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5 mag 2022 | 6 min di lettura | Pubblicato da Giusy I.

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Dopo il bonus mobili, il bonus tv, il bonus facciate, tanto per citarne alcuni, tra le varie agevolazioni per la casa delle quali si può beneficiare vi è anche il bonus risparmio idrico, meglio noto come "bonus rubinetti".

Le parole più adatte per comprendere lo scopo di questo bonus idrico sono sicuramente: antispreco, risparmio e sostenibilità.

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Cos’è il bonus idrico

Questa agevolazione, detta anche bonus rubinetti, è nata, come detto, per risparmiare acqua da rubinetti e sanitari, ormai obsoleti. Prevede un rimborso fino a mille euro proprio per sostituire i vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto, o ancora la rubinetteria, i soffioni e le colonne doccia con nuovi apparecchi a flusso d’acqua controllato.

Grazie a questo bonus, previsto già nella legge di Bilancio 2021 e prorogato ora fino al 2023, potrete trasformare il vostro vecchio bagno, con rubinetteria ormai usurata e poco performante dal punto di vista energetico, in un ambiente rinnovato e più sostenibile. Perché di sicuro nuovi rubinetti, nuovi sanitari significano anche risparmio sulla bolletta. Basta prendere ad esempio un vecchio sanitario che utilizza circa 12 litri di acqua per ogni scarico con un nuovo modello che di litri invece ne richiede circa la metà. E lo stesso vale per i rubinetti, i soffioni e le colonne doccia, i rubinetti a flusso d’acqua ridotto.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire come è possibile ottenere il rimborso previsto (senza limiti di ISEE) direttamente sul proprio conto corrente.

Le domande sono già partite lo scorso Febbraio e in meno di un mese sono state già effettuate oltre 12mila richieste sulla piattaforma istituita ad hoc dal Ministero per la Transizione Ecologica (www.bonusidricomite.it), per un totale di 10 milioni di euro già utilizzati. Dunque è bene, per chi ha effettuato spese dal 1 Gennaio 2021 al 31 Dicembre 2021 debitamente documentate, affrettarsi, perché il bonus sarà erogato in base all’ordine di arrivo delle richieste e fino a esaurimento dei fondi stanziati.

Come funziona

L’erogazione del bonus viene effettuata direttamente dal Ministero della Transizione Ecologica. Si può beneficiare del bonus per una sola volta e per un solo immobile per le spese sostenute dal 1° Gennaio 2021 al 31 Dicembre 2021, proprio per gli interventi di efficientamento idrico. Nei prossimi mesi verranno riaperte nuovamente le domande per gli anni successivi.

Va sottolineato che il bonus idrico non costituisce reddito per chi lo ottiene e non viene considerato ai fini ISEE.

A chi spetta

Possono usufruire del bonus idrico tutti i maggiorenni, residenti in Italia. Non vi sono limiti ISEE. Questi soggetti devono “essere titolari del diritto di proprietà o di altro diritto reale, nonché di diritti personali di godimento già registrati alla data di presentazione dell’istanza, su edifici esistenti, su parti di edifici esistenti o su singole unità immobiliari”, spiega il Mite.

In caso di cointestatari o titolari di diritto reale o personale di godimento, “è possibile richiedere il bonus solo previa dichiarazione di avvenuta comunicazione al proprietario o comproprietario dell’immobile della volontà di fruirne, che dovrà essere compilata sulla piattaforma anche con i dati del proprietario”.

La domanda può essere presentata per un solo immobile, per una sola volta e da un solo cointestatario o titolare di diritto reale o personale di godimento.

Quali sono i lavori che possono essere rimborsati?

Sono diversi gli interventi ai quali viene riconosciuto il bonus. Fra questi, si legge nelle Faq del Mite:

  • la sostituzione di vasi sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto;
  • la sostituzione di apparecchi di rubinetteria sanitaria, soffioni doccia e colonne doccia esistenti con nuovi apparecchi a limitazione di flusso d’acqua;
  • la fornitura e la posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico, compresi le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti.

Ancora, anche per la “fornitura e l’installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto, e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, compresi le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti”.

Cumulabilità

Il bonus idrico è alternativo e non cumulabile, sottolinea il ministero, “in relazione a medesime voci di spesa, con altre agevolazioni di natura fiscale relative alla fornitura, posa in opera e installazione degli stessi beni”.

Come si presenta la domanda

Per ottenere il rimborso i beneficiari devono presentare istanza registrandosi sulla piattaforma online www.bonusidricomite.it previa autenticazione che avverrà tramite Spid o con carta di identità elettronica. La compilazione dei dati deve avvenire entro e non oltre 30 minuti e deve contenere le seguenti informazioni:

  • nome, cognome, codice fiscale del beneficiario;
  • la quantità del bene e le specifiche della posa in opera o installazione delle opere;
  • la spesa sostenuta per la quale si richiede il rimborso;
  • le specifiche tecniche, per ogni bene sostituito da apparecchi a limitazione di flusso d’acqua, oltre alla specifica della portata massima d’acqua (in l/min) del prodotto acquistato.
  • l’identificativo catastale dell’immobile (Comune, Sezione, Sezione Urbana, Foglio, Particella, Subalterno) per cui è stata presentata istanza di rimborso.
  • la dichiarazione che attesti di non avere fruito di altre agevolazioni fiscali per le stesse spese;
  • le coordinate del conto corrente bancario o postale (IBAN) del beneficiario su cui accreditare il rimborso;
  • il titolo giuridico per il quale si richiede il bonus (proprietario, cointestatario, locatario, usufruttuario ecc.);
  • l’attestazione del richiedente se non è proprietario o comproprietario degli estremi del contratto da cui trae titolo;
  • la dichiarazione di comunicazione al cointestatario o proprietario, del quale viene indicato nome, cognome e codice fiscale, della volontà di fruire del bonus.

Alla domanda di rimborso va anche allegata la copia della fattura elettronica o del documento commerciale in cui sia riportato il codice fiscale di chi richiede il credito. Per chi, invece, non è tenuto ad emettere fattura elettronica, sarà considerata valida anche l’emissione di una fattura o di un documento commerciale che comunque attesti l’acquisto del bene, oltre una copia del versamento bancario o postale insieme alla documentazione del venditore che attesti che la transazione riguarda lo specifico prodotto acquistato.

Il Mite ricorda che l’inserimento dei dati e degli allegati deve essere completato entro 30 minuti, mentre nelle tre ore successive all’invio della domanda sarà possibile rettificare eventualmente i dati e i documenti già inseriti. In caso di domanda incompleta o priva degli allegati richiesti, il rimborso sarà escluso.

Le domande di rimborso, correttamente compilate e corredate di tutta la documentazione richiesta, sono ammesse fino ad esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.

Esclusione dal rimborso e sanzioni

Il rimborso non sarà erogato se la richiesta risulterà incompleta di informazioni o degli allegati obbligatori.

Il Ministero della Transizione Ecologica, inoltre, vigila sul corretto funzionamento dell’erogazione del bonus e può intervenire in caso di eventuali usi difformi o di violazioni delle norme previste revocando e recuperando il bonus già erogato, oltre alle sanzioni previste dalla normativa.

Autore
giusy-iorlano

Giornalista professionista, Giusy Iorlano è laureata in Scienze politiche presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma con una tesi in studi strategici.

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