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In arrivo le multe via Pec: c’è il rischio di costi in aumento?

Pubblicato il 03-08-2023 | Aggiornato il 26-05-2026 | 2 min di lettura | Pubblicato da
marco brando
Marco Brando
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Dal 6 luglio 2023 è attivo in Italia l'Inad, l’Indice Nazionale dei Domicili Digitali: permette a tutti di ricevere comunicazioni ufficiali della Pubblica Amministrazione (come rimborsi fiscali e contravvenzioni) nella casella di posta elettronica certificata (Pec), che molti hanno già e altri potranno attivare facilmente. 

Tuttavia, per quel che riguarda le multe stradali, si rischia di andare incontro a costi maggiorati.  

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Rischio di contraccolpi

Lo sostiene da alcuni mesi l’AGCM - Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato (detta anche Antitrust). Il rischio è stato confermato dall’associazione dei consumatori Codacons

L’Inad è una soluzione importante per ridurre i costi e i tempi della burocrazia a carico dei cittadini, perché elimina le raccomandate cartacee tradizionali sostituendole con uno strumento che ha un analogo valore legale; tuttavia bisogna stare attenti a quello che faranno le società che gestiscono la Pec e  gli enti pubblici, per evitare contraccolpi economici negativi.

Posta certificata indispensabile

Secondo il Codacons, l'introduzione di Inad (cui si può aderire sul sito Domiciliodigitale.gov.it ) potrebbe far aumentare il numero di cittadini che ricorreranno alla Pec. 

In Italia è utilizzata per ora da circa 14,4 milioni di persone, presto saranno molte di più. Perché? L’adesione all’Inad in teoria è volontaria, ma entro il 2024 gli enti pubblici potranno inviare solo comunicazioni digitali, cosicché di fatto sarà indispensabile avere una Pec.

Occhio ai Comuni e al costo della Pec

C’è un primo rischio teorico: i Comuni e altri enti locali saranno privati dei ricavi provenienti dalle spese postali addebitate ai cittadini per l'invio di sanzioni stradali tramite la posta tradizionale; potrebbero essere tentati di compensare i soldi incassati in meno aumentando altre tariffe di accertamento, come l'Antitrust ha rilevato già nel 2022. 

Inoltre si rischia che le società che offrono servizi di posta elettronica certificata possano aumentare i costi per l'attivazione delle caselle Pec, di fronte all'aumento notevole delle richieste.

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