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Credito al consumo in Italia: crescita del 5,3% nel 2024 e tassi d'interesse elevati

Pubblicato il 10-04-2025 | Aggiornato il 20-01-2026 | 3 min di lettura | Pubblicato daRedazione Facile.it
persona calcola budget familiare

Nel corso del 2024, l'Italia ha assistito a un significativo incremento del credito al consumo, evidenziando una crescente propensione degli italiani ad acquistare beni e servizi attraverso finanziamenti rateali.

Questo fenomeno si accompagna, tuttavia, a tassi d'interesse che superano la media europea, sollevando interrogativi sulle implicazioni economiche per le famiglie italiane.

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Crescita del credito al consumo: definizione e dati aggiornati

Il credito al consumo si riferisce a quei finanziamenti concessi ai consumatori per l'acquisto di beni e servizi destinati all'uso personale o familiare. Questi prestiti possono assumere diverse forme, tra cui prestiti personali, finanziamenti finalizzati all'acquisto di specifici beni o servizi, e l'utilizzo di carte di credito revolving.​

Secondo l'analisi della Fondazione Fiba di First Cisl, basata su dati di Bankitalia e BCE, il credito al consumo in Italia ha registrato un aumento del 5,3% nel 2024, passando da 160,7 miliardi di euro alla fine del 2023 a 169,3 miliardi di euro. Questo incremento indica una crescente propensione delle famiglie italiane a ricorrere a finanziamenti per sostenere i propri consumi. Parallelamente, i prestiti complessivi erogati alle famiglie hanno visto una crescita più modesta dello 0,5%, suggerendo che l'incremento del credito al consumo rappresenta una parte significativa dell'aumento totale dei prestiti alle famiglie. ​

Tassi d'interesse: confronto tra Italia e altri paesi europei

A febbraio 2025, il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG) per le nuove operazioni di credito al consumo in Italia ha raggiunto il 10,45%. Questo valore è significativamente superiore alla media dell'area euro, che si attesta all'8,38%. In confronto, la Francia registra un TAEG del 6,73% e la Germania dell'8,34%. Questo divario evidenzia come i consumatori italiani affrontino costi maggiori per i finanziamenti rispetto ai loro omologhi europei. L'elevato livello dei tassi d'interesse in Italia può essere attribuito a diversi fattori, tra cui il rischio percepito dagli istituti di credito e le condizioni economiche generali del paese.

Incidenza del credito al consumo sul totale dei prestiti

L'Italia si distingue anche per la percentuale di credito al consumo rispetto al totale dei prestiti richiesti: a febbraio 2025, questa quota è del 18,9%, mentre la media dell'area euro è dell'11,1%. Questo dato indica una maggiore dipendenza delle famiglie italiane dai finanziamenti per sostenere i consumi, rispetto alla media europea. Tale tendenza potrebbe riflettere una combinazione di fattori culturali, economici e di mercato, che spingono i consumatori italiani a ricorrere più frequentemente al credito al consumo. ​

La cessione del quinto: un fenomeno in crescita

Dal 2011 al 2024, l'ammontare dei prestiti erogati tramite cessione del quinto dello stipendio è quasi raddoppiato, passando da circa 10 miliardi a oltre 18 miliardi di euro. La cessione del quinto è una particolare forma di prestito personale in cui le rate vengono trattenute direttamente dalla busta paga o dalla pensione del debitore, fino a un massimo di un quinto dell'importo netto mensile. Sebbene questa modalità offra una certa sicurezza ai creditori, garantendo il rimborso attraverso la trattenuta diretta, solleva preoccupazioni per le possibili implicazioni sociali legate all'indebitamento delle famiglie. L'incremento di questa forma di finanziamento potrebbe indicare una crescente difficoltà economica tra i lavoratori e i pensionati, che ricorrono a tali prestiti per far fronte a esigenze immediate di liquidità. ​

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