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Interessi bancari: cosa sono e come calcolarli

due persone controllano grafici finanziari

Le 3 cose da sapere

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    Gli interessi attivi sono pagati dalla banca sui depositi.

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    Gli interessi attivi sono pagati dalla banca sui depositi.

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    Gli interessi passivi sono quelli che il cliente paga per mutui o prestiti.

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    Gli interessi passivi sono quelli che il cliente paga per mutui o prestiti.

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    Confrontare conti correnti e depositi aiuta a valutare rendimento, vincoli e costi.

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    Confrontare conti correnti e depositi aiuta a valutare rendimento, vincoli e costi.

Depositare denaro in banca non è solo questione di sicurezza, ma anche di rendimento. Gli interessi bancari rappresentano la remunerazione per chi lascia il denaro sul conto, permettendo di ottenere una piccola rendita senza rischi. In questa guida vedremo come funzionano, le differenze tra interessi attivi e passivi e come calcolarli in modo corretto.

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Sommario

Cosa sono gli interessi bancari

Gli interessi bancari costituiscono la remunerazione del capitale depositato presso un istituto di credito. Dal punto di vista del correntista rappresentano un piccolo guadagno derivante dal lasciare la liquidità a disposizione della banca. Per l’istituto bancario, invece, gli interessi sono il costo sostenuto per poter utilizzare quei fondi a fini di prestito o investimento.

Depositare denaro significa quindi mettere capitale a disposizione della banca, ottenendo in cambio un rendimento proporzionato alla somma depositata e alla durata del deposito.

Attivi e passivi: i tipi di interessi

Gli interessi bancari si suddividono in attivi e passivi, a seconda del ruolo del cliente e della banca.

Interessi attivi

Gli interessi attivi sono quelli che la banca corrisponde al correntista per il denaro depositato su conti correnti o conti deposito.
Si esprimono generalmente come percentuale annua sul capitale e rappresentano il guadagno ottenuto per aver messo a disposizione i propri fondi. Questi interessi sono influenzati dalla tipologia di conto, dalla durata del deposito e dall’eventuale vincolo scelto.

Interessi passivi

Gli interessi passivi sono quelli che il cliente deve pagare alla banca per mutui, prestiti o finanziamenti. Questi si calcolano mediante parametri come il TAN (Tasso Annuo Nominale) e il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), che indicano rispettivamente il costo del prestito e il costo complessivo del credito, includendo eventuali spese accessorie.

Come calcolare gli interessi su conti correnti e conti deposito

Il calcolo degli interessi può variare in base alla modalità di applicazione:

  • interesse semplice: la percentuale viene applicata sul capitale iniziale alla fine del periodo considerato;
  • interesse composto: gli interessi maturati si aggiungono al capitale, generando nuovi interessi, con un effetto cumulativo nel tempo.

Nei conti deposito, è importante distinguere tra conti liberi e vincolati. Nei conti liberi il tasso applicato rimane costante, indipendentemente dalla durata del deposito. Nei conti vincolati, invece, il tasso cresce in base al periodo di vincolo, offrendo generalmente una remunerazione maggiore per durate più lunghe.

Per un calcolo corretto del rendimento, occorre anche sottrarre eventuali spese o imposte, in modo da ottenere l’interesse netto effettivo.

Calcolo pratico degli interessi

Una formula semplice per determinare l’interesse su un deposito è la seguente:

Interesse = (Capitale depositato × Tasso di interesse annuo × Tempo in giorni) / 36500

Esempi pratici

  • Su un conto deposito vincolato con tasso dell’1,5% annuo, un capitale di 1000 euro depositato per due anni produce un interesse lordo di 30 euro.
  • Su un conto corrente allo 0,5% annuo, lo stesso capitale genererebbe 5 euro all’anno.

Questo tipo di calcolo permette di confrontare il rendimento tra diversi conti, valutando la convenienza effettiva di ciascuna offerta.

Consigli pratici per confrontare gli interessi

Per valutare un conto corrente o un conto deposito è utile considerare insieme diversi fattori:

  • il tipo di interesse (semplice o composto) e la frequenza di capitalizzazione;
  • eventuali vincoli sul deposito e flessibilità di prelievo;
  • spese e imposte associate al conto;
  • solidità dell’istituto di credito.
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19 gen 2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da Linda Montemurro

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