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Quali tipi di conto corrente vanno inseriti nell'Isee

Uno strumento con il quale ormai numerose famiglie italiane hanno imparato a fare i conti, almeno una volta all’anno, è la dichiarazione Isee (Indicatore di situazione economica, ndr), o dichiarazione sostitutiva unica Dsu.

Indispensabile per calcolare l’indicatore Isee, necessario per accedere a numerose agevolazioni di carattere pubblico, dalla mensa scolastica al reddito di cittadinanza, passando per le tasse universitarie, l’Isee spesso risulta essere un modello complesso da compilare.

Non basta, infatti, dichiarare soltanto i redditi dei vari componenti familiari ma vanno inseriti anche altri dati quali: i patrimoni posseduti, sia mobiliare che immobiliare, le auto, le moto o le imbarcazioni, se si ha un mutuo a carico, un affitto, la composizione del nucleo familiare, l’eventuale presenza di un disabile in famiglia, i dati catastali dell’abitazione, etc.

Dalla somma dei redditi e di tutti gli altri possedimenti si otterrà, così, l’Isee del nucleo familiare che ne misura la ricchezza.

L'Isee può essere presentato o attraverso il Caf o in maniera autonoma accedendo, dopo aver inserito le proprie credenziali, al portale dell’Inps.

Ciò che approfondiremo oggi sarà la parte relativa al patrimonio mobiliare, e quindi i dati da inserire nella richiesta relativi al conto corrente.

Rispetto agli anni scorsi quando, infatti, bastava inserire il saldo al 31 dicembre dell’anno precedente oggi è necessario indicare la giacenza media al secondo anno precedente. E questa è stata una scelta voluta per evitare alcuni comportamenti ‘scorretti’ che avevano preso sempre più piede tra tanti correntisti che ‘svuotavano’ il conto a fine anno per far risultare l’assenza di depositi.

La giacenza media annua del conto corrente

È proprio questo valore quello ad essere preso in considerazione ai fini Isee se superiore al saldo attivo al 31 dicembre.

Se invece, ad esempio durante l’anno c’è stato l’acquisto di un immobile o comunque un incremento del patrimonio mobiliare, e la giacenza media risulta essere superiore al saldo, è normalmente il saldo ad essere considerato ai fini dell’ammontare del patrimonio mobiliare.

Conto corrente cointestato

Se il conto corrente è cointestato ai fini del calcolo Isee saldo e giacenza media da considerare devono essere pari alla metà.
Questo significa che, in fase di compilazione del modello Isee, gli importi devono essere divisi per due, dunque al 50%, e va inserita solo la quota di spettanza.
Se, invece, i cointestatari sono tre la quota che dovrà essere inserita sarà pari al 33,3% e così via.

Il calcolo Isee 2021 ai fini della valutazione della ricchezza di una famiglia considera, dunque, saldi e giacenze di conti correnti di tutti i membri del nucleo familiare. E questo è uno dei motivi per cui spesso si decide di avere un conto corrente cointestato, proprio per abbassare l’Isee.

Quali tipi di conto corrente inserire

Nell’Isee, quadro FC, oltre al classico conto corrente vanno inseriti anche eventuali depositi e i conti correnti postali. Non solo, vanno inclusi anche i conti bancari transitori, i conti di pagamento, i conti vincolati e liberi e i libretti al portatore e nominativi.

Lo stesso vale per le carte prepagate ricaricabili con Iban, che, appunto, hanno alcune funzioni come un conto corrente. Queste vanno inserite nel quadro FC2, indicando il saldo al 31 dicembre del secondo anno precedente.

Con il codice 99, nella sezione II, vanno indicate anche le carte prepagate senza Iban.

Conto corrente con saldo negativo

Come regolarsi nel caso di conto corrente con saldo contabile negativo? Va comunque inserito nel patrimonio mobiliare?

C'è da dire che ai fini della dichiarazione Isee il saldo negativo è da considerarsi con valore zero, e non può essere compensato con i saldi attivi di altri conti. È comunque necessario inserirlo, con importo "zero" nel quadro FC2 Sezione I nel campo "saldo al 31.12", indicando comunque la giacenza media.

Conto corrente estero

Come si deve inserire un conto corrente estero nel quadro del patrimonio mobiliare?

Il conto corrente estero va inserito nel quadro Isee FC2 Sezione I, indicando il codice 01 e come identificativo rapporto "E". La giacenza media va indicata a zero.

Come si calcola la giacenza media?

La giacenza media annua non è altro che la media degli importi a credito del correntista nell’arco dell’anno (o di un periodo inferiore, da ragguagliare su base annua).

Il calcolo della giacenza media viene effettuato dividendo la somma delle giacenze giornaliere per 365, o per 366 in caso di anno bisestile, anche se il conto non è stato aperto per l’intero anno.

Se infatti il conto corrente è stato chiuso nell’anno di riferimento va comunque dichiarato compilando la riga del quadro FC2 sezione I: deve essere inserita la giacenza media calcolata dalla banca, mentre nel campo "saldo al 31.12" bisogna lasciare l’importo a zero e nel campo "data fine" si deve indicare la data di chiusura del conto corrente.

Conto corrente pignorato

Il conto corrente pignorato in seguito a provvedimento dell’autorità giudiziaria deve essere dichiarato a fini Isee?

Sì, anche il conto corrente pignorato va dichiarato nel quadro FC2 Sezione I della Dsu, indicando il saldo al 31.12 e la giacenza media annua.
E questo perchè ai fini Isee non importa che il titolare del conto non possa disporre liberamente delle somme depositate, in quanto si parla di patrimonio posseduto e non di patrimonio disponibile.

Quanto incide il conto corrente sull’Isee?

In realtà il totale del patrimonio mobiliare, non solo del conto corrente, pesa sulla dichiarazione Isee solo per il 20% (contro l’80% dei redditi assoggettati ad Irpef).

Inoltre, dal valore del patrimonio mobiliare, si detrae una franchigia di seimila euro, aumentata di duemila euro per ogni componente del nucleo familiare, oltre al dichiarante, e di mille euro per ogni figlio successivo al secondo, sino a un tetto massimo di diecimila euro.

Quanto incide il conto corrente sul Reddito di cittadinanza?

Il totale del patrimonio mobiliare, non solo del conto corrente, al contrario di quanto detto per l'Isee incide, e anche molto, sul diritto al Reddito di cittadinanza e alla Pensione di cittadinanza. Hanno diritto al sussidio, infatti, solo coloro che possiedono un patrimonio mobiliare familiare (conti, titoli, carte prepagate, depositi, obbligazioni, libretti, partecipazioni, etc) non superiore a seimila euro; questa soglia è incrementata di duemila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di diecimila euro, incrementati di altri mille euro per ogni figlio successivo al secondo. I massimali sono ulteriormente incrementati di ciqnuemila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee, e di 7500 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.

Cosa succede se il conto corrente non viene dichiarato?

Come abbiamo visto il conto corrente se non supera un determinato importo non condiziona il livello dell'Isee. Ma la mancata o l'erronea indicazione di uno o più conti correnti all'interno della dichiarazione Isee può portare a conseguenze penali per falsa dichiarazione e ad eventuali sanzioni in caso di indebita fruizione di agevolazioni che non spettavano.

L'Inps e l'Agenzia delle Entrate effettuano, infatti, diverse verifiche fiscali su conti correnti e Isee per stanare i 'furbetti' delle false dichiarazioni che percepiscono i diversi sussidi economici previsti dal governo.

Gli accertamenti del fisco vengono effettuati proprio sui conti correnti di chi ha presentato l'Isee, ma anche sui libretti postali o sui depositi, andando a controllare proprio il saldo o la giacenza media.

In caso di sanzione di solito si dovrà corrispondere un importo pari a tre volte l'agevolazione ricevuta.

Il consiglio è, dunque, di verificare che le informazioni inserite nel modello Isee siano corrette e, in caso di eventuali errori, rettificarli tempestivamente presentando una dichiarazione Isee integrativa, questa volta corretta, ma soprattutto completa anche dei dati assenti nella precedente dichiarazione.

pubblicato da il 10 giugno 2021

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Giornalista professionista, Giusy Iorlano è laureata in Scienze politiche presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma con una tesi in studi strategici.

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