Convenzione INPS prestiti 2026: le novità sulla cessione del quinto per i pensionati


L'INPS ha aggiornato le regole operative relative ai prestiti rimborsati tramite cessione del quinto della pensione. Con il messaggio n. 2308 dell'8 luglio 2026, l'Istituto ha reso operativo il nuovo schema di convenzione con banche e intermediari finanziari, approvato dal Consiglio di Amministrazione il 29 aprile 2026 e valido dal 1° maggio 2026 al 30 aprile 2029.
Le modifiche riguardano soprattutto la digitalizzazione delle procedure, i controlli sugli intermediari e i costi del servizio, con riflessi indiretti anche sull'esperienza di chi richiede o gestisce questo tipo di finanziamento. Addio, dunque, ai vecchi moduli di carta: la nuova convenzione 2026-2029 per la cessione del quinto della pensione introduce pratiche completamente digitali e controlli di sicurezza rafforzati, con codici OTP al posto del vecchio codice identificativo.
Una svolta che riguarda milioni di pensionati italiani che oggi hanno un prestito in corso o stanno valutando di richiederne uno.
- Il vecchio codice per verificare la pensione cedibile va in pensione anche lui: arrivano OTP e verifica dell'importo della mensilità, con sei mesi di tempo per abituarsi al cambio.
- La convenzione vale fino al 2029: chi ha un prestito in corso o ne sta valutando uno nuovo si troverà a fare i conti con queste regole per i prossimi tre anni.
- Occhio a chi vuole rinnovare: senza aver pagato almeno il 40% delle rate, la richiesta viene respinta in automatico dal sistema INPS.
Sommario
Cos'è la cessione del quinto della pensione
La cessione del quinto è una forma di finanziamento riservata a lavoratori dipendenti e pensionati, rimborsata attraverso una trattenuta diretta sulla pensione o sullo stipendio. La rata mensile non può superare il 20% (un quinto) dell'importo netto percepito e il pagamento avviene automaticamente alla fonte, senza che il beneficiario debba occuparsene direttamente.
La durata massima del finanziamento è di dieci anni; la normativa prevede inoltre due coperture assicurative obbligatorie: una sul rischio di perdita dell'impiego e una sul rischio di premorienza del debitore, che tutela gli eredi dal debito residuo in caso di decesso.
Le novità digitali introdotte dall'INPS
Tra i cambiamenti principali c'è l'obbligo di gestire alcune operazioni esclusivamente attraverso i canali telematici dedicati. Le richieste di estinzione anticipata del finanziamento o di modifica del contratto dovranno essere trasmesse solo online; le comunicazioni inviate con altre modalità non saranno più prese in considerazione dall'Istituto.
Anche il cosiddetto "rinnovo esterno", ovvero il passaggio del prestito a un'altra società finanziaria, sarà gestito interamente per via telematica, con criteri più rigorosi per la comunicazione dei flussi di pagamento tra intermediari.
Verifica dell'identità: cambia il metodo di riconoscimento
Cambiano anche le modalità con cui l'intermediario verifica l'identità del pensionato al momento della consultazione della quota di pensione cedibile. Oltre al documento di riconoscimento, sarà possibile confermare la propria identità tramite un codice OTP inviato dall'INPS oppure indicando l'importo esatto di una delle ultime mensilità di pensione percepite.
Per un periodo transitorio di sei mesi dall'entrata in vigore del nuovo schema resterà comunque utilizzabile anche il codice pensione già in uso ("chiave pensione").
Controlli sugli intermediari e nuovi costi del servizio
L'INPS effettuerà verifiche periodiche sugli operatori convenzionati per accertare il rispetto delle norme sulla sicurezza informatica e sulla protezione dei dati personali.
Sono stati inoltre aggiornati gli oneri dovuti dagli intermediari: chi aderisce alla convenzione dovrà corrispondere 2,03 euro (esente IVA) per ogni operazione di estrazione del rateo pensionistico, fino al 31 dicembre 2026.
Per gli intermediari non convenzionati sono invece previsti 111,12 euro annui per ciascun contratto, più 9,26 euro per ogni estrazione del rateo. Le banche interessate ad aderire possono farne richiesta all'indirizzo email indicato dall'INPS nel messaggio.
Le regole per rinnovare il prestito
Le nuove regole telematiche evitano il prelievo di due rate nello stesso mese sul cedolino della pensione. Il sistema calcola ora la decorrenza economica reale del prestito, evitando di fare riferimento alla semplice data di firma del contratto, un dettaglio tecnico che in passato aveva generato non pochi malintesi tra vecchio e nuovo finanziamento.
Il rinnovo di un prestito in corso richiede il rispetto rigido di una regola precisa: quella del 40% del piano di ammortamento iniziale. Questa norma permette di rinnovare il contratto soltanto dopo aver pagato un numero minimo di rate, nello specifico almeno 48 rate su un totale di 120. Chi prova a richiedere il rinnovo prima di questa soglia si vede respingere la pratica in automatico dal sistema.
Cosa succede al prestito quando si va in pensione
Se il titolare di una cessione del quinto dello stipendio smette di lavorare e accede alla pensione, il finanziamento prosegue tramite trattenuta sul nuovo trattamento previdenziale, in un passaggio definito "traslazione". Questo cambiamento non comporta però una revisione delle condizioni economiche stabilite al momento della sottoscrizione: ai prestiti trasferiti dallo stipendio alla pensione non si applicano i tassi soglia aggiornati periodicamente per le nuove cessioni del quinto dei pensionati. Restano invece dovuti gli oneri INPS per la gestione del servizio.
Le pensioni escluse dalla cessione del quinto
Non tutti i trattamenti previdenziali possono essere utilizzati per rimborsare una cessione del quinto. Sono esclusi dal calcolo della quota cedibile: pensioni e assegni sociali, prestazioni di invalidità civile, assegno di assistenza personale continuativa per inabilità, assegni straordinari di sostegno al reddito, pensioni erogate da enti creditizi, assegni al nucleo familiare e APE sociale.
Possono invece essere cedute le pensioni liquidate in via provvisoria. Se il pensionato percepisce più trattamenti nello stesso sistema previdenziale, la quota massima cedibile viene calcolata sull'importo complessivo e non sui singoli assegni.
Aggiornamento dei tassi di usura
Il 30 settembre si terrà il nuovo aggiornamento relativo ai tassi di usura. Fino ad allora, valgono quelli stabiliti per il trimestre giugno - settembre.
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