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Conto deposito e Quadro RW: quando dichiararlo e come compilare correttamente

donna al pc con foglio in mano

Le 3 cose da sapere

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    Il Quadro RW serve a monitorare le attività finanziarie estere, non sempre tassate.

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    Il Quadro RW serve a monitorare le attività finanziarie estere, non sempre tassate.

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    I conti deposito esteri vanno dichiarati, quelli italiani no se l'intermediario è residente.

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    I conti deposito esteri vanno dichiarati, quelli italiani no se l'intermediario è residente.

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    L’IVAFE si calcola sulla giacenza media; eventuali errori comportano sanzioni proporzionali.

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    L’IVAFE si calcola sulla giacenza media; eventuali errori comportano sanzioni proporzionali.

Il tema della dichiarazione del conto deposito nel Quadro RW genera spesso dubbi, soprattutto quando il rapporto è acceso presso un intermediario estero o una banca online. Capire quando esiste un obbligo di monitoraggio fiscale, quando invece non è necessario dichiarare nulla e come funziona l’IVAFE è fondamentale per evitare errori e sanzioni.

In questa guida analizziamo in modo chiaro cosa prevede la normativa, quali sono le differenze tra conto deposito italiano ed estero e come compilare correttamente il Quadro RW nel modello Redditi.

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Sommario

Cos’è il Quadro RW e a cosa serve

Il Quadro RW è una sezione del modello Redditi dedicata al monitoraggio fiscale delle attività finanziarie detenute all’estero da parte di persone fisiche residenti in Italia. Non nasce per tassare automaticamente le somme detenute fuori dai confini nazionali, ma per consentire all’Amministrazione finanziaria di tracciare investimenti e patrimoni esteri.

È importante distinguere tra monitoraggio fiscale e tassazione. Il monitoraggio riguarda l’obbligo di indicare l’esistenza dell’attività estera, mentre la tassazione riguarda eventuali imposte dovute, come l’IVAFE. Le due cose non coincidono sempre: può esistere obbligo di indicazione anche in assenza di imposta dovuta.

Sono generalmente obbligati alla compilazione del Quadro RW i soggetti fiscalmente residenti in Italia che detengono, a titolo di proprietà o altro diritto reale, attività finanziarie estere o investimenti esteri suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia.

Il conto deposito va indicato nel Quadro RW?

La risposta dipende principalmente da dove è detenuto il conto e da chi è l’intermediario.

Se il conto deposito è aperto presso una banca italiana, non è normalmente necessario indicarlo nel Quadro RW. In questo caso, infatti, l’intermediario residente applica direttamente le imposte dovute e comunica i dati all’Agenzia delle Entrate. Non sussiste quindi un obbligo di monitoraggio da parte del contribuente.

La situazione cambia quando il conto deposito è detenuto presso un intermediario estero, anche se operante online. In questo caso, il rapporto rientra tra le attività finanziarie estere e deve essere indicato nel Quadro RW, salvo specifiche eccezioni.

La distinzione chiave è tra:

  • intermediario residente, che agisce da sostituto d’imposta;
  • intermediario non residente, che non effettua ritenute né adempimenti per conto del contribuente.

Non va dichiarato nel Quadro RW il conto deposito detenuto esclusivamente presso intermediari italiani che operano in qualità di sostituti d’imposta. In tutti gli altri casi è necessario verificare attentamente l’obbligo.

Differenza tra conto corrente e conto deposito ai fini fiscali

Dal punto di vista fiscale, sia il conto corrente estero sia il conto deposito estero sono considerati attività finanziarie e, se detenuti fuori dall’Italia, rientrano nel monitoraggio tramite Quadro RW.

Tuttavia, esistono alcune differenze operative. Il conto corrente è normalmente utilizzato per operazioni quotidiane e può essere soggetto a regole specifiche in tema di soglie e giacenza media. Il conto deposito, invece, è uno strumento di raccolta del risparmio con finalità di investimento, spesso vincolato per un certo periodo.

Ai fini IVAFE, entrambi possono essere soggetti all’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero. Nel modello dichiarativo devono essere utilizzati i codici identificativi previsti per le attività finanziarie, avendo cura di distinguere correttamente la tipologia di rapporto.

Come compilare il Quadro RW per un conto deposito

La compilazione del Quadro RW richiede attenzione ai dati e alla corretta valorizzazione degli importi. Prima di procedere è necessario raccogliere tutte le informazioni relative al conto.

Quali dati servono

Per compilare correttamente il quadro occorrono:

  • dati identificativi dell’intermediario estero;
  • codice dello Stato estero;
  • valore iniziale e valore finale del conto nel periodo d’imposta;
  • quota di possesso in caso di cointestazione.

È fondamentale verificare la documentazione rilasciata dalla banca estera per evitare errori nei valori dichiarati.

Valore iniziale e valore finale

Nel Quadro RW devono essere indicati il valore all’inizio del periodo e il valore al termine dell’anno (oppure alla data di chiusura del rapporto). Se il conto è stato aperto in corso d’anno, il valore iniziale coinciderà con quello alla data di apertura.

Gli importi vanno espressi in euro, effettuando la conversione se il conto è denominato in valuta estera.

Calcolo della giacenza media

La giacenza media annua è un dato rilevante soprattutto per la verifica di eventuali soglie. Si calcola sommando i saldi giornalieri e dividendo per il numero di giorni di detenzione del conto nell’anno. Questo valore è distinto dal saldo finale e può incidere sulla determinazione dell’IVAFE.

Indicazione del codice Stato

Ogni attività finanziaria estera deve essere associata al codice dello Stato estero in cui è detenuta. L’indicazione corretta è essenziale per evitare contestazioni e per l’applicazione del corretto regime sanzionatorio.

Esempio numerico completo

Per comprendere concretamente come compilare il Quadro RW per un conto deposito estero, consideriamo il seguente esempio. Supponiamo di avere un conto con saldo iniziale e finale diversi nel corso dell’anno e una giacenza media determinata, come indicato dalla banca estera. La tabella mostra come riportare correttamente i dati principali.

Dato Valore Note
saldo al 1° gennaio 8.000 € valore iniziale del periodo
saldo al 31 dicembre 10.000 € valore finale del periodo
giacenza media annua 9.200 € calcolata sommando i saldi giornalieri e dividendo per i giorni di detenzione
quota di possesso 100% in caso di cointestazione indicare la percentuale corretta
codice Stato XXX codice dello Stato estero secondo istruzioni Agenzia delle Entrate

Sulla base di questi dati, nel Quadro RW andranno indicati il valore iniziale, il valore finale, la quota di possesso e il codice dello Stato estero. L’IVAFE, se dovuta, sarà calcolata sulla giacenza media annua secondo le regole fiscali vigenti.

IVAFE e soglie di esenzione

L’IVAFE è l’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero. Si applica anche ai conti deposito esteri, secondo le regole previste per i conti correnti e strumenti assimilati.

In linea generale, per conti correnti e depositi esteri è prevista un’imposta in misura fissa, ma solo al superamento della soglia di 5.000 euro di giacenza media annua. Sotto tale soglia, l’imposta non è dovuta, mentre può comunque permanere l’obbligo di monitoraggio.

È essenziale distinguere tra:

  • obbligo di monitoraggio fiscale;
  • obbligo di versamento dell’imposta.

Un contribuente può essere tenuto a compilare il Quadro RW anche se, per effetto delle soglie, non deve versare IVAFE.

Sanzioni per omessa o errata compilazione

L’omessa o incompleta compilazione del Quadro RW può comportare sanzioni rilevanti, calcolate in percentuale sul valore dell’attività non dichiarata.

Le percentuali sanzionatorie variano a seconda che l’attività sia detenuta in:

  • Paesi appartenenti all’Unione europea o allo Spazio economico europeo;
  • Paesi extra UE.

In caso di errore, è possibile ricorrere al ravvedimento operoso, che consente di ridurre le sanzioni pagando spontaneamente quanto dovuto prima di eventuali controlli. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate può inviare lettere di compliance per segnalare anomalie e invitare alla regolarizzazione.

Casi particolari

Alcune situazioni richiedono particolare attenzione.

  • In caso di conto cointestato, ciascun intestatario residente in Italia deve indicare nel proprio Quadro RW la quota di possesso. La dichiarazione avviene pro quota, anche se uno solo dei cointestatari effettua operazioni.
  • La delega di firma può comportare obblighi dichiarativi se il soggetto delegato ha disponibilità effettiva delle somme. È necessario valutare caso per caso la sussistenza del potere di disposizione.
  • Se il conto è stato aperto e chiuso nello stesso anno, va comunque indicato per il periodo di detenzione, riportando i valori corretti alle date di apertura e chiusura.
  • Infine, anche un conto con saldo zero ma formalmente esistente può richiedere indicazione nel Quadro RW, se detenuto all’estero e non chiuso ufficialmente nel corso dell’anno.
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18 feb 2026 | 6 min di lettura | Pubblicato da Linda Montemurro

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