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Furto dell'auto e assicurazione: come e quando avvisare la compagnia assicurativa

Pubblicato il 01-10-2019 | Aggiornato il 27-01-2026 | 5 min di lettura | Pubblicato da
foto Giusy Iorlano
Giusy Iorlano
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Subire il furto dell’auto oltre ad essere una situazione davvero spiacevole comporta diversi adempimenti burocratici, presso le forze dell’ordine, gli uffici del Pubblico Registro Automobilistico (Pra) e la compagnia assicurativa.

In questi casi gli automobilisti fanno spesso confusione in merito alla procedura da seguire per l’assicurazione del veicolo.

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Cerchiamo, dunque, di capire quali sono i tempi e le modalità della segnalazione presso la compagnia con cui si è assicurata la vettura, in modo da avviare quanto prima la pratica per ottenere il risarcimento. Sempre ammesso che la vettura risulti coperta dalla garanzia furto e incendio. Una garanzia accessoria, quindi facoltativa, che ogni proprietario di automobile può aggiungere a sua discrezione alla RC auto obbligatoria, ovviamente prima che avvenga il furto (altrimenti non gli è dovuto alcun indennizzo).

Cosa fare dopo aver scoperto il furto dell’auto

La prima cosa da fare dopo l’amara scoperta del furto dell’auto consiste nello sporgere denuncia presso le forze dell’ordine.

Nella denuncia vanno indicati con estrema chiarezza il tipo di modello, la targa, eventuali caratteristiche che possano facilitarne l’individuazione (per esempio un fanale rotto, un graffio sulla portiera, ecc.), il luogo e l’orario approssimativo in cui si è verificato il furto e, se possibile, la dinamica degli eventi.

Se all’interno del veicolo rubato c’erano il libretto di circolazione e il certificato di proprietà, bisogna denunciare anche il furto di questi documenti. Ottenuta una copia della denuncia, l’automobilista deve comunicare agli uffici del Pra la ‘perdita del possesso’ dell’auto: sarà necessaria la denuncia resa alle autorità in originale o in copia conforme oppure fare un’autocertificazione di resa denuncia.

Se il furto è avvenuto all’estero, la denuncia deve essere legalizzata dal rappresentante diplomatico o consolare italiano nel Paese in cui è stata rubata la macchina e si dovrà allegare la traduzione certificata dalla rappresentanza diplomatica o consolare o da un traduttore ufficiale.

Oltre alla denuncia, bisogna presentare al Pra:

  • un documento di identità del proprietario del veicolo;
  • il certificato di proprietà cartaceo o la ricevuta di quello digitale. Se il certificato è stato rubato insieme all’auto occorre precisarlo sulla denuncia alle autorità. Se, invece, è stato smarrito, bisogna allegare la relativa denuncia di smarrimento.

Se la pratica non viene fatta di persona, chi se ne occuperà deve presentare il proprio documento di identità e la delega firmata.

Il costo della pratica

Per la pratica di perdita di possesso bisognerà pagare 32 euro nel caso in cui si possiede il certificato di proprietà cartaceo o la ricevuta di quello digitale, oppure 48 euro se al posto del certificato di proprietà si deve compilare e presentare il modello NP3B che forniscono lo stesso Pra o la Motorizzazione Civile o che si trova sul sito dell’Aci.

Solo dopo questi passaggi si può pensare all’assicurazione.

Quando e come avvisare l’assicurazione

La comunicazione del furto alla compagnia assicurativa va presentata entro tre giorni dall’evento, di persona oppure tramite raccomandata A/R. Alcune compagnie, specie quelle online, mettono a disposizione un form sul proprio sito internet per notificare il furto.

Normalmente l’assicurazione richiede:

  • La copia della denuncia del furto alle autorità;
  • Il nuovo certificato di proprietà rilasciato dal Pra, su cui risulterà registrata la perdita di possesso. Questo, è un passaggio necessario soprattutto per non pagare il bollo auto dal momento in cui è stata presentata la denuncia a Polizia o Carabinieri.
  • L’estratto cronologico del veicolo: non sempre viene richiesto, ma se questo fosse il caso si può chiedere al Pra insieme alla pratica di perdita di possesso.
  • Su richiesta, le chiavi di scorta del veicolo, per dimostrare che il furto non è avvenuto per colpa o disattenzione del proprietario dell’auto. Molte compagnie, infatti, applicano una clausola speciale all’interno dei contratti, che in caso di “agevolazione al furto” le sollevano dal dover rimborsare l’assicurato.
  • Ai fini del risarcimento è necessario poi inoltrare anche il certificato di ‘chiusura inchiesta’ rilasciato dalla Procura della Repubblica del luogo in cui è stato notificato il furto, con cui le forze dell’ordine dichiarano il mancato ritrovamento del veicolo rubato. Tale documento può essere richiesto al proprio avvocato o presso la cancelleria del Tribunale.

Calcolo e tempi del risarcimento

Una volta ricevuta la documentazione attestante il furto, la compagnia assicuratrice provvederà alla chiusura della polizza dalla data di denuncia e, nel caso sussistano le condizioni, a liquidare il danno. Non esiste una disposizione di legge che disciplina le tempistiche del risarcimento in caso di furto di un veicolo, per cui è difficile calcolare i tempi d’erogazione dell’indennizzo. Diciamo che, se tutto procede bene e non ci sono intoppi, la liquidazione del danno può avvenire entro un mese dalla segnalazione del furto.

Per calcolare l’importo dell’indennizzo la maggior parte delle compagnie di assicurazione fa riferimento al valore commerciale del veicolo, ma conviene sempre verificare il contratto di polizza per avere maggiori dettagli.

L’indennizzo, comunque, non copre quasi mai il costo della vettura nuova (a meno che il furto sia avvenuto subito dopo l’immatricolazione e comunque non oltre sei mesi).

In genere le assicurazioni tengono conto del valore dell’auto al momento della sparizione, applicando una percentuale di deprezzamento per ogni anno di vita della vettura. Inoltre nel calcolo dell’indennizzo si tiene conto di altri fattori come l’eventuale presenza di massimali, franchigie e scoperti.

Cosa fare se la vettura viene ritrovata

Nel caso in cui la vettura venga ritrovata a procedura di liquidazione in corso, oppure già eseguita, bisogna darne tempestiva segnalazione e procedere a seconda delle circostanze.

Se il rimborso non è stato ancora rilasciato si può comunque ricevere un indennizzo, che viene ricalcolato in base ai danni eventualmente subiti dall’auto.

Se invece il risarcimento è stato già pagato, si può scegliere se vendere il veicolo tramite la compagnia; oppure rientrarne in possesso, dopo aver sbrigato le formalità necessarie, restituendo l’indennizzo ricevuto alla compagnia stessa.

Autore
foto Giusy Iorlano

Giusy Iorlano è giornalista professionista. Laureata presso la Luiss Guido Carli di Roma.

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