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Energia elettrica dal nucleare: come cambieranno le bollette?

Pubblicato il 30-06-2026 | Aggiornato il 30-06-2026 | 4 min di lettura | Pubblicato da
eleonora d angelo
Eleonora D'angelo
energia

Entro qualche decennio, si stima al 2040, il 3,5% dell'energia elettrica, domestica e business, dovrebbe arrivare dal nucleare. Anche l'Italia punta tutto sui reattori modulari e sembra pronta a investire in impianti a potenza ridotta, con l'obiettivo di trasformare, anno dopo anno, l'approvvigionamento energetico nazionale.

Cosa cambierà, di fatto, per i consumatori? Quale impatto avrà l'uso massiccio del nucleare sulle bollette? Lo scopriamo insieme con l'esperto di energia luce e gas di Facile.it.

Energia: confronta le tariffe

Sommario

Perché si torna a parlare di nucleare in Italia?

Negli ultimi anni, il tema dell'energia nucleare è tornato al centro del dibattito italiano, specie in ragione della crisi energetica che ha posto davanti alle nazioni un'evidente dipendenza degli stati europei dalle importazioni di gas e dalle oscillazioni sui prezzi delle materie prime.

Per questo motivo, il Governo ha avviato un percorso legislativo finalizzato a reintrodurre una disciplina organica sul nucleare di nuova generazione, puntando in particolare sugli Small Modular Reactors (SMR), ovvero piccoli reattori modulari considerati più flessibili rispetto alle centrali tradizionali.

Ben presto, dunque, il nucleare potrebbe entrare a far parte delle offerte energetiche per i privati ma anche delle offerte energetiche business, dedicate alle piccole e grandi imprese.

L'obiettivo è rendere il sistema energetico nazionale diversificato rispetto ad oggi, e contribuire alla decarbonizzazione affiancando il nucleare alle fonti rinnovabili.

Tuttavia, anche in caso di approvazione definitiva della normativa, serviranno molti anni prima che i nuovi impianti possano entrare in funzione.

Chi desidera risparmiare sulle bollette, in sostanza, non può ancora contare su benefici immediati derivanti dal nucleare, ma può confrontare le offerte luce e gas a prezzo fisso o variabile, disponibili in regime di concorrenza sul Mercato Libero dell'Energia.

Quanto peserà il nucleare nel mix energetico italiano

Ad oggi, le stime elaborate dal Governo, indicano che il contributo del nucleare alla produzione di energia elettrica nel nostro Paese (e non solo) crescerà in modo graduale.

Entro il 2035, ad ogni modo, l'energia nucleare dovrebbe coprire circa l'1% del fabbisogno nazionale, una percentuale destinata a salire:

  • al 3,5% nel 2040;
  • fino all'11% nel 2050.

Nello stesso periodo, però, il ruolo principale continuerà a essere svolto dalle fonti rinnovabili. Di conseguenza, il mercato sarà guidato dalle offerte luce e gas green.

In base alle previsioni, nel 2040 circa tre quarti dell'energia elettrica prodotta in Italia arriveranno da impianti alimentati da sole, vento e altre fonti energetiche 100% verdi.

Inoltre, nel 2050 questa quota potrebbe raggiungere l'85%, mentre le fonti fossili si ridurrebbero fino a circa il 4% del mix energetico, contribuendo alla decarbonizzazione.

Le stime offerte da questi dati indicano che il nucleare rappresenterà una componente aggiuntiva del sistema elettrico italiano, ma non diventerà, comunque, la fonte prevalente. Il suo contributo crescerà progressivamente nel corso dei prossimi decenni, integrandosi con le altre tecnologie già presenti.

Risparmio bollette con il nucleare

Molti consumatori si chiedono se l'introduzione di approvvigionamenti derivanti dal nucleare porterà a una riduzione delle bollette energetiche.

Alla luce delle previsioni attuali, l'impatto dovrebbe essere limitato almeno nel medio periodo, ma potrebbe crescere di pari passo con l'aumento dell'utilizzo del nucleare. La quota di elettricità prodotta dal nucleare fino al 2040, molto contenuta, non sarà infatti sufficiente a modificare in modo significativo il costo complessivo della bolletta energetica per le famiglie e le imprese.

Il costo delle bollette, infatti, dipende da diversi fattori, tra cui l'andamento dei mercati energetici internazionali, il costo delle materie prime e gli oneri previsti dalla normativa (spese di trasporto e distribuzione, accise etc.)

Anche qualora il nucleare contribuisse a rendere più stabile il sistema energetico nazionale, eventuali benefici economici potrebbero manifestarsi solo nel lungo periodo.

I vantaggi e i limiti dell'energia nucleare

Il ritorno del nucleare divide ancora esperti, istituzioni e associazioni di settore.

Per alcuni, questa tecnologia consente di produrre energia in modo continuo, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche, contribuendo al tempo stesso alla riduzione delle emissioni di CO₂ e alla diminuzione della dipendenza energetica dall'estero.

Chi esprime perplessità, invece, richiama l'attenzione sui tempi necessari per progettare, autorizzare e costruire i nuovi impianti, oltre agli investimenti richiesti e alle incertezze legate allo sviluppo degli SMR (piccoli reattori nucleari), che in molti casi sono ancora in fase di progettazione o sperimentazione.

Altri osservatori ritengono inoltre che, considerata la quota limitata prevista nel mix energetico, i benefici economici sulle bollette potrebbero risultare inferiori rispetto a quelli ottenibili accelerando ulteriormente lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

VantaggiLimiti
Produzione di energia continua, indipendente dalle condizioni atmosferiche.Tempi lunghi per progettazione, autorizzazione e costruzione degli impianti.
Riduzione delle emissioni di CO₂ rispetto alle fonti fossili.Investimenti iniziali molto elevati.
Minore dipendenza energetica dall'estero.Gli SMR sono ancora in fase di sviluppo o sperimentazione.
Contribuisce a diversificare il mix energetico nazionale.Benefici sulle bollette attesi solo nel lungo periodo.
Supporta il percorso di decarbonizzazione insieme alle fonti rinnovabili.Il contributo al mix energetico resterà limitato rispetto alle fonti rinnovabili.

Per i consumatori, quindi, il nucleare rappresenta una prospettiva di lungo periodo che potrebbe contribuire all'evoluzione del sistema energetico italiano, ma attualmente non costituisce una soluzione immediata per ridurre il costo delle forniture di energia elettrica.

Autore
eleonora d angelo

Eleonora D'Angelo, romana ma residente in Sardegna, si è laureata in Giurisprudenza all'Università Roma Tre nel 2013.

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