Conto corrente: cos’è il codice SWIFT?

Se ne è sentito tanto parlare nelle scorse settimane per via delle sanzioni imposte dall’Europa e dagli Stati Uniti alla Russia con l’esclusione delle principali banche, appunto russe, dalla più importante rete di messaggistica finanziaria per le transazioni interbancarie internazionali oggi esistente al mondo. Stiamo parlando dello Swift, un sistema che consente agli istituti di credito di tutto il mondo di trasferire rapidamente il denaro e scambiarsi le informazioni per via elettronica. 

Swift ha un formato standardizzato grazie al quale banche situate in paesi diversi non possono essere confuse. I margini di errore sono quasi nulli e i pagamenti semplici e veloci.

Allora vediamo nello specifico di cosa si tratta e perché è così importante tanto da essere utilizzato da migliaia di istituzioni finanziarie in più di 200 Paesi per facilitare, appunto, i flussi di denaro transfrontalieri.

Un po' di storia…

La SWIFT, Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, è nata in Belgio nel 1973. Si tratta di una cooperativa di istituzioni finanziarie che è andata a sostituirsi al precedente Telex utilizzato per inviare comunicazioni scritte (che comportavano molteplici errori, ndr). 

Oggi, grazie allo Swift, le transazioni avvengono in modo sicuro perché questo sistema consente di verificare l’identità dell’istituto o dell’ente finanziario destinatario o mittente di un certo pagamento.

Proprio per questo è stato creato il codice Swift (conosciuto anche come codice BIC) che consente di effettuare pagamenti rapidi e sicuri. Quando si effettua una transazione estera, il codice Swift serve a verificare, appunto, l’identità della banca o dell’ente finanziario in questione. Si tratta di una misura di sicurezza perché fa sì che i soldi siano trasferiti sul giusto conto corrente.

Da non confondere con il più conosciuto codice Iban che possiede ogni conto corrente e in Italia ha 27 caratteri. Il codice Iban è stato sviluppato per rendere più semplici le transazioni economiche tra persone fisiche o piccole e medie imprese ed è obbligatorio dal gennaio 2008 per i bonifici in Italia e per quelli verso l’area Sepa (Single Euro Payment Area, cioè Area Unica dei pagamenti in Euro). 

Ma lo standard non è ancora ampiamente diffuso fuori dall’Europa, dove prevale invece Swift che, perciò, resta il meccanismo da optare per i bonifici internazionali.

Caratteristiche del codice Swift

Il codice Swift o BIC (Bank Identifier Code) contiene fra gli 8 e gli 11 caratteri, ognuno dei quali fornisce informazioni specifiche e verificabili, come la banca, il Paese d’origine o la specifica filiale. Dopo che le coordinate della banca sono state autenticate, sarà possibile effettuare il pagamento all’estero velocemente e in tutta sicurezza.

Ad ogni codice Swift corrisponde, dunque, una banca. Ma non immaginate che con questo sistema si scambi denaro vero e proprio. Tecnicamente ciò che avviene è uno scambio di messaggi con le relative istruzioni per il trasferimento dei fondi, che avviene invece attraverso altri circuiti, ad esempio Target in Europa. 

Come decifrare il formato del codice Swift

Composto sia da numeri che da lettere, il codice Swift ha, come detto, otto caratteri — oppure 11 se è indicata anche la filiale bancaria.

Nello specifico il codice Swift è composto da:

  • quattro lettere per il codice bancario. Tali lettere indicano l’ente finanziario che fornisce il servizio bancario: in parole povere, ad ogni codice Swift, corrisponde una banca.
  • Due lettere per il prefisso del Paese (‘IT’ nel caso dell’Italia, ‘FR’ per la Francia o ‘DE’ per la Germania).
  • Ancora, due lettere o due numeri per la località dove si trova la sede principale della banca;
  • tre cifre (opzionali) per la specifica filiale di riferimento, dove, cioè, è associato il conto corrente.

Queste ultime tre cifre possono anche non esserci o sono segnalate come XXX, in questi casi significa che si fa riferimento agli uffici centrali dell’istituto di credito.

Dove trovo il codice SWIFT/BIC?

Il codice Swift o BIC, come abbiamo già detto, serve in pratica per effettuare bonifici e pagamenti verso l'estero o quando, viceversa, si ricevono pagamenti dall'estero. 

Solitamente si ritrova direttamente nel contratto di conto corrente firmato con la banca. Ancora, si può trovare indicato anche negli estratti di conto corrente o nell’area personale del proprio home banking. 

Il codice BIC può essere ricavato anche attraverso un apposito strumento di ricerca, inserendo i dati relativi al Paese e alla sede della propria banca. In alcuni paesi come la Germania, procurarsi il codice BIC è ancora più facile, perché è riportato sulla carta di debito.

Esistono, comunque, anche dei siti internet che danno una mano ad identificare il codice Swift o BIC. Se si ha difficoltà a recuperarlo si può, comunque, richiedere direttamente alla propria banca o tramite il servizio clienti. 

Al contrario dell’Iban, dunque, che lo troviamo sempre segnalato nel contratto con l’istituto bancario e nella schermata online di gestione del conto, il codice Swift non sempre figura esplicitamente nell’elenco delle coordinate bancarie. E’, quindi, bene chiedere sempre, nel caso si debba fare un bonifico verso l’estero, al beneficiario Iban e BIC altrimenti il pagamento non potrà partire.

I codici Non-Swift BIC

Bisogna comunque fare attenzione. Anche se spesso parliamo indifferentemente di codici Bic e Swift. In ambito finanziario, ciò non è del tutto corretto. Esistono, infatti, dei codici Bic che non sono considerati codici Swift (i cosiddetti Non-Swift Bic appunto, ndr) proprio perché non sono direttamente collegati alla rete Swift per i pagamenti esteri. Principalmente vengono utilizzati per transazioni manuali e potrebbero essere non accettati da alcuni sistemi.

Per questo, quando si devono ricevere bonifici dall’estero, è bene richiedere al proprio istituto di credito uno Swift BIC connesso alla rete ( per esempio, per Intesa Sanpaolo è BCITITMM, per UnicreditBanca è UNCRITMM, per Deutsche Bank Italia è DEUTITMM). Per riconoscerli basterà guardare l’ultimo carattere, l’ottavo appunto: se è il numero 1 si tratta di un Bic non-Swift.

Concludendo, il codice Swift/BIC resta, comunque, una garanzia di sicurezza poiché comunica solo l’identità del mittente e del beneficiario, ma non serve a effettuare la transazione, rappresentando un metodo di gestione dei pagamenti internazionali estremamente sicuro.

pubblicato da il 6 aprile 2022

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Giornalista professionista, Giusy Iorlano è laureata in Scienze politiche presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma con una tesi in studi strategici.

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