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Come funziona il riscatto della polizza vita

pubblicato da il 19 aprile 2019
Come funziona il riscatto della polizza vita

Prima o poi capita a qualsiasi sottoscrittore di chiedersi come funziona il riscatto della polizza vita. Questo perché non sono rari i casi in cui l’assicurato, per improvvise sofferenze finanziarie o per forti spese non previste, possa aver bisogno di riprendersi il denaro accantonato. Diciamo però subito che il 'recupero' non è semplice e in alcuni casi addirittura impossibile. Dipende sempre dai termini pattuiti nel contratto.

La polizza vita, che può essere caso vita, caso morte o mista, è un'assicurazione di tipo previdenziale che viene stipulata per garantirsi in vecchiaia un'integrazione della pensione pubblica o una rendita vitalizia (caso vita), oppure per tutelare economicamente i propri famigliari nella malaugurata eventualità di passare a miglior vita (caso morte). Il meccanismo è semplice: mese per mese si mette da parte una certa cifra la cui somma, alla naturale scadenza del contratto o al verificarsi del luttuoso evento, viene liquidata al beneficiario.

Il riscatto della polizza vita prevede invece la restituzione della somma accumulata prima della scadenza temporale della polizza stessa, a prescindere dal verificarsi o meno dell’evento per la quale era stata stipulata. Ma si può fare una cosa del genere?

Diciamo che sì, si può fare. Ma pensare di riscattare una polizza vita in un qualunque momento senza incorrere in penali o senza subire una significativa sforbiciata degli importi fin lì versati, è quanto meno velleitario. Ci sono poi alcune compagnie assicurative che negano persino questa ipotesi. Per questo motivo, prima di sottoscrivere una qualsiasi assicurazione sulla vita, si consiglia di leggere con estrema attenzione le clausole di recesso (anticipiamo che le polizze caso morte non ammettono il riscatto anticipato).

Fatta questa doverosa premessa, vediamo come funziona il riscatto della polizza vita nei casi previsti. Innanzitutto è molto raro che il riscatto possa esercitarsi nei primi tre anni del piano di accumulo. Trascorso questo limite, e se i termini del contratto lo consentono, si può fare richiesta scritta alla propria compagnia spiegando espressamente le motivazioni. Come detto, in caso di accettazione la somma restituita non sarà mai quella totale, ma 'depurata' da penali e sanzioni (variabili). Per questo prima di procedere è meglio chiedere un preventivo di riscatto per valutarne appieno la convenienza.

Chiudiamo ricordando che esiste pure il riscatto parziale, quando la richiesta riguarda solo una parte del capitale accumulato, e che la sospensione del versamento delle quote (nel caso in cui la situazione economica personale non consenta di rispettare le scadenze mensili) può rappresentare una più che valida alternativa, sicuramente meno costosa.

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