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Conti correnti più costosi

Conto corrente, quanto mi costi? Questa frase potrebbe diventare, purtroppo, il nuovo mantra per i correntisti italiani. Il 2021, infatti, non porta affatto buone notizie per le tasche degli italiani. I rincari in vista non sono pochi e potrebbero tradursi in una vera e propria stangata per gli italiani già colpiti dalla pandemia da Coronavirus.
Canone annuo, bonifici, prelievi allo sportello e assegni. Sono queste le principali voci che hanno già portato e potrebbero ulteriormente concorrere ad un aumento dei costi dei conti correnti. Costi che potrebbero,addirittura, triplicare.

In realtà, in Italia, ogni anno gli istituti bancari hanno apportato delle variazioni nei costi dei conti correnti e spesso non sono stati al ribasso. Aumenti, questi, che non hanno risparmiato nessuno. E questo vale sia per i conti tradizionali che per quelli online che non sono stati affatto esenti dai rincari pur essendo ‘low cost’. Anzi, a ben guardare, in termini di percentuale sono stati proprio questi ultimi ad aumentare maggiormente pur rimanendo ancora più convenienti rispetto ai primi.

L'indagine di Bankitalia

Secondo una indagine sui costi dei conti correnti pubblicata recentemente da Bankitalia il costo di mantenimento di un conto corrente è aumentato nel 2020 di 1,69 euro rispetto al 2019 mentre il costo medio annuo nel 2020 è stato pari a 88,5 euro.

La maggiorparte dei costi è costituito dalle cosiddette spese fisse del conto corrente, circa il 30% è costituito dalle spese variabili.

In particolare, le spese fisse medie per un conto corrente nel 2020, secondo l’indagine di Bankitalia, sono state pari a 57,6 euro, con un aumento di circa 2,1 euro rispetto al 2019. Di questo aumento dei costi fissi, un incremento di 0,50 centesimi è dovuto all’incremento delle spese per il canone annuo, passato da 52,7 euro a 53,2 euro all’anno.

Situazione inversa, invece per i canoni collegati alle carte, che, invece, hanno visto una inversione di tendenza con una diminuzione di 1 euro per le carte di credito e 60 centesimi per le carte di debito. Un risparmio a dir poco esiguo e che non incide quasi per nulla sul costo annuo di un conto corrente visto che è cresciuto in media anche il numero delle carte possedute.

Una lieve diminuzione, di circa 0,50 euro, è stata registrata anche per le spese variabili.

In totale, comunque, negli ultimi due anni i costi per la gestione di un conto sono saliti dell’8,5% e l’incremento sembra essere progressivo, perciò dobbiamo aspettarci anche per questo nuovo anno un aumento in arrivo.

I conti online

Proprio per questo sempre più clienti, negli ultimi anni, hanno deciso di spostare il proprio conto, soprattutto da uno tradizionale ad uno online: costi di gestione e delle operazioni più basse, compresi il conto corrente zero spese. E questo grazie all'assenza di filiali fisiche (o comunque di poche) che permette un abbattimento delle spese.

Tuttavia dai rincari, già nel 2020, non sono state escluse neanche le banche e i conti online, nonostante siano ancora i conti più convenienti presenti sul mercato.

In particolare ad aumentare è stato il canone annuale di mantenimento di un conto online, registrando un aumento del 29% circa. Non solo. Le banche online hanno aumentato anche i costi delle singole operazioni.

Inoltre, una riforma studiata da Bancomat Spa ora al vaglio dell’Antitrust potrebbe portare ad un ulteriore aumento dei costi delle commissioni. Se, infatti, l’Autorità dovesse approvare la proposta, i prelevamenti agli sportelli ATM potrebbero diventare più costosi rispetto ad oggi. Ogni istituto bancario, infatti, sarebbe in questo caso autorizzato a stabilire arbitrariamente l’importo della commissione di prelievo all'interno della propria rete.

Tradotto, tutto ciò comporterebbe prelievi più costosi per tutti, a svantaggio soprattutto dei piccoli centri, dove la scelta tra i diversi istituti bancari è limitata rispetto alle città.

Ma questa è solo una delle brutte sorprese che il 2021 potrebbe riservare ai titolari di conti correnti. Sono, infatti, state già introdotte alcune normative che rendono ancora più difficile la vita ai titolari di un conto corrente.

Nuove normative stringenti

Una vera e propria mannaia, insomma, per le famiglie e le Pmi italiane già colpite dagli effetti della pandemia. In pratica, con queste nuove norme, non avere un saldo sufficiente anche per un solo pagamento potrebbe causare grossi problemi ai correntisti.
Per questo motivo è lecito aspettarsi un aumento medio delle giacenze sui conti dei risparmiatori con la conseguenza di superare i 5mila euro. Al di sopra di questo cifra, infatti, il Fisco applica un’imposta di bollo di 34,20 euro.

Un altro balzello per i correntisti è la nuova commissione sui bollettini CBill, il sistema utilizzato per saldare velocemente attraverso un codice le bollette o le sanzioni emesse da aziende o enti convenzionati con il circuito Cbi (Customer to business interaction). Si tratta di una valida alternativa al più tradizionale bollettino Mav, ma meglio non usarla allo sportello bancario: in alcuni istituti la spesa potrebbe arrivare a toccare i 5 euro per i nuovi clienti che decidono di utilizzare questa modalità.

Stesso discorso anche per i bollettini della pubblica amministrazione come Tari, multe, bollo auto o tasse universitarie. Il costo allo sportello per queste operazioni è in media 1,59 euro ma può arrivare anche a picchi di 3,5 euro. Anche la commissione per pagare fisicamente in banca il classico bollettino postale premarcato resta alta: negli istituti tradizionali il prezzo è oggi, in media, di 2,41 euro a cui si aggiungono le eventuali spese postali. Mentre la voce "utenze allo sportello con addebito in conto" registra una spesa media di 3,76 euro.

Nessuna novità, invece. sembra affacciarci per quanto riguarda il limite annuo di prelievo. Quest'ultimo rimane a 10mila euro l’anno, come negli anni passati. Un cambiamento, invece, è stato però introdotto per le transazioni in contanti.

Con la Legge di Bilancio 2021 è stato rivisto il limite contanti, che è stato fissato, fino al 31 Dicembre 2022, a 2mila euro. Dopo questa data il tetto sarà abbassato a mille euro, per una singola transazione o più transazioni collegate avvenute nell’arco di 7 giorni.

Ogni transazione con un importo superiore dovrà essere effettuata mediante sistemi di pagamento tracciabili, come bonifici, carte o assegni.

Solo i cittadini stranieri che si trovano in Italia potranno effettuare operazioni in contanti fino a tremila euro, purché coinvolgano transazioni ai fini turistici.

Attenzione, dunque, prima ancora che agli estratti conto, alle comunicazioni che si ricevono dalla propria banca, a proposito di proposte di modifica unilaterale del contratto: probabilmente contengono anche la comunicazione relativa a determinati aumenti. Ovviamente si può decidere di non aderire alla proposta e di spostare il proprio conto presso una banca che offra condizioni più favorevoli, ricorrendo anche ai siti di comparazione come Facile.it.

pubblicato da il 1 marzo 2021

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Giornalista professionista, Giusy Iorlano è laureata in Scienze politiche presso l’Università Luiss Guido Carli di Roma con una tesi in studi strategici.

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