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Pubblicato il 28-05-2025 | Aggiornato il 28-05-2025 | 3 min di lettura | Pubblicato da
Linda Montemurro
Linda Montemurro
persona ricarica auto elettrica

Rivoluzione per la mobilità elettrica: i curb charger, innovativi dispositivi integrati nei marciapiedi per la ricarica delle auto direttamente a bordo strada. Dalla Germania un’idea che potrebbe rappresentare la soluzione perfetta per le città congestionate. E in Italia? Sebbene il numero delle colonnine pubbliche stia crescendo, manca ancora una diffusione capillare, soprattutto nei centri urbani più densi, dove installare infrastrutture ingombranti è spesso complesso. 

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Cos’è il curb charger e perché può cambiare tutto

Il curb charger è un dispositivo di ricarica per veicoli elettrici integrato direttamente nel cordolo del marciapiede. Sviluppato dalla tedesca Rheinmetall AG in collaborazione con il gestore di infrastrutture TankE GmbH, è stato installato in via sperimentale in quattro punti della città di Colonia, in Germania. A differenza delle tradizionali colonnine, non ingombra lo spazio urbano, non altera il paesaggio cittadino e non richiede interventi strutturali invasivi. Basta parcheggiare l’auto, collegare il cavo e avviare la ricarica. Il tutto in modo semplice, sicuro e immediato.

Design integrato e funzionalità avanzate

Il vero punto di forza dei curb charger è il loro design discreto e robusto: tutta l’elettronica è inserita nel cordolo in cemento, rendendo il sistema praticamente invisibile, ma allo stesso tempo resistente alle intemperie e agli atti vandalici. Ogni dispositivo può erogare fino a 22 kW di potenza in corrente alternata e dispone di connettività 4G, oltre a sistemi di riscaldamento e raffreddamento interni, che ne garantiscono l’operatività anche in caso di pioggia, neve o gelo.

Non solo: in caso di guasto, il modulo di ricarica può essere sostituito rapidamente, riducendo al minimo i costi di manutenzione e garantendo una disponibilità operativa del 99%.

Test superato: oltre 2.800 ricariche in un anno

Durante la sperimentazione annuale, i dispositivi hanno effettuato più di 2.800 cicli di ricarica, per un totale di oltre 50 MWh di energia distribuita. Ogni sessione ha avuto una media di 19 kWh, equivalenti a circa 120 chilometri di autonomia. Un dato rilevante per chi utilizza l’auto elettrica per gli spostamenti quotidiani.

Anche i feedback degli utenti sono stati molto positivi: il servizio ha ricevuto una valutazione media di 4,38 su 5, con particolare apprezzamento da parte degli over 60, che hanno trovato l’interfaccia semplice e comoda da usare.

Una tecnologia che serve anche in Italia

L’esperienza di Colonia dimostra che esistono soluzioni concrete per espandere la ricarica urbana senza sacrificare spazio e vivibilità. E mentre in Germania si pensa già alla produzione in serie, in Italia la situazione è ancora a macchia di leopardo. Ci sono oltre 50.000 punti di ricarica pubblici, ma la maggior parte si concentra in poche regioni (come Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna), lasciando ampie aree urbane e periferiche ancora prive di infrastrutture adeguate.

L’adozione di curb charger in Italia potrebbe rappresentare un salto di qualità, in particolare per i centri storici, dove la ricarica domestica è complicata e le colonnine tradizionali sono difficili da installare. Una tecnologia salvaspazio, sicura e praticamente invisibile sarebbe l’ideale per accompagnare la transizione elettrica anche nelle nostre città.

La ricarica urbana più semplice è possibile

Con i curb charger, la ricarica elettrica si fonde con l’arredo urbano, senza creare ostacoli o impattare sull’ambiente. Questo approccio potrebbe spingere più persone a scegliere l’auto elettrica, rendendo il processo di rifornimento più naturale e quotidiano. L’auspicio è che, sull’esempio tedesco, anche le amministrazioni italiane decidano di investire in soluzioni intelligenti e realmente sostenibili per la mobilità del futuro.

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