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Fermo amministrativo auto: quando avviene e come verificarlo

Fermo amministrativo auto: quando avviene e come verificarlo
Le 3 cose da sapere:
  • Con il fermo amministrativo un ente o un'amministrazione può bloccare un bene
  • Il bene viene iscritto al PRA e l'amministrazione può decidere per il fermo
  • La causa del fermo può essere il mancato pagamento di tasse o multe

Con il fermo amministrativo un ente o un'amministrazione può bloccare un bene, appartenente al debitore, che sia iscritto in un registro pubblico. Nel caso del blocco amministrativo dell'automobile, il bene viene iscritto al PRA, acronimo di Pubblico Registro Automobilistico, e l'amministrazione può decidere per il fermo, impedendo così al proprietario di circolare con l'automobile e addirittura di venderla. La causa del fermo amministrativo può essere il mancato pagamento di tasse, tributi oppure multe, comminate a causa di una violazione del Codice della Strada.

Quando avviene il fermo amministrativo

Il fermo amministrativo viene predisposto quando un soggetto contrae un debito con l'erario e non lo onora. L'ente predisposto alla riscossione del credito invia per prima cosa una cartella esattoriale. A quel punto il debitore ha due mesi di tempo, a partire dalla notifica, per provvedere al pagamento. Può anche chiedere una rateizzazione dell'importo, oppure richiedere una sospensione o un annullamento del provvedimento, magari intentando un ricorso. Se non esegue alcuna di queste procedure l'Agenzia delle Entrate procede contro di lui, con l'obiettivo di rispettare la legge e tutelare il creditore.

C'è una distinzione da fare rispetto all'ammontare del debito; se la cifra dovuta non supera i mille euro, il debitore ha circa quattro mesi per cercare una conciliazione, prima di incorrere in azioni esecutive da parte dell'Agenzia delle Entrate; il termine di 120 giorni si calcola a partire dalla ricezione di una comunicazione scritta, con il dettaglio della cifra dovuta.

Prima del fermo, l'Agenzia delle Entrate avvisa il debitore del provvedimento amministrativo a suo carico.

A questo punto il contribuente ha a disposizione un mese per mettersi in regola. Qualora la cartella esattoriale rimanesse ancora inevasa, l'amministrazione dovrebbe procede al fermo dei veicoli che sono intestati al soggetto debitore. Come avviene esattamente? Il concessionario della riscossione iscrive il provvedimento di fermo nel PRA, il Pubblico Registro Automobilistico. Bisogna ricordare che si può incorrere nell'iscrizione al PRA per il mancato pagamento del bollo auto o della cartella esattoriale. La normativa in materia prevede che non sia possibile iscrivere un'ipoteca sull'abitazione del debitore se la cifra è inferiore ai 120.000 euro; in questo caso il fermo è predisposto sul parco auto del soggetto debitore. Tuttavia, entro i 30 giorni, il contribuente ha facoltà di dimostrare che l'automobile è necessaria alla sua attività lavorativa, in quel caso specifico il provvedimento non viene iscritto al PRA. In mancanza delle due notifiche il fermo dell'automobile può considerarsi illegittimo.

Nel preavviso inviato devono essere contenute alcune informazioni:

  • la cifra in oggetto e la natura del debito;
  • l'anno in cui è stato contratto il debito.

Conseguenze fermo amministrativo

Quali sono le conseguenze del fermo? Il proprietario non dispone più dell'automobile, almeno fino a quando non avrà saldato la il suo debito, cancellando così l'iscrizione dal PRA. Dunque non potrà circolare col veicolo, pena la multa; inoltre il mezzo non potrà essere demolito, cancellato dal Pubblico Registro oppure portato all'estero. Anche gli acquirenti del veicolo sottoposto al fermo non potranno circolare sulle strade e autostrade italiane. Se il debitore, nonostante il fermo, non provvede al pagamento, il concessionario della riscossione venderà l'automobile per recuperare il credito.

Come verificare il fermo amministrativo

L'esistenza di un fermo sulla propria automobile può essere verificata in tre modi:

  • si può richiedere online una visura per targa al PRA. È sufficiente collegarsi al sito dell'ACI e scegliere in che modalità si preferisce pagare il servizio; poi si dovranno fornire i propri dati e quelli della fatturazione; in seguito si devono indicare i dati della vettura, per esempio la targa, e specificare se si tratta di un'automobile, di una motocicletta o di un rimorchio. La visura è fondamentale quando si acquista un'automobile, perché permette a chiunque di verificare se c'è un fermo sul mezzo, che non permetterebbe al compratore di utilizzarlo;
  • la seconda possibilità è verificare di persona se c'è un blocco amministrativo, recandosi al PRA e richiedendo la visura. In questo caso basta fornire il numero di targa del veicolo. L'ispezione ha un costo di circa 9 euro per i diritti, mentre il prezzo della visura è di 6 euro. È anche possibile delegare qualcun altro per svolgere l'accertamento, oppure incaricare un'agenzia;
  • l'ente a cui ci si può rivolgere è l'ACI: nel caso in cui si è tesserati, l'Automobil Club, attraverso le sue delegazioni sparse su tutto il territorio, effettua verifiche sul fermo amministrativo e su altre pratiche relative alle automobili.

Come evitare il fermo amministrativo

Il fermo può essere evitato; non si tratta di un trucco ma di una possibilità: è sufficiente cointestare il veicolo a una seconda persona, può trattarsi di un amico o di un congiunto; l'amministrazione non potrebbe dunque procedere al fermo, in quanto sarebbe illegittimo. Lo hanno stabilito diverse sentenze che hanno prescritto che il debito di uno degli intestatari non debba ledere il diritto del cointestatario di utilizzare l'automobile.

Dunque, nel caso in cui non si è pagato il bollo o una multa, se l'auto è intestata anche a una seconda persona, la vettura potrò circolare liberamente.

Una seconda possibilità si verifica quando l'automezzo è utilizzato, dal contribuente, per motivi di lavoro. Dal momento in cui il soggetto debitore dell'amministrazione riceve il preavviso di fermo, ha un mese di tempo per dimostrare che l'auto gli serve per lavorare e dunque per vivere; l'automezzo deve essere strumentale alla professione: si pensi agli agenti di commercio oppure ai proprietari di un mezzo impiegato in un cantiere edile; il fermo pregiudicherebbe l'attività lavorativa. Ovviamente i mezzi usati per un'attività lavorativa dovranno risultare iscritti in contabilità.

Come cancellare il fermo amministrativo

Se si procede al pagamento della cartella esattoriale, il fermo può essere cancellato. Il provvedimento sanzionatorio si estingue nel momento in cui si estingue il debito, con l'ultima rata, nel caso in cui si è ottenuta una rateizzazione del debito. Come si procede? Basta recarsi al PRA con una documentazione che includa:

  • un provvedimento di revoca: il formato deve essere originale; il documento viene emesso dal concessionario della riscossione, una volta che il debito sia stato saldato; contiene i dati relativi all'automobile, quelli del soggetto su cui gravava il provvedimento e l'ammontare del debito oggetto della cancellazione;
  • il certificato di proprietà dell'automobile: può trattarsi di quello cartaceo o digitale; sul retro del documento deve essere scritta la richiesta. In alternativa va bene anche il foglio complementare;
  • il modulo NP-3: questo modello è necessario solo nel caso in cui non si abbia a disposizione il certificato di proprietà per la richiesta di revoca.

Quanto costa cancellare il fermo della propria automobile? Per eliminare il fermo bisogna pagare:

  • l'imposta di bollo del valore di 32 euro, nel caso in cui si utilizzi il certificato di proprietà per la richiesta di cancellazione;
  • 48 euro: utilizzando il modulo NP-3.

Si sottolinea che si tratta di una richiesta di cancellazione, per cui sarà necessario che la domanda venga accolta e il fermo cancellato. In caso di esito positivo il soggetto entrerà in possesso di un nuovo CPD.

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