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Demolizione auto con fermo amministrativo: quando è possibile?

Demolizione auto con fermo amministrativo: quando è possibile?
Le 3 cose da sapere:
  • Fermo amministrativo: è applicato dall'Agenzia delle Entrate al contribuente
  • Comporta il fermo della circolazione
  • Non è possibile rottamare un auto con fermo amministrativo

Quando si tratta di dover rottamare un'automobile le cose non sono mai semplici come si possa ritenere in principio. Se l'automobile è gravata da fermo amministrativo non è possibile rottamarla. Capiamo meglio cos'è il fermo amministrativo e cosa comporta. 

Sommario

Fermo amministrativo: cos'è e cosa comporta

Tutti, almeno una volta nella nostra vita, abbiamo sentito parlare di un'automobile sottoposta a fermo amministrativo. Ma, precisamente, di che cosa si tratta?

Il fermo amministrativo è una sanzione applicata dall'Agenzia delle Entrate, dal Comune e anche dall'INPS, diretta al contribuente moroso per i debiti accumulati e non pagati.

In particolare, infatti, può capitare di aver ricevuto una o più cartelle esattoriali relative al pagamento del bollo dell'auto e che, per un motivo o per l'altro, esse non siano state né impugnate né pagate. Le cartelle esattoriali, però, dopo un certo periodo di tempo, diventano definitive. E in questo caso così si fa?

Gli enti creditori, preliminarmente, bloccano un bene del debitore iscritto in pubblico registro, proprio come automobili e motocicli, per riscuotere tutti quei crediti da loro vantati riferiti a tasse, tributi o relativi a multe per violazione del Codice della Strada.

Quindi, nel caso di mancato pagamento delle cartelle esattoriali intestate al debitore, l'Ente creditore può iscrivere il provvedimento di fermo amministrativo in un pubblico registro e fermare la circolazione su strada dell'automobile intestata al debitore.

In questo modo, inoltre, la materiale disponibilità del bene nelle mani del debitore è decisamente limitata. L'automobile, come nel caso di cui ci occupiamo, non potrà assolutamente circolare, pena un'ulteriore sanzione, non potrà essere demolita o esportata all'estero e, laddove fosse stata venduta in pendenza di un fermo amministrativo e con atto di vendita successivo all'iscrizione del provvedimento, non potrà comunque circolare né essere radiata dal Pubblico Registro Automobilistico.

A questo punto, il debitore si troverà davanti a un bivio: pagare o non pagare?

  • Nel primo caso egli, successivamente alla notifica dell'iscrizione del provvedimento di fermo amministrativo, potrà rateizzare il proprio debito con l'Ente creditore e ottenere la sospensione del fermo cautelativo dell'automobile. Attenzione, però: ciò non comporta assolutamente la cancellazione del fermo amministrativo dai pubblici registri. Essa, difatti, sarà possibile solo quando il debito sarà integralmente saldato.
  • Se, invece, il debitore decidesse di non pagare, l'Ente procedente potrebbe aver interesse a vendere l'automobile per soddisfarsi del proprio credito. Ovviamente, al debitore non spetta nulla dalla vendita del veicolo.

Il fermo amministrativo, però, va distinto nettamente dal pignoramento. Mentre il fermo amministrativo, infatti, si configura come una misura cautelare talvolta anche temporanea, il pignoramento si concretizza come una vera e propria misura esecutiva e definitiva. Lo scopo del fermo, come abbiamo accennato, consiste nell'impedire al debitore di cedere, vendere o distruggere addirittura l'automobile, impedendo la soddisfazione del creditore.

Molto speso, infatti, con il fermo amministrativo l'Ente riesce a raggiungere lo scopo, inducendo il debitore a pagare pur di evitare il blocco dell'automobile. Senza contare, inoltre, che la procedura di pignoramento, oltre a essere piuttosto lunga e incerta nell'esito, diventa anche eccessivamente onerosa per l'Ente procedente.

Quindi, per eliminare il fermo amministrativo dall'automobile, il debitore non ha altra soluzione se non quella di procedere al pagamento di tutti i debiti nei confronti dell'Ente della riscossione. Ovviamente, egli potrà formulare istanza di rateizzazione del debito per non dover pagare tutto in una soluzione unica.

Tuttavia, anche se il debitore decide di avanzare un'istanza di dilazione, l'Agenzia delle Entrate potrebbe comunque iscrivere il fermo amministrativo nei pubblici registri. Se, però, la domanda di rateizzazione del debito è accettata per iscritti dall'Agenzia delle Entrate e Riscossione, il contribuente non potrà in alcun modo esser considerato inadempiente e né si potrà iscrivere il fermo amministrativo.

Ma questo cosa comporta? E' semplice. Se il fermo amministrativo è stato iscritto nei pubblici registri prima che il contribuente abbia presentato un'istanza di dilazione del debito, il fermo sarà comunque ritenuto valido. All'atto del pagamento della prima rata, però, il debitore potrà ottenere la sospensione parziale del fermo amministrativo e tornare a circolare su strada.

A tal proposito, infatti, egli otterrà una quietanza dell'Ente procedente che sarà poi presentata al Pubblico Registro Automobilistico per ottenere l'effettiva sospensione.

Come controllare se sull'auto c'è un fermo amministrativo

Con la ricezione di una o più cartelle esattoriali accantonate e non pagate, soprattutto quelle riferite al bollo auto, il presunto debitore potrebbe sospettare di esser stato sanzionato con il fermo amministrativo della propria auto.

A tal punto, è opportuno sgombrare il campo da possibili inesattezze ed equivoci di sorta. L'Agenzia delle Entrate e Riscossione, infatti, può avviare le pratiche per la procedura del fermo amministrativo solo dopo il verificarsi di due condizioni:

  • che siano trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale nelle mani del debitore;
  • che siano trascorsi altri 30 giorni dal termine ultimo concesso al debitore per il pagamento di tutte le somme dovute.
Per scoprire se sull'auto sia stato iscritto un provvedimento di fermo amministrativo, il debitore può recarsi presso uno degli sportelli del Pubblico Registro Automobilistico e chiedere una visura della targa.

Ovviamente, trattandosi di un registro pubblico, esso sarà liberamente consultabile da chiunque vi faccia richiesta. Anche dai possibili acquirenti di un'automobile che, in qualsiasi momento, devono potersi assicurare che il bene non sia gravato da fermi amministrativi, iscrizioni, pignoramenti o ipoteche di sorta.

Chi non volesse recarsi al PRA, inoltre, può chiedere la visura della targa a una delle sedi ACI più vicine o richiederla a un'agenzia che si occupi di pratiche auto. Ancora, la visura può essere effettuata anche tranquillamente online accedendo al sito web dell'ACI e consultare le sezioni denominate Servizi Online e Visure PRA.

Si può rottamare l'auto con fermo amministrativo?

Come si è già avuto modo di intuire, la risposta a questa domanda non può che essere negativa.

L'unico modo per demolire l'automobile sottoposta a fermo amministrativo è pagare tutti i debiti per cui si è morosi e poi procedere alla rottamazione del mezzo.

Solo così facendo, infatti, l'incaricato alla demolizione potrà correttamente procedere al recupero della targa dell'autoveicolo e consegnarla successivamente al Pubblico Registro Automobilistico per ottenere la completa radiazione del mezzo dai pubblici registri. Ogni procedura difforme da quella appena descritta impedirà la rimozione del bene dai registri pubblici.

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