuale, ma vengono distribuiti tra tutti gli utenti per garantire il funzionamento del sistema energetico.

Sono sempre presenti in bolletta, indipendentemente dal fornitore e dal contratto sottoscritto. 

Fiscalità in bolletta: imposte e Iva

Un’altra componente fondamentale è rappresentata dalle imposte, che includono accise e IVA

Le accise sono tasse stabilite dallo Stato e applicate in base ai consumi, mentre l’IVA si calcola sull’importo complessivo della fornitura, inglobando anche le altre voci in bolletta.

Nel dettaglio:

  • l'accisa si applica alla quantità di energia consumata; i clienti domestici con potenza fino a 3 kW godono di aliquote agevolate per la fornitura nell'abitazione di residenza anagrafica;
  • L’'IVA si applica sull’importo totale della bolletta. Attualmente, per le utenze domestiche l'aliquota è pari al 10%.

Anche il canone RAI è un’imposta fissa e obbligatoria addebitata in bolletta, anche se non riguarda i consumi energetici.

Le imposte e l’Iva sono componenti fiscali sempre presenti nelle fatture energetiche. Pur non dipendendo dal fornitore o dall’offerta energetica attivata, rappresentano una parte cospicua dell’importo finale.

Voci che consentono di risparmiare sulle bollette

Come abbiamo visto, molte voci di spesa in bolletta sono obbligatorie, stabilite a livello statale, pertanto, su queste ultime non si può risparmiare in senso stretto.

Sulla materia prima, invece, il cui costo dipende dalla tariffa applicata dal fornitore e dal tipo di offerta attivata, è possibile risparmiare.

Solo un confronto delle offerte luce e gas e delle tariffe permette di individuare gli operatori che, da questo punto di vista, assicurano il risparmio maggiore.

Per risparmiare esistono anche sostegni economici statali, come il bonus sociale luce, garantito in automatico alle famiglie con ISEE sotto una determinata soglia.

Oltre a questo, alcuni fornitori possono prevedere sconti di benvenuto per i nuovi clienti, agevolazioni legate alla permanenza (sconti fedeltà) oppure promozioni e premi commerciali attivati in specifiche campagne. 

Anche questi tipi di bonus, privati anziché statali, possono contribuire alla riduzione del costo delle bollette.

Autore
eleonora d angelo

Eleonora D'Angelo, romana ma residente in Sardegna, si è laureata in Giurisprudenza all'Università Roma Tre nel 2013.

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