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Cosa significa la cessazione amministrativa del contatore moroso e come si risolve

Contatore

Le 3 cose da sapere

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    La cessazione amministrativa permette di chiudere un contratto moroso in modo formale.

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    La cessazione amministrativa permette di chiudere un contratto moroso in modo formale.

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    La procedura coinvolge distributore, fornitore e, a volte, nuovo intestatario.

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    La procedura coinvolge distributore, fornitore e, a volte, nuovo intestatario.

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    La riattivazione della fornitura richiede un subentro con nuovo contratto.

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    La riattivazione della fornitura richiede un subentro con nuovo contratto.

Conoscere nel dettaglio come funziona la cessazione amministrativa del contatore moroso è fondamentale per chiunque debba gestire utenze di luce o gas in case con contratti preesistenti. Avere chiari i passaggi, le responsabilità e le implicazioni della procedura permette di evitare errori, ritardi e costi imprevisti, oltre a garantire una gestione più sicura e trasparente della fornitura.

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Sommario

La cessazione amministrativa interviene quando il contatore presenta bollette non pagate, e comporta la chiusura del contratto del cliente moroso. La procedura può essere avviata forzatamente dal fornitore oppure richiesta dal nuovo intestatario, che deve fornire documentazione sull’estraneità al debito e sulla titolarità dell’immobile.

In breve

Cos’è la cessazione amministrativa del contatore moroso

La cessazione amministrativa è la procedura con cui il contratto di fornitura di un cliente moroso viene chiuso in modo ufficiale, rendendo il contatore disponibile per un nuovo intestatario.

Si tratta di un passaggio necessario per garantire che le forniture di luce e gas possano essere attivate da un nuovo inquilino senza che gli vengano addebitati i debiti del precedente cliente. 

Chi può richiedere la cessazione amministrativa

La cessazione amministrativa può essere richiesta:

  • dal fornitore: quando un cliente non paga le bollette, anche dopo diversi solleciti. Se il debito rimane insoluto, il fornitore avvia la procedura di cessazione amministrativa per chiudere formalmente il contratto e liberare il contatore;
  • dal nuovo inquilino o proprietario dell’immobile: quando si entra in una casa in affitto o appena acquistata e il contatore risulta ancora collegato a un intestatario moroso. In questi casi, il nuovo intestatario può rivolgersi al fornitore per richiedere la cessazione amministrativa, così da attivare il subentro senza farsi carico dei debiti del precedente cliente, dimostrando di non essere responsabile delle somme pregresse.

In entrambi i casi, è necessario fornire al fornitore la documentazione richiesta: nel primo caso, il fornitore gestisce direttamente la procedura con il distributore; nel secondo caso, il nuovo intestatario deve dimostrare di non avere legami con il debitore precedente, così da procedere all’attivazione del subentro senza problemi.

Quando viene attivata la cessazione amministrativa

La cessazione amministrativa entra in gioco quando un cliente non provvede al pagamento delle bollette e lascia l’abitazione senza chiudere il contratto di fornitura. In questi casi, il fornitore deve avviare una procedura che consenta di chiudere formalmente il contratto e liberare il contatore, in modo da permettere eventuali subentri da parte di nuovi intestatari. 

La procedura è importante perché assicura che le forniture non rimangano collegate senza un contratto valido, evitando rischi di utilizzo improprio o contestazioni sui pagamenti.

Morosità e tempistiche che la fanno scattare

La cessazione amministrativa non avviene immediatamente: prima vengono inviati uno o più solleciti di pagamento al cliente moroso e, se questi rimangono senza risposta, la fornitura può essere sospesa temporaneamente. Solo dopo un periodo di mancato pagamento protratto e senza regolarizzazione, si procede alla chiusura definitiva del contratto

Situazione Tempistica approssimativa Note
Primo sollecito di pagamento 15 giorni dalla scadenza Avviso al cliente moroso
Secondo sollecito 30 giorni dalla scadenza Preavviso di sospensione
Sospensione della fornitura 40-45 giorni dalla scadenza Il contratto resta attivo, ma l’utenza è interrotta
Richiesta cessazione amministrativa Dopo sospensione prolungata Il contatore viene chiuso formalmente e il contratto disattivato

Cosa comporta la cessazione amministrativa

La cessazione amministrativa ha effetti concreti sia sul contratto sia sull’erogazione della fornitura. Quando viene attivata, il contratto del cliente moroso viene chiuso in modo definitivo e il contatore viene reso inutilizzabile fino a un nuovo subentro. 

Questo garantisce che il nuovo intestatario possa attivare la fornitura senza dover farsi carico dei debiti del precedente cliente e assicura al fornitore maggiore sicurezza nella gestione dei contratti e dei contatori. Diversamente dalla sospensione temporanea, che interrompe momentaneamente l’erogazione ma lascia il contratto ancora attivo, la cessazione amministrativa comporta un’interruzione definitiva e la necessità di stipulare un nuovo contratto per ripristinare l’utenza.

Caratteristica Sospensione della fornitura Cessazione amministrativa
Contratto Ancora attivo Chiuso
Possibilità di subentro Limitata, dipende dal saldo debito Completamente libera per nuovo intestatario
Intervento del distributore Solo per disattivazione temporanea Chiusura formale e sigillatura contatore
Riapertura utenza Dopo pagamento debito Nuovo contratto necessario

Chiusura del contatore e interruzione della fornitura

Questa procedura permette di distinguere chiaramente i conti tra vecchio e nuovo intestatario, evitando conflitti o contestazioni sul consumo pregresso. Inoltre, la chiusura formale garantisce che il distributore possa controllare lo stato del contatore e verificare eventuali interventi tecnici necessari, assicurando sicurezza e regolarità nell’erogazione dell’energia o del gas una volta effettuato il subentro.

Come si risolve la cessazione amministrativa

Quando un contatore è stato chiuso tramite cessazione amministrativa, la situazione può essere risolta seguendo alcune procedure precise che riguardano:

  • il saldo dei debiti preesistenti;
  • l’attivazione del contatore per il nuovo intestatario.

Conoscere i passaggi corretti è fondamentale per evitare ritardi o problemi nella riattivazione della fornitura.

Pagamenti da regolarizzare

Se la cessazione amministrativa viene richiesta dal vecchio intestatario moroso, è necessario saldare tutte le bollette non pagate fino a quel momento. In caso contrario, il fornitore può comunque completare la chiusura del contratto, ma il debito rimane a carico del cliente moroso. Questa fase garantisce che il contatore sia liberato e pronto per un eventuale subentro senza lasciare pendenze irrisolte che potrebbero creare difficoltà al nuovo intestatario.

Passaggi per la riattivazione del contatore

Una volta completata la cessazione amministrativa, il contatore può essere riattivato tramite subentro da parte del nuovo intestatario.

  1. Completare la cessazione amministrativa del contatore moroso.
  2. Presentare la documentazione che attesti l’estraneità al debito del precedente intestatario.
  3. Fornire prove della titolarità dell’immobile, come atto di proprietà o contratto di affitto.
  4. Mostrare un documento d’identità valido per completare la procedura.
  5. Inviare la richiesta di subentro al distributore.
  6. Il distributore riattiva il contatore con un nuovo contratto, permettendo la ripresa della fornitura di luce o gas a nome del nuovo intestatario.
I passaggi da seguire:

Ruolo del distributore

Il distributore ha la responsabilità di coordinare e garantire la corretta chiusura del contatore quando viene richiesta la cessazione amministrativa. Riceve le istruzioni dal fornitore e provvede a interrompere l’erogazione di energia elettrica o gas, assicurandosi che l’operazione sia eseguita in modo conforme alle normative. 

Garantisce inoltre la tutela del servizio e la corretta gestione dei contatori, assicurando che il passaggio tra un cliente moroso e un nuovo intestatario avvenga in sicurezza e senza lasciare contatori “aperti” o vulnerabili a usi non autorizzati. 

Inoltre, il distributore verifica che tutte le procedure siano correttamente documentate, dando al fornitore le conferme necessarie per la chiusura definitiva del contratto e per consentire un nuovo subentro o, se richiesto, l’allaccio della fornitura.

Domande frequenti sulla cessazione amministrativa

Quanto tempo passa prima che scatti la cessazione?

In media, dalla richiesta iniziale di cessazione alla chiusura definitiva del contatore passano circa 5 giorni lavorativi, ma i tempi possono variare in base al fornitore e al tipo di contatore.

Si può evitare pagando in ritardo?

Sì, se il cliente regolarizza il pagamento prima della chiusura formale del contratto, la cessazione amministrativa non scatta e la fornitura continua normalmente.

In quanto tempo torna attiva la fornitura?

Dopo la cessazione amministrativa, la fornitura può essere riattivata solo con un nuovo contratto intestato al nuovo cliente. La riattivazione avviene di solito entro 5-7 giorni lavorativi per luce e 10-12 per gas.

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20 gen 2026 | 5 min di lettura | Pubblicato da Marta Radavelli

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