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Dl Sostegni: al via le domande, ristori in arrivo su conto corrente

Sostegni pronti al bis. Dopo la prima tranche di aiuti a fondo perduto partita lo scorso 30 marzo il governo sta mettendo a punto un'altra tornata di indennizzi rivolti alle partite Iva, da affiancare alle misure per il rilancio.

Sul piatto ulteriori 40 miliardi di euro che saranno utili per l’erogazione di nuovi bonus. Il cosiddetto decreto Sostegni bis - che molto probabilmente si chiamerà "Decreto Imprese" - dovrebbe essere approvato entro la prima metà di maggio.

Ma partiamo dal primo decreto, quello che già in tanti si sono visti accreditare sul proprio conto correnteAl 24 aprile, infatti, secondo i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, sono stati superati i 4 miliardi di contributi erogati e sono partiti oltre 1,4 milioni di bonifici a professionisti e imprese colpiti dalle conseguenze economiche dell'epidemia da Coronavirus.

"Dopo la firma del direttore dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini - spiega l'Agenzia - sono partiti ulteriori 372mila mandati di pagamento che, aggiungendosi a quelli eseguiti a partire dall'8 aprile 2021 e ai crediti di imposta riconosciuti, portano a 1 milione e 400mila i beneficiari del contributo a fondo perduto. Le somme complessivamente erogate sono pari a 4.067.905.221 euro, di cui 3.945.709.195 con accredito diretto sul conto corrente dei beneficiari, mentre 122.196.026 euro sono stati richiesti dai contribuenti sotto forma di credito d'imposta da utilizzare in compensazione". A livello regionale, i mandati di pagamento più numerosi sono stati inviati in Lombardia, nel Lazio, in Campania, in Veneto e in Toscana.

Come inviare le domande

Il canale per l'invio delle richieste per ottenere i rimborsi è il sito dell’Agenzia delle Entrate, sezione "fatture e corrispettivi".

L’istanza per la richiesta del contributo a fondo perduto potrà essere inviata per via telematica entro il 28 maggio 2021.

Ecco le principali informazioni che dovrà contenere la domanda:

  • il codice fiscale di chi richiede il contributo;
  • l’indicazione se i ricavi o compensi del secondo periodo di imposta antecedente a quello di entrata sono inferiori, uguali o superiori a 100mila euro;
  • l’indicazione se il soggetto richiedente ha attivato la partita Iva a partire dal 1 gennaio 2019;
  • l’Iban del conto corrente intestato al soggetto che richiede il contributo;
  • la scelta, irrevocabile, se utilizzare l’intero importo del contributo come credito di imposta oppure ottenere il versamento diretto della somma.

In caso di errore, comunque, si potrà inoltrare una nuova istanza che sostituirà la precedente. L'attestazione della presa in carico della domanda inoltrata sarà confermata dalla ricezione di una ricevuta.

A questo punto l’Agenzia delle Entrate effettuerà tutti i controlli del caso sulle informazioni inviate e, in caso di esito positivo, comunicherà l’avvenuto mandato di pagamento del contributo nell’apposita area riservata del portale "fattura e corrispettivi". Nella stessa area verrà data comunicazione anche dell’eventuale rigetto della domanda.

L’erogazione del contributo avverrà attraverso l'accredito sul conto corrente identificato dall’Iban indicato nel momento di presentazione della domanda, intestato, come detto, al codice fiscale del soggetto richiedente.

L’Agenzia delle Entrate, comunque, effettuerà la verifica che il conto corrente sul quale erogare il bonifico sia intestato o cointestato al codice fiscale di chi ha effettuato la richiesta.

Nei primi giorni di presentazione delle richieste di bonus c’è stato un vero e proprio boom di domande inviate all'Agenzia e i primi accrediti su conto corrente sono partiti già dallo scorso 8 aprile.

A chi spetta il contributo a fondo perduto

Il contributo a fondo perduto è riconosciuto ai titolari di partita Iva che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario e agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali, residenti o stabili sul territorio italiano.

Questa volta, però, diversamente dagli ultimi ristori, le erogazioni non saranno automatiche. I sostegni, infatti, sono destinati solo a chi ha subito un calo di fatturato o corrispettivi di almeno il 30% nel 2020 rispetto al 2019. Il contributo va dal 20 al 60% del calo di fatturato medio mensile 2020 su 2019, in base ai ricavi 2019 del beneficiario.

Tra gli esclusi vi sono coloro che non avevano una partita Iva attiva al 23 marzo scorso (data di entrata in vigore del decreto). Vi rientra chi ha, invece, deciso di chiudere l’attività. Chi ha aperto una partita Iva dal 1 gennaio 2020, inoltre, non dovrà confrontare il calo di fatturato, ma riceverà l’importo minimo (mille euro per le persone fisiche, duemila per gli altri; il massimo è 150mila euro). L’accredito su conto corrente però non è l’unica opzione.

Nella domanda di contributo si può anche scegliere la "trasformazione" in credito di imposta, così da spendere il bonus in compensazione nel modello F24 per pagare, ad esempio, le imposte arretrate. La scelta è in ogni caso irrevocabile e non si può frazionare il contributo.

La scadenza

La finestra per l’invio delle domande di contributo all'Agenzia delle Entrate è aperta dallo scorso 30 marzo e chiuderà il 28 maggio.

In arrivo Sostegni Bis

E' ora atteso l’arrivo del dl Sostegni Bis. Si tratta, come detto, di un dl che vale ben 40 miliardi di euro e che dovrà dare una ulteriore boccata d’ossigeno alle attività messe in ginocchio dalla pandemia da Covid-19.

Rispetto al primo giro d’aiuti il Sostegni Bis coprirà l’arco di due mesi e sarà erogato non più in una unica mensilità bensì sarà doppio.

Tra le ipotesi quella di un primo acconto versato direttamente sul conto corrente, in maniera automatica (con probabile rinnovo di quello di aprile), per poi calcolare il saldo in base ai numeri del resoconto della verifica fiscale sul reale calo diredditività.

Il fatturato rimane, comunque, l'elemento da tenere in conto anche se saranno diverse le opzioni per accedere al contributo:

  • la soglia minima del 33% di fatturato perso rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente;
  • la riduzione del fatturato del 20%;
  • il calcolo delle perdite effettive tenendo conto del bilancio e non più del fatturato.

Queste forme di sostegno e di indennizzi accompagneranno il popolo delle partite Iva, le imprese, i professionisti e gli autonomi fino a fine luglio, cioè fino alla data di scadenza dello stato di emergenza fissata dal Governo Draghi. E già si pensa ad un decreto Sostegni Ter. Ma questo dipenderà dall’andamento della pandemia nei prossimi mesi.

pubblicato da il 11 maggio 2021

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Giornalista professionista, Giusy Iorlano è laureata in Scienze politiche presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma con una tesi in studi strategici.

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