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Le auto elettriche avranno una targa verde: ecco a cosa serve

Anche in Italia arriverà presto, come già capita altrove, una targa verde per auto elettriche? Forse. Vediamo qual è la situazione. Nel 2019, nonostante il mercato automobilistico italiano sia stato fermo rispetto al 2018, le immatricolazioni di vetture a batteria ha segnato un +111%: grazie alla vendita 10.566 veicoli, che hanno portato il totale delle vetture di questo tipo in circolazione a quasi 23.000 (mentre le ibride sono cresciute del 33%).

Nella prima parte del 2020 le vendite sono andate a rilento, a causa dei problemi provocati dalla pandemia; tuttavia si prevede un graduale aumento di questo tipo di mezzi, fino ad arrivare a 4 milioni tra dieci anni. Oltre a rispettare l'ambiente e i nostri polmoni, oggi consentono di percorrere sempre più chilometri. L’ecobonus statale resta attivo fino al termine del 2021 e arriva a 6.000 euro in caso di acquisto di una vettura di questo tipo (purché costi meno di 50.000 euro, Iva esclusa) con rottamazione di quella vecchia; si aggiungono varie Regioni e Comuni (per esempio, quello di Milano) che offrono altri incentivi.

Vantaggi e costi

Intanto, i modelli messi a disposizione dalle case automobilistiche sono ormai decine, capaci di entrare in competizione con le vetture a benzina, gasolio e gas. Quelle elettriche costano ancora di più di quelle tradizionali (+20/30%, al netto di ecobonus e altri incentivi), tuttavia - a lungo termine - fanno risparmiare (perché alimentazione e manutenzione costano meno); inoltre sfuggono ai blocchi del traffico, si ricaricano sempre più velocemente, le batterie durano circa 10 anni, le colonnine a disposizione sono in costante aumento e si può contare su favorevoli polizze assicurative su misura.

Dove si usa già

Per incentivare l’acquisto di queste vetture potrebbe essere utile l’adozione, anche in Italia, della cosiddetta targa verde. Nel Regno Unito (dove si vuole arrivare vicino alle emissioni 0 entro il 2050) inizierà a essere adottata alla fine di quest'anno. In altri Paesi si usa già: sono Ungheria, Cina, Polonia; dal 2019, circolano nella nostra piccola Repubblica di San Marino: qui chi compra un’auto elettrica ottiene un credito d’imposta per l‘80% delle tasse di importazione (al 99% se è a idrogeno); l'acquisto di colonnine di ricarica usufruisce di una riduzione delle tasse del 30%.

Strumento pratico e semplice

Perché adottare la targa verde? Rappresenta un modo per identificare subito i veicoli a batteria, altrimenti difficilmente distinguibili. L’idea è proprio basata sul presupposto che bisogna promuovere la mobilità di questo genere, priva di emissioni, incuriosendo la gente. Inoltre quel tipo di targa permette alle forze di polizia di identificare subito le auto che possono entrare nelle zone a traffico limitato e usufruire di parcheggi gratuiti o di altri incentivi. Chissà… forse anche l’Italia, nei prossimi tempi, adotterà anche questo strumento, pratico e semplice, per promuovere le quattroruote ecologiche.

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pubblicato da il 9 luglio 2020
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