Cos'è una proposta di modifica unilaterale del contratto

Le 3 cose da sapere
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Consente al fornitore di aggiornare le condizioni contrattuali per motivi oggettivi.
1Consente al fornitore di aggiornare le condizioni contrattuali per motivi oggettivi.
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Deve essere comunicata con almeno 90 giorni di preavviso.
2Deve essere comunicata con almeno 90 giorni di preavviso.
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Il cliente ha il diritto di recedere senza costi e può scegliere liberamente un altro fornitore.
3Il cliente ha il diritto di recedere senza costi e può scegliere liberamente un altro fornitore.
Sommario
Le modifiche unilaterali possono arrivare dai fornitori di luce e gas quando cambiano i costi di mercato, le norme o le esigenze operative. L’effetto principale riguarda generalmente la spesa per l’energia o il gas, mentre gli altri costi restano invariati.
Cosa significa e cosa può comportare
La proposta di modifica unilaterale è l’atto formale con cui un fornitore comunica al cliente la volontà di modificare uno o più elementi di un contratto già attivo.
Si parla di “unilaterale” perché l’iniziativa parte dall’azienda, ma questo non significa che sia arbitraria: per essere valida deve rispettare criteri precisi di trasparenza, motivazione e tempistiche, stabiliti dalla normativa e vigilati da ARERA.
La modifica unilaterale non è una violazione del contratto, ma una possibilità prevista dal Codice Civile e regolata per mantenere un equilibrio tra le esigenze delle aziende e la tutela dei clienti. In un mercato energetico caratterizzato da continui cambiamenti dei prezzi all’ingrosso, i fornitori possono quindi avere la necessità di aggiornare le condizioni economiche delle offerte in corso.
È però fondamentale chiarire un aspetto: non si tratta di un’imposizione, ma di una proposta di rinnovo. Il fornitore comunica le nuove condizioni, lasciando al cliente piena libertà di accettarle oppure di cambiare operatore.
Quando può arrivare una modifica unilaterale
Il fornitore può ricorrere alla modifica unilaterale solo in presenza di giustificati motivi, che devono essere reali, oggettivi e indicati in modo chiaro nella comunicazione inviata al cliente. Non è quindi possibile modificare le condizioni contrattuali per semplice scelta commerciale o per rivedere al rialzo un’offerta ancora valida.
Le situazioni che consentono l’invio della proposta
In particolare, il fornitore non può eliminare sconti o vantaggi promessi per un periodo determinato prima della loro naturale scadenza, a meno che non intervengano eventi eccezionali, indipendenti dalla sua volontà e adeguatamente documentabili. Questo serve a tutelare il consumatore e a garantire un rapporto contrattuale trasparente.
Nella pratica, le proposte di modifica unilaterale vengono inviate soprattutto in alcune circostanze ricorrenti, legate all’andamento del mercato, a cambiamenti normativi o a esigenze tecniche e operative. Le situazioni più comuni sono le seguenti.
| Condizione | Descrizione |
|---|---|
| Scadenza del prezzo fisso | Caso frequente: termina il periodo (12 o 24 mesi) in cui il prezzo era bloccato. |
| Andamento del mercato | Forti aumenti dei costi all’ingrosso (PUN per la luce, PSV per il gas). |
| Modifiche normative | Nuove leggi o delibere ARERA che incidono sulla struttura dei costi. |
| Ragioni tecniche | Cambiamenti nei sistemi di fatturazione o nella gestione del servizio. |
Tempistiche e modalità di comunicazione
Affinché la proposta di modifica unilaterale sia valida, il fornitore è tenuto a inviarla per iscritto, utilizzando i canali di comunicazione scelti dal cliente, come:
- la posta tradizionale;
- l’email in caso di bolletta digitale.
La comunicazione deve essere facilmente riconoscibile e non può essere “nascosta” tra le voci della fattura: deve comparire in un documento separato o in un foglio distinto e ben visibile.
Un altro elemento fondamentale è il preavviso minimo di 90 giorni, che decorre dal momento in cui il cliente riceve effettivamente la comunicazione. Solo allo scadere di questo periodo il fornitore può applicare le nuove condizioni economiche o contrattuali, lasciando al consumatore tutto il tempo necessario per valutare la proposta e, se lo ritiene opportuno, cambiare operatore senza costi.
Cosa comporta la modifica unilaterale per il cliente
L’effetto più immediato e rilevante della modifica unilaterale è quasi sempre di tipo economico. Nella maggior parte dei casi, il cambiamento riguarda la spesa per la materia energia o gas, ovvero la voce della bolletta su cui il fornitore può intervenire direttamente. Restano invece invariati gli oneri di sistema e i costi di trasporto e gestione del contatore, che sono stabiliti dall’Autorità e uguali per tutti i fornitori.
Questo significa che, anche senza variazioni nei consumi, una modifica delle condizioni economiche può incidere in modo significativo sull’importo finale della bolletta. Per questo è importante valutare con attenzione la proposta ricevuta, confrontando il nuovo prezzo con quello applicato in precedenza.
Vediamo un esempio pratico:
- situazione iniziale: offerta a prezzo fisso di 0,12€/kWh, con una bolletta media mensile di circa 60€;
- nuova proposta: aumento del prezzo fisso a 0,19€/kWh oppure passaggio a un prezzo variabile (PUN + spread);
- risultato: a parità di consumi, la spesa per la materia energia cresce di circa il 58%, con una bolletta media che può arrivare a 85–90€.
I diritti del cliente di fronte alla modifica unilaterale
Quando un fornitore comunica una modifica unilaterale, il cliente non è mai in una posizione di svantaggio automatico. Ricevere una proposta di modifica, infatti, non significa doverla accettare: al contrario, è un momento utile per verificare se l’offerta resta conveniente e se il rapporto contrattuale risponde ancora alle proprie esigenze.
Diritto di recesso senza costi
Tra i principali diritti del cliente c’è la possibilità di recedere dal contratto senza sostenere costi aggiuntivi. In caso di modifiche unilaterali non gradite, il consumatore può sottoscrivere un contratto con un altro fornitore senza penali, spese di chiusura o oneri amministrativi.
Il passaggio a un nuovo fornitore avviene in modo automatico: il nuovo operatore gestisce tutte le pratiche necessarie, garantendo la continuità della fornitura di luce o gas e senza necessità di interventi sul contatore.
Come contestare la proposta e quali sono i termini
Se la modifica unilaterale non rispetta le regole stabilite, ad esempio per mancato rispetto del preavviso minimo di 90 giorni o comunicazione poco chiara, è possibile presentare un reclamo scritto al fornitore per richiedere chiarimenti o la rettifica delle condizioni.
Se il reclamo non riceve risposta o la risposta non risulta soddisfacente, il consumatore può rivolgersi allo Sportello per il Consumatore di ARERA, che fornisce assistenza gratuita e può intervenire per verificare la correttezza della procedura.
| Diritti del cliente | Termini e condizioni |
|---|---|
| Recesso gratuito | Sempre garantito, senza penali |
| Preavviso | Minimo 90 giorni dalla ricezione |
| Trasparenza | Obbligo di confronto tra vecchie e nuove condizioni |
| Cambio fornitore | Possibile fino all’ultimo giorno utile |
Come valutare una proposta di modifica unilaterale
La valutazione di una proposta di modifica unilaterale richiede un’analisi attenta delle condizioni economiche comunicate dal fornitore. È utile confrontare il prezzo della materia prima indicato nella proposta con quello riportato nelle bollette precedenti, per comprendere l’impatto reale sulla spesa energetica.
Va considerata anche la PCV (Prezzo di Commercializzazione e Vendita), ossia la quota fissa mensile destinata a coprire i costi di gestione del contratto, che può essere modificata insieme al prezzo della materia prima.
Infine, la proposta va confrontata con le offerte disponibili sul mercato. Differenze significative nei prezzi unitari o nelle quote fisse possono rendere conveniente il passaggio a un altro fornitore, garantendo costi più contenuti senza interrompere la continuità del servizio.
Domande frequenti
La modifica unilaterale vale anche per le offerte a prezzo fisso?
Sì, ma entro certi limiti. Il prezzo bloccato non può essere modificato durante il periodo di validità, salvo clausole specifiche per eventi eccezionali. Il fornitore può però comunicare il nuovo prezzo circa 90 giorni prima della scadenza del fisso.
Posso riceverla anche se ho sottoscritto l’offerta da poco?
È possibile, ma raro, in genere le offerte garantiscono stabilità per almeno 12 mesi. Se accade, è fondamentale leggere bene le motivazioni indicate.
Come capisco se la comunicazione è valida?
Deve riportare chiaramente la dicitura “Proposta di modifica unilaterale”, la data di decorrenza, il dettaglio delle variazioni e le motivazioni. Se è poco visibile o incompleta, può essere contestata.
Cosa succede se non rispondo?
Se non cambi fornitore o non invii reclami entro il termine indicato, le nuove condizioni vengono applicate automaticamente dalla data prevista.
20 gen 2026 | 5 min di lettura | Pubblicato da Marta Radavelli
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