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Pubblicato il 26-12-2022 | Aggiornato il 29-06-2023 | 2 min di lettura | Pubblicato da
raffaele dambra
Raffaele Dambra
assicurazioni news multe in base al reddito

La necessità di diminuire il numero di incidenti sta portando il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (MIT) a valutare diverse proposte per migliorare la sicurezza stradale.

Alcune di tipo preventivo, come il casco per i monopattini, altre di tipo repressivo. Si discute per esempio la possibilità di introdurre la revoca a vita della patente e di calcolare le multe in base al reddito.

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Multe in base al reddito: le ragioni della proposta

Quest’ultima novità sarebbe forse la più interessante.

Oggi in Italia gli importi delle multe sono fissi e variano solamente in base al tipo di infrazione.

La proposta prevede invece di creare una proporzionalità tra reddito e sanzioni per rendere davvero afflittiva la pena pecuniaria anche verso le persone più abbienti.

Il ragionamento è semplice: una multa, mettiamo il caso, di 300 euro colpisce chiaramente in maniera diversa chi prende uno stipendio da 1.000 euro al mese e chi guadagna tre, quattro o perfino dieci volte tanto.

Calcolando invece l’importo delle multe in base al reddito si andrebbe a realizzare un sistema più equo, contemplando comunque una base minima valida per tutti.

Multe in base al reddito: come funziona all’estero

La proposta sta piacendo e verrà probabilmente discussa in via preliminare al prossimo tavolo di lavoro tra MIT, Ministero dell’Istruzione, Enti locali e rappresentanti dei Comuni, per discutere sulla possibilità di revisionare a fondo l’attuale Codice della Strada, che proprio nel 2022 ha compiuto 30 anni e probabilmente richiede un necessario aggiornamento.

Tra l’altro l’idea di calcolare le multe in base al reddito non è affatto inedita, essendo vigente da tempo in diversi Stati europei.

In Finlandia il meccanismo del Day-fine esiste addirittura dal 1921 e nei decenni successivi si è sviluppato prevalentemente nei paesi scandinavi e nordici, come Svezia, Danimarca, Regno Unito, Germania, Austria, Svizzera e altri, ricevendo grandi apprezzamenti.

Esempi di multe stradali calcolate in base al reddito

Ecco qualche esempio di multe stradali calcolate in base al reddito nei Paesi che riconoscono questo principio.

Nel 2019, in Finlandia, un dirigente d’azienda molto benestante è stato multato di 74.000 euro per aver guidato a 112 km/h in un'area con limite di velocità di 80 km/h.

Sempre in Finlandia, qualche anno prima, un uomo d'affari ha subito una multa di ben 112.000 euro per aver viaggiato a 82 km/h in una strada con un limite di 60 km/h.

Pare però che il record appartenga suo malgrado a un turista svedese, evidentemente molto facoltoso, che nel 2010 ha preso una multa di 677.000 euro per aver percorso il tratto Berna - Losanna, in Svizzera, a 290 km/h quando il limite era di soli 120 km/h.

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