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Regole autovelox: a Giugno 2022 il nuovo decreto

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Non è ancora giunto il momento di definire una volta per tutte le regole degli autovelox: il decreto chiamato a disciplinare la modalità d’uso dei sistemi che rilevano la velocità a distanza, atteso dal 2010, è slittato infatti a Giugno 2022, nonostante la promessa del Governo di emanarlo nei primi mesi dell’anno. Serve ancora tempo, quindi, per risolvere l’annosa questione dell’omologazione e dell’approvazione. Facile.it, comparatore delle migliori assicurazioni online, approfondisce la questione.

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Omologazione e approvazione degli autovelox

Ricordiamo infatti che in base alla normativa vigente (articolo 142 comma 6 del Codice della Strada) per determinare l’osservanza dei limiti di velocità sono considerate fonti di prova le risultanze di apparecchiature debitamente omologate. E qui casca l’asino perché gli autovelox in uso sulle strade italiane non sono omologati ma solo approvati. Una sottile differenza che ha provocato una marea di ricorsi contro le multe affibbiate mediante i dispositivi a distanza, quasi tutti vinti dai ricorrenti, nonostante il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili abbia sempre espresso pareri secondo cui le espressioni omologazione e approvazione sono da considerare equivalenti. Tuttavia molti giudici hanno rifiutato e continuano a rifiutare questa interpretazione, accogliendo i ricorsi.

Regole autovelox: omologazione e approvazione saranno equiparate?

La soluzione prospettata con il decreto che arriverà a Giugno risolverà probabilmente a monte il problema, modificando l’articolo 142 comma 6 Cds proprio nella parte in cui ammette solo le 'apparecchiature debitamente omologate', consentendo invece il controllo da remoto delle infrazioni anche agli autovelox semplicemente approvati. In realtà la questione è un po’ più complessa di come l’abbiamo presentata sommariamente (tra l’altro bisognerà tener conto anche dell’articolo 192 del Regolamento d’attuazione del Codice della Strada, che riguarda proprio l’omologazione e l’approvazione di segnali, dispositivi, apparecchiature e mezzi tecnici per la disciplina di controllo e di regolazione del traffico e per l’accertamento e il rilevamento automatico delle violazioni alle norme di circolazione), per cui siamo molto curiosi di scoprire come interverrà il legislatore.

Decreto autovelox: cosa cambierà

Il nuovo decreto non si limiterà solamente a dipanare la matassa della differenza tra omologazione e approvazione degli apparecchi (ammesso che ci riesca), ma regolarizzerà altri aspetti legati all’uso degli autovelox, come il corretto posizionamento dei segnali. A questo proposito dal ministero hanno assicurato una dettagliata disciplina finalizzata a garantire il rispetto dei limiti di velocità basata sulla propedeutica verifica, da parte degli enti gestori stradali, dell’adeguatezza dei limiti di velocità imposti quale condizione necessaria per poter installare gli autovelox. Ricordiamo che l’Italia vanta il primato europeo del numero di autovelox installati sulle strade, con circa 8.000 apparecchi contro i 4.000 del Regno Unito, i 3.800 della Germania e i 2.400 della Francia. Non a caso ogni anno, da noi, vengono elevate 2,5 milioni di contravvenzioni per violazione dei limiti dei velocità (dati Aci-Istat 2019).

Pubblicato da Raffaele Dambra il 27 aprile 2022

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