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Caricare l'auto elettrica nel box del condominio: si può?

Pubblicato il 24-05-2023 | Aggiornato il 25-05-2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da
marco brando
Marco Brando
assicurazioni news caricare auto elettrica nel box del condominio

Le colonnine di ricarica sono, in teoria, obbligatorie solo nei palazzi con più di 10 appartamenti costruiti dal 2020 in poi.

Quindi se si ha un'auto elettrica o ibrida, si può ricaricare utilizzando la corrente che arriva nel box?

I condòmini si possono lamentare?

Oggi rispondiamo a queste e ad altre domande su Facile.it, leader nel confronto di assicurazioni online.

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Il vademecum

Se in un condominio non sono presenti le colonnine di ricarica, la premessa è questa: l’energia che arriva in tutti box di solito è monitorata da un solo contatore. Serve per accendere la luce e ad alzare automaticamente la saracinesca.

Le spese su quel contatore, visti i consumi ridotti secondo le vecchie esigenze, sono suddivise in base ai millesimi, non in base ai consumi effettivi.

Box collegato all’abitazione

I consumi però aumentano molto se nel garage si carica anche una vettura elettrica o ibrida. Non ci sono problemi solo nei rari casi in cui un box sia alimentato direttamente dal contatore di un appartamento: in questo caso non occorrono autorizzazioni da parte dell’assemblea condominiale; semmai occorrerà adeguare il contatore domestico a un aumento di potenza, passando da 3 Kw a 4,5 o 6 Kw (soprattutto se vogliamo una ricarica rapida).

Box con contatore condominiale

Se i box sono serviti da un unico contatore condominiale, ci sono due soluzioni:

  • staccarsi da quest’ultimo e collegare il box al contatore di casa: in questo caso, vista la necessità di intervenire sull’impianto elettrico del condominio, occorrono, a proprie spese, un progetto tecnico di fattibilità, (con dettagli delle opere e dichiarazione di conformità) e una verifica a livello di Certificato prevenzione incendi (Cpi) rilasciato dai Vigili del fuoco. Tutto ciò dovrà essere consegnato all’amministratore che, dopo alcune verifiche, lo gira all’assemblea (per l’ok basta la maggioranza semplice)
  • far collocare un secondo contatore destinato solo al garage: può installarlo soltanto il fornitore di energia, con un iter simile a quello precedente, perché in ogni caso di vanno a toccare parti comuni

Un’esigenza condivisa da altri

Infine, se sono parecchi i condòmini interessati alla ricarica, è possibile usare il contatore centralizzato, adeguandolo come potenza. Di solito si incontrano parecchie obiezioni da parte di chi non ha bisogno di ricariche.

Comunque chi usa l’energia per l'auto può installare contatori secondari che consentano di dividere le spese dei singoli box in base all’effettivo consumo e non più ai millesimi.

Quanto costa un pieno

A proposito, quanto costa un pieno di energia elettrica, partendo da zero e considerando, per esempio, le esigenze di una Fiat 550e?

Se effettuato in una stazione a pagamento, costa tra 24 e 45 euro (dipende dalla velocità di ricarica); se effettuato a casa può costare tra 13 e 15 euro; però va ammortizzato il prezzo dell’impianto domestico di ricarica, il wallbox, che costa, a seconda delle esigenze, da 600 a 1.700 euro.

I wallbox sono offerti sia dalle case automobilistiche sia da quelle di fornitura (come Enel, Sorgenia, A2a, eccetera).

Grazie all’ecobonus, acquisto e posa in opera sono incentivati con una detrazione fiscale al 50%.

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