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Risparmio energetico e detrazioni fiscali: guida pratica agli interventi sulla casa

Risparmio energetico e detrazioni fiscali: guida pratica agli interventi sulla casa

Le case degli italiani hanno spesso qualche decennio di vita e sono costruiti con materiali e tecniche non sempre ottimali dal punto di vista energetico. Per chi volesse investire nel miglioramento dell’efficienza della propria casa, è possibile accedere ad agevolazioni fiscali piuttosto consistenti.


Agevolazioni: cosa sono

L’agevolazione per il risparmio energetico è data sotto forma di detrazione fiscale relativa alle spese sostenute per ridurre i consumi energetici degli edifici esistenti. In pratica, la legge individua una serie di interventi che consentono di risparmiare energia e restituisce sotto forma di bonus fiscale una parte della spesa sostenuta, fissando per ogni intervento un tetto massimo di spesa.
 

da sapere

Quali sono le detrazioni attualmente previste?

La detrazione fiscale sull’IRPEF per le spese sostenute entro la fine del 2015 consente di recuperare una somma pari al 65% di quanto speso. La detrazione è suddivisa in 10 rate annuali. Dal 2016, l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale (del 36%) prevista per le spese relative alle ristrutturazioni edilizie.


Chi ne ha diritto e per quali edifici

Possono accedere alle detrazioni sia i proprietari degli immobili, sia gli inquilini. Oltre che sulle singole unità immobiliari, è possibile intervenire anche sulle parti comuni di un edificio o sull’edificio nella sua interezza, ripartendo poi tra i condómini. Per gli interventi di riqualificazione, occorre che l’edificio sia esistente e che sia energeticamente inefficiente, ossia che sia al di sotto di alcuni valori di riferimento fissati per legge. Per alcuni interventi, inoltre, è necessario che gli edifici abbiano specifici requisiti, come per esempio quello di essere già dotati di un impianto di riscaldamento. Nel caso in cui, oltre ai lavori di ristrutturazione, si provveda anche un ampliamento dell’immobile, la detrazione spetta solo per le spese che riguardano la parte già esistente prima dei lavori.
 

Le detrazioni sono compatibili con altre agevolazioni?

La detrazione d’imposta non è cumulabile con le agevolazioni fiscali previste per gli stessi interventi sulla base di altre disposizioni di legge nazionali.

In particolare, se un lavoro di ristrutturazione ha le caratteristiche per rientrare sia nelle agevolazioni per il risparmio energetico sia in quelle per le semplici ristrutturazioni edilizie, occorre scegliere solo una categoria per presentare domanda. Potendo scegliere, fino alla fine del 2015 conviene optare per le più ricche agevolazioni per il risparmio energetico (65% anziché 50%), mentre dal 2016 saranno equivalenti (36%).

 

Quali tipi di intervento sono detraibili?

La legge prevede molti tipi di intervento detraibili, purché consentano all’edificio esistente (e inefficiente) di consumare meno. Il tetto massimo degli interventi per la riduzione del fabbisogno di riscaldamento invernale è di 100.000 euro per ogni immobile. All’interno di questo totale, fino a 60.000 euro possono essere dedicati all’involucro degli edifici, costituito per esempio da pareti coibentare, o finestre e infissi da sostituire. Fino a 30.000 euro possono invece essere spesi per la sostituzione dell’impianto di riscaldamento tradizionale con una caldaia a condensazione, con una caldaia a biomasse o con una pompa di calore.

Oltre i 100.000 euro, puoi detrarre gli interventi che non incidono sulla climatizzazione invernale, come le spese fino 60.000 euro per pannelli solari per produrre acqua calda.



Quali tipi di spese sono detraibili?

In generale, è possibile detrarre tutti i costi relativi all’intervento di risparmio energetico, sia in fase di progettazione e di acquisizione delle certificazioni, sia in fase di realizzazione dei lavori edili. Per quanto riguarda i lavori, oltre ai materiali e alla posa, è possibile detrarre anche tutte le opere murarie collegate e i costi di smaltimento dei detriti. Per l’installazione di impianti, come una pompa di calore o una caldaia, oltre agli apparecchi si possono detrarre anche tutte le spese relative alla realizzazione dell’impianto.


Pagamenti: come effettuarli

I pagamenti devono essere effettuati esclusivamente per mezzo di bonifico bancario o postale. Affinché siano validi per la detrazione, nel modello di versamento devono essere indicati la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è effettuato il bonifico (la ditta o il professionista che ha effettuato i lavori, come da fattura o ricevuta).


I documenti necessari

Per fruire dell’agevolazione fiscale non è necessario effettuare alcuna comunicazione preventiva. Entro il termine di 90 giorni dalla fine dei lavori occorre invece trasmettere all’ENEA copia dell’Attestato di prestazione energetica dell’edificio e copia della scheda informativa relativa agli interventi realizzati. La data di fine lavori, dalla quale decorre il termine per l’invio della documentazione all’ENEA, coincide con il giorno del cosiddetto “collaudo” e non con la data in cui si effettuano i bonifici.

Se i lavori non sono ultimati, puoi fare ugualmente richiesta della detrazione relativa ai pagamenti già effettuati, dichiarando che i lavori sono ancora in corso.


Quali documenti conservare

In vista di eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle entrate, occorre conservare tutta la documentazione relativa ai lavori. In particolare, possono essere richiesti: il certificato di asseverazione redatto da un tecnico abilitato, la ricevuta di invio all’Enea (tramite internet o raccomandata postale) della documentazione a fine lavori, le fatture o le ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi, la ricevuta dei bonifici bancari o postali attraverso cui sono stati effettuati i pagamenti. In caso di interventi su parti comuni di edifici, possono essere richiesti anche la copia della delibera assembleare e quella della tabella millesimale di ripartizione delle spese. Se i lavori sono effettuati da un inquilino, infine, può anche essere richiesta la dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario dell’immobile.

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