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Pubblicato il 06-05-2024 | Aggiornato il 06-12-2024 | 2 min di lettura | Pubblicato daRedazione Facile.it

Quando si stipula un'assicurazione, è fondamentale comprendere alcuni termini chiave come "scoperto", "franchigia" e le differenze tra questi due concetti. Questi termini determinano in quale misura l'assicurato è protetto e quanto dovrà pagare di tasca propria in caso di sinistro.

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Lo "scoperto" in assicurazione indica quella parte di danno che rimane a carico dell'assicurato in caso di sinistro. Ad esempio, se una polizza prevede uno "scoperto del 10% con un minimo di € 500", significa che in caso di danno, l'assicurato dovrà coprire il 10% del costo del danno stesso, ma non meno di 500 euro. Questo implica che per danni minori, l'assicurato potrebbe dover coprire l'intero costo, fino a raggiungere il limite minimo stabilito.

La "franchigia" è un concetto simile ma funziona in modo leggermente diverso. Rappresenta un importo fisso che l'assicurato deve pagare prima che l'assicurazione copra il resto del danno. Ad esempio, con una franchigia di 250 euro, in caso di danno, l'assicurato pagherà i primi 250 euro e l'assicurazione coprirà il resto fino al limite massimo della polizza.

La differenza principale tra scoperto e franchigia risiede nel modo in cui questi importi vengono applicati. Lo scoperto è una percentuale del danno, mentre la franchigia è un importo fisso. Entrambi servono a definire la parte di rischio che rimane a carico dell'assicurato.

Il minimo di scoperto è invece una cifra fissa che va comunque corrisposta in caso di rimborso per conto della compagnia assicurativa (ad esempio per l'assicurazione auto o per l'assicurazione moto), anche qualora il calcolo percentuale dello scoperto prefissato risulti ad esso inferiore. Nel caso in cui la polizza preveda sia lo scoperto che la franchigia, rimane a carico dell'assicurato l'importo più alto.

Capire la differenza tra "scoperto" e "franchigia" è cruciale per valutare correttamente il livello di copertura offerto da una polizza assicurativa. Inoltre, è importante notare che termini come "minimo non indennizzabile" o "minimo non rimborsabile" si riferiscono al fatto che esiste un limite sotto il quale l'assicurazione non coprirà il danno, lasciando all'assicurato l'onere totale della spesa.

Esempio di scoperto assicurativo

Per fare un esempio pratico, ipotizziamo di avere una franchigia di 500€ e uno scoperto pari al 10%. Se il sinistro prevede un risarcimento di 2.500 euro, il 10% calcolato sarà di 250 euro. In questo caso pertanto, essendo questa somma inferiore alla franchigia, sarà quest’ultima ad essere applicata dalla compagnia (500 euro "risparmiati" invece di 250). Al contrario, se il danno ammonta a 8.500 euro, la compagnia applicherebbe la percentuale di scoperto, in quanto il 10% corrisponderebbe a un ammontare superiore alla franchigia (850€ vs 500€).

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