Prestito a mio nome senza consenso, cosa fare e come tutelarsi


Nel 2025 la Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria (CRIF) ha rilevato oltre 38.300 casi di frode creditizia basati sul furto d'identità, il 23,8% in più rispetto all'anno precedente.
Scoprire un prestito mai richiesto può capitare anche a distanza di tempo dal furto dei propri dati.
In questi casi è importante non ignorare le richieste di pagamento: il finanziamento va contestato e bisogna verificare che la frode non abbia lasciato informazioni errate nella propria storia creditizia.
- Nel 2025 le frodi creditizie da furto d'identità in Italia sono cresciute del 23,8%, superando i 38 mila casi ed evidenziando come la fascia degli under 30 sia la più colpita.
- La scoperta di un prestito mai richiesto avviene spesso a distanza di anni, ma per tutelarsi è fondamentale sporgere immediata denuncia alle Forze dell'Ordine e contestare formalmente il contratto all'istituto di credito.
- Oltre a richiedere la cancellazione delle segnalazioni dai Sistemi di Informazioni Creditizie, la prevenzione principale resta la massima cautela nella gestione di documenti e dati personali online.
Sommario
Frodi creditizie: oltre 38 mila casi nel 2025
Un sollecito per una rata mai vista, una comunicazione da una finanziaria sconosciuta, una richiesta di prestito respinta per un finanziamento che non si ricorda di aver firmato: sono tutti modi in cui si può scoprire che qualcuno ha usato i propri dati per ottenere credito.
Un fenomeno questo che risulta in crescita: secondo l'Osservatorio CRIF - Mister Credit sulle Frodi Creditizie, infatti nel 2025 in Italia sono stati registrati oltre 38.300 casi basati sul furto d'identità, il 23,8% in più rispetto all'anno precedente, per un valore complessivo superiore a 165 milioni di euro.
I prestiti restano i prodotti più colpiti: il 32,1% delle frodi riguarda i prestiti finalizzati, il 23,4% i prestiti personali, con un importo medio frodato di 14.273 euro. In crescita anche due fronti meno raccontati: le frodi sui mutui, che segnano un aumento del 50,1% pur restando una quota minoritaria dei casi, e quelle legate al Buy Now Pay Later, in rialzo del 13,8%. Gli under 30, intanto, sono diventati la fascia più colpita, con oltre un caso su cinque.
Un prestito mai richiesto può emergere anche dopo anni
La scoperta, spesso, non è immediata. Può arrivare con il sollecito di una banca o di una società di recupero crediti, oppure con il rifiuto di una nuova domanda di credito a causa di rate mai pagate che risultano a proprio carico.
I tempi variano parecchio da prodotto a prodotto. Più della metà dei casi rilevati da CRIF viene scoperta entro un anno e oltre il 40% già nei primi sei mesi. Per prestiti personali e finalizzati, in particolare, oltre il 65% delle frodi emerge entro dodici mesi. Ma ci sono casi che rimangono nascosti molto più a lungo: quasi una frode su quattro viene scoperta dopo tre anni e il 17,9% dopo più di cinque.
Sui mutui i tempi si allungano ancora: nella quasi totalità dei casi la frode viene scoperta solo a distanza di diversi anni dalla richiesta. Per questo una richiesta di pagamento relativa a un prestito sconosciuto non va ignorata e, prima di pagare somme che non si riconoscono, bisogna contestare formalmente il finanziamento.
Il primo passo è denunciare il furto d'identità
Se si scopre un finanziamento intestato a proprio nome ma mai richiesto, conviene sporgere denuncia alle Forze di Polizia e ricostruire con precisione l'accaduto. Vale la pena conservare tutto: lettere, e-mail, SMS, richieste di pagamento, eventuali contratti ricevuti da banca o finanziaria.
Se possibile, è utile anche capire quali documenti sono stati usati per ottenere il prestito o dove è finita la somma erogata. Sono dettagli che possono aiutare nei passaggi successivi. La denuncia inoltre serve anche più avanti, perché attesta che quel contratto viene contestato come possibile conseguenza di un furto d'identità.
Poi si contesta il prestito alla banca o alla finanziaria
La denuncia da sola non risolve il rapporto con chi ha erogato il credito. Serve contattare banca o finanziaria e contestare per iscritto il contratto, allegando la denuncia e chiedendo come sia stata verificata l'identità di chi ha richiesto il prestito.
Meglio che la contestazione resti documentata: per i problemi con una banca o un intermediario, Banca d'Italia indica come primo passo la presentazione di un reclamo scritto. Per i reclami relativi a operazioni e servizi bancari, l'intermediario deve rispondere entro 60 giorni.
Se respinge il reclamo, non risponde nei tempi previsti o la risposta non è soddisfacente, si può valutare il ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), quando la controversia rientra tra quelle di sua competenza.
Controllare cosa risulta nella propria storia creditizia
Resta un altro nodo da sciogliere: un prestito ottenuto con l'identità di qualcun altro può lasciare tracce nei Sistemi di Informazioni Creditizie e complicare le cose quando la vittima chiederà davvero un finanziamento. Se emerge un rapporto riconducibile alla frode, se ne può chiedere la cancellazione presentando la documentazione del caso, denuncia compresa.
Non si tratta di cancellare un'informazione negativa legittima: si contesta che quel finanziamento sia realmente riconducibile alla persona a cui è stato attribuito. La segnalazione viene poi verificata con l'ente che ha comunicato i dati.
Come evitare che i propri dati finiscano nelle mani sbagliate
Molte frodi partono proprio dalla sottrazione di dati e documenti personali. Nel rapporto CRIF, per esempio, un falso SMS apparentemente inviato dall'INPS ha spinto una vittima a inserire i propri dati in un sito fraudolento: quelle informazioni sono state poi utilizzate per attivare finanziamenti per oltre 17mila euro a suo nome.
È anche per questo che conviene evitare di inviare copie dei documenti su canali non verificati, controllare bene i link ricevuti via SMS o e-mail e diffidare delle richieste urgenti di credenziali, codici o documenti.
E se un documento viene perso o si sospetta che i propri dati siano stati sottratti, l'attenzione non dovrebbe fermarsi alle settimane successive. Come mostrano i dati CRIF, una frode può venire alla luce anche a distanza di anni.

Lucchese di stanza a Milano, giornalista professionista dal 2009, ha lavorato principalmente sul web, occupandosi di cronaca, esteri, politica ed economia.
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