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Quanto consuma una stufa a pellet domestica

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Le 3 cose da sapere:

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    Con una stufa a pellet vanno considerati la classe dell'edificio e la dimensione degli ambienti

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    Con una stufa a pellet vanno considerati la classe dell'edificio e la dimensione degli ambienti

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    È un'alternativa economica ed ecologica al riscaldamento a gas

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    È un'alternativa economica ed ecologica al riscaldamento a gas

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    Un pellet di qualità aumenta la resa della stufa con un minor dispendio energetico

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    Un pellet di qualità aumenta la resa della stufa con un minor dispendio energetico

Luce: prezzi da 30€/mese*
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Un'alternativa economica ed ecologica al riscaldamento a gas è l'utilizzo di una stufa a pellet. Questo tipo di apparecchio sfrutta il calore prodotto dalla combustione di piccoli cilindri di legno pressato, chiamati appunto pellet. Si tratta di scarti della lavorazione del legno. Per capire quanto consuma una stufa a pellet, bisogna tenere conto di vari elementi, come il modello di stufa, la sua potenza, la qualità del pellet, e le condizioni dell'ambiente da riscaldare. Inoltre, vanno considerati anche il consumo di energia elettrica necessario per l'accensione e il funzionamento della stufa. Si può calcolare il consumo di energia elettrica di una stufa a pellet in modo semplice e preciso raccogliendo alcuni dati.

Sommario

I fattori che influiscono sul consumo di combustibile

Per scegliere la stufa a pellet più adatta alle proprie esigenze, bisogna tenere conto di diversi fattori che influiscono sul consumo e sulla resa di questo tipo di riscaldamento. Il primo fattore è la prestazione energetica dell'abitazione, ovvero il grado di isolamento termico delle pareti, dei pavimenti, dei soffitti e dei serramenti. Una casa con una buona coibentazione (classe A o superiore) richiede meno energia per riscaldarsi rispetto a una casa con una coibentazione scarsa (classe G o inferiore).

Il secondo fattore è la dimensione dell'ambiente da riscaldare, che determina la potenza necessaria della stufa a pellet. Più grande è lo spazio da riscaldare, più alta sarà la potenza richiesta e maggiore sarà il consumo di pellet. Il terzo fattore è la zona climatica in cui si trova l’abitazione, che influisce sulla temperatura esterna e sulle ore di sole. Una zona climatica fredda (come la zona E o F) richiede un riscaldamento più intenso e prolungato rispetto a una zona climatica mite (come la zona A o B). Altri fattori ambientali, come l'esposizione al sole, il vento, l'umidità e l'altitudine, possono incidere sul consumo di pellet.

Le tipologie di stufe a pellet: potenza e consumi

Gli impianti possono essere principalmente di due tipi. Le stufe ventilate (o canalizzate) si occupano solo di diffondere il calore nell'ambiente, mentre le stufe idro (o termostufe) hanno anche la funzione di caldaia e possono alimentare i termosifoni e l'acqua calda sanitaria. Queste ultime permettono di eliminare l'uso di combustibili fossili come il gas e di ottenere un risparmio energetico ed economico nel lungo periodo. Per scegliere la stufa a pellet più adatta alle proprie esigenze, bisogna tenere conto della potenza, che influisce direttamente sui consumi.

La potenza si esprime in kW (kilowatt), ovvero l'unità di misura della quantità di energia che la stufa stessa è in grado di erogare in un'ora. L'energia rilasciata all'ambiente, invece, si misura in kWh (kilowattora), che corrisponde all'energia prodotta da un kilowatt di potenza in un'ora di funzionamento. Per calcolare il consumo stimato di una stufa a pellet, basta moltiplicare la sua potenza media in kW per il numero di ore in cui si prevede di tenerla accesa durante l'anno.

Tempi di utilizzo

Le ore di attività della stufa a pellet incidono sui consumi, quindi è necessario valutare le caratteristiche degli ambienti e dell'impianto per selezionare l'apparecchio migliore e dimensionare. Ad esempio, una stufa installata in soggiorno per scaldare quella specifica stanza, potrebbe restare in funzione per due ore al giorno. Ciò significa che il consumo di pellet e di energia è decisamente contenuto, ma è maggiore il calore ottenuto, rispetto al tradizionale riscaldamento a gas. Il costo è inferiore, ma va fatta una distinzione tra le tipologie di impianti. Le stufe idro riducono l'umidità presente all'interno del locale e ciò fa aumentare la sensazione di calore.

Le stufe canalizzate sono, invece, pensate per riscaldare tutti gli ambienti domestici, quindi i tempi di funzionamento sono prolungati, generalmente si calcolano otto ore al giorno. Se si usa l'apparecchio per l'intero immobile, è bene individuare una posizione centrale, così da facilitare la distribuzione del calore. I modelli idro richiedono un funzionamento giornaliero di quattro o cinque ore, in particolare se vengono utilizzati anche per scaldare l'acqua sanitaria. Il pellet fa risparmiare almeno il 30% al confronto con il gas.

I consumi di pellet ed energia elettrica

Il dispendio delle stufe riguarda sia il materiale combustibile sia l'energia elettrica necessaria al funzionamento dell'impianto. Ipotizzando di avere un apparecchio con una potenza nominale pari a 230 grammi di pellet per kW di potenza, il consumo orario si moltiplica la potenza massima della stufa per il peso del materiale da combustione. Ad esempio, i 230 grammi si moltiplicano per la potenza massima della stufa, che supponiamo possa essere di 12 kW. Il consumo diventa quindi di 2760 grammi, ovvero di circa 2,8 chilogrammi di pellet per un'ora di accensione.

Per conoscere la potenza nominale della stufa, basta leggere l'etichetta dell'apparecchio, che riporta obbligatoriamente tale dato. Per contenere il consumo è utile impostare l'apparecchio a una potenza inferiore, sfruttando il dispositivo per la regolazione automatica. In questo modo, al raggiungimento della temperatura desiderata nell'ambiente domestico, la stufa lavora per mantenerla, limitando il dispendio di pellet. Se la potenza è di circa 3 kW, si devono impiegare circa 700 grammi di combustibile all'ora.

Il funzionamento delle stufe a pellet, però, dipende anche dall'energia elettrica, senza il collegamento alla rete non si può avere l'alimentazione da usare per l'accensione. L'elettricità serve anche per far girare le ventole e tenere attivi i dispositivi dedicati al controllo e al monitoraggio. I prodotti più moderni sono dotati di attuatori a basso consumo, che permettono il corretto funzionamento dell'apparato con una quantità di energia piuttosto contenuta. Va precisato che rispetto ad altri sistemi di riscaldamento tradizionali con la stessa potenza, le stufe a pellet usano meno elettricità. Supponendo di accendere l'impianto per quattro ore al giorno per sei mesi, una stufa da 80 Watt consuma circa 60 kWh all'anno. Moltiplicando questo risultato per il prezzo dell'energia elettrica praticato dal proprio fornitore, si nota che la spesa è abbastanza limitata.

Come risparmiare con le stufe a pellet

Aiuta a limitare i consumi l'isolamento della casa, quindi è importante, laddove possibile, di effettuare interventi in termini di efficienza energetica. Inoltre, è bene puntare sulla qualità migliore di pellet, perché questo aumenta la resa con un minor dispendio di combustibili ed elettricità. A tal proposito, si deve controllare che sulla confezione ci sia il marchio EN Plus A1, la certificazione del rispetto delle peculiarità chimiche e fisiche del prodotto richieste dalle normative europee. Bisogna assicurarsi che l'installazione della canna fumaria sia corretta perché, oltre alla sicurezza, questo elemento permette di avere prestazioni eccellenti, senza sprechi.

La scelta della stufa è essenziale, perché deve essere adatta alle dimensioni e alle caratteristiche dell'ambiente da riscaldare. Un altro aspetto fondamentale riguarda l'impostazione della temperatura della stufa e del bruciatore. Il momento dell'accensione ha un impatto notevole perché porta al picco massimo di consumo energetico. Per questa ragione si deve regolare il bruciatore alla potenza massima e regolare il termostato allo scopo di raggiungere rapidamente la temperatura desiderata e successivamente diminuire la potenza per contenere il consumo.

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