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Nuove regole per la rateizzazione dei debiti fiscali dal 2025: cosa cambia per i contribuenti

29 gen 2025 | 4 min di lettura | Pubblicato da Cristina Bartelli

persona fa calcoli con calcolatrice e fogli

Dal 1° gennaio 2025 sono diventate operative importanti novità per chi ha e avrà debiti su imposte e tasse con le amministrazioni dello stato.

Il tema è quello della riscossione e, in buona sostanza, cambiano i criteri, il numero delle rate e i piani di dilazione per il pagamento di cartelle e avvisi.

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Le cartelle di pagamento potranno essere suddivise fino a 7 anni, 84 rate, mentre in precedenza si poteva arrivare fino a 72 rate, inoltrando una semplice richiesta on- line a Agenzia delle entrate-Riscossione e la possibilità, attraverso un software fornito sempre da Agenzia delle entrate-Riscossione, di verificare e simulare il piano di dilazione.

La novità dà attuazione alla riforma fiscale, che con l’articolo 13 del dlgs 110/2024 ha modificato l’art.19 del D.P.R. n. 602/1973, introducendo significative modifiche, in materia di dilazione di pagamento di cartelle e avvisi.

Un decreto del ministero dell’economia delle finanze ha quindi ultimato il quadro delle disposizioni attuative che ora sono entrate tutte in vigore dal primo gennaio 2025.

L’Agenzia delle entrate riscossione ha, come detto, reso disponibile, sul proprio sito, una nuova versione del servizio “Rateizza adesso” per l’invio telematico delle richieste, oltre l’aggiornamento della modulistica e pagine tematiche con le informazioni utili.

Vediamo insieme le novità

L’identikit del contribuente che può accedere al servizio

Dal 1° gennaio 2025 e per tutto il 2026, su semplice richiesta del contribuente che dichiara di versare in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria, la rateizzazione di importi iscritti a ruolo (cartelle) fino a 120mila euro, compresi in ciascuna domanda di dilazione, può arrivare fino un massimo di 84 rate mensili (in luogo delle precedenti 72).

E il percorso di rateizzazione non si ferma qui.

Ci sarà infatti un progressivo innalzamento a 96 rate per le istanze che verranno presentate negli anni 2027-2028 e a 108 rate a partire dal 1° gennaio 2029.

La richiesta per il range fino a 84 rate può avvenire dunque direttamente con la presentazione della domanda attraverso il servizio Rateizza adesso, disponibile nell’area riservata del sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it, oppure compilando la nuova modulistica da trasmettere via pec o in alternativa da consegnare agli sportelli.

Riassumendo la condizione è che vi sia obiettiva difficoltà economica dichiarata e che gli importi di debito pendenti non superino 120 mila euro.

Il percorso per i debiti superiori a 120 mila euro

Se l’importo è superiore a 120 mila euro, si tratta di richieste documentate.

Cosa vuol dire? In questo caso, spiega Agenzia delle entrate Riscossione, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda, o per importi fino a 120 mila euro, qualora si intenda ottenere una dilazione per un numero di rate maggiore di quelle concedibili con semplice richiesta (cioè più di 84 rate per le domande presentate nel 2025-2026), è previsto, dalla legge, che il contribuente debba comprovare la propria situazione di temporanea difficoltà economica allegando all’istanza di rateizzazione idonea documentazione (per esempio l’Isee per le persone fisiche).

Per queste tipologie di richieste (c.d. documentate), in presenza dei requisiti per l’accesso alla dilazione, la ripartizione del pagamento può arrivare fino a un massimo di 120 rate mensili (10 anni).

Importante precisazione: per le richieste presentate fino al 31 dicembre 2024 restano valide le modalità previste dalla precedente normativa.

Gli strumenti messi a disposizione da Agenzia delle entrate Riscossione

Il contribuente può consultare sia Rateizza Adesso sia l’App Equiclick, a cui si accede, ricorda l’agenzia delle entrate riscossione, con le credenziali Spid, Cie e Cns (per gli intermediari fiscali anche le credenziali dell’Agenzia delle Entrate).

Il servizio consente di visualizzare i documenti interamente rateizzabili (cartelle e avvisi) con il relativo importo, selezionare gli atti da dilazionare, scegliere il numero di rate fino a un massimo di 84 e inviare la richiesta, ricevendo in tempo reale l’esito e via e-mail il provvedimento di accoglimento, il piano e i moduli di pagamento.

In alternativa, spiega ancora l’Agenzia, la domanda di rateizzazione può essere effettuata anche utilizzando la nuova modulistica disponibile sul sito di Agenzia delle entrate-Riscossione da inviare, insieme alla documentazione utile al riconoscimento, tramite pec oppure da presentare, previo appuntamento, agli sportelli.

Oltre le 84 rate la richiesta va documentata e si può suddividere fino a 120 rate. Ecco come

Per le richieste documentate, che consentono di ottenere fino a un massimo di 120 rate mensili, la legge prevede l’obbligo di comprovare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria. Ai fini della valutazione della sussistenza dei requisiti e della determinazione del numero massimo di rate concedibili, verranno presi in considerazione, in base alle modalità di applicazione e documentazione  alcuni indicatori, ecco quali:

  • l’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) del nucleo familiare per le persone fisiche e i titolari di ditte individuali in regimi fiscali semplificati;
  • l’indice di Liquidità e l’indice Alfa per i soggetti diversi da persone fisiche e titolari di ditte individuali in regimi fiscali semplificati;
  • l’indice Beta per i condomini.

Certificazioni specifiche sono inoltre previste per le amministrazioni pubbliche e per i soggetti colpiti da eventi atmosferici, calamità naturali, incendi o altro evento eccezionale che abbiano determinato l’inagibilità totale dell’unico immobile, adibito ad uso abitativo in cui risiedono i componenti del nucleo familiare o dell’unico immobile adibito a studio professionale o sede dell’impresa.

Autore
cristina bartelli

Giornalista professionista dal 2004 e vicecaporedattore per ItaliaOggi, scrive del Fisco in ogni sua forma. Ha fatto incursioni su Classcnbc e Tgcom per raccontare le novità di manovra di bilancio, sanatorie fiscali e storie di elusione.

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