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Commissioni carte di credito e banca: chi paga le transazioni

Commissioni carte di credito e banca: chi paga  le transazioni
Le 3 cose da sapere:
  • Chi paga: le commissioni sono a carico degli esercizi commerciali
  • Sanzioni: la legge prevede multe per gli esercenti senza POS
  • Confronta e scegli la tipologia di carta più adatta alle tue esigenze

Carte di credito e prepagate sono strumenti comodi e sicuri per fare acquisti in Italia e nel Mondo. Purtroppo la maggior parte degli esercizi commerciali, specie in Italia, rifiuta ancora il pagamento elettronico via POS o contactless al di sotto di un determinato importo, e costringe l’acquirente a munirsi di contante pena la rinuncia all’acquisto. Pochi mesi fa online e sui principali quotidiani si parlava della possibilità di pagare anche un solo caffè con la carta di credito. Cosa dice la legge in merito? Chi paga le commissioni sulle transazioni con carta di credito? Tutte le risposte in questa guida.

Come funzionano i pagamenti elettronici con carta di credito

L’utilizzo della “moneta elettronica” comporta vantaggi per i commercianti e per i consumatori. La dematerializzazione del denaro velocizza le transazioni, le rende sicure, e libera tutti dall’ingombro del denaro contante. Purtroppo accettare pagamenti con carte di credito risulta costoso per gli esercenti, e la questione riguarda le commissioni interbancarie.

Oltre alla spesa relativa all’installazione del POS e al canone mensile, gli esercizi commerciali che accettano pagamenti elettronici pagano commissioni sulle transazioni con carte di credito. Tali costi si sostanziano da una parte, nel pagamento di un costo fisso per transazione (è un costo applicato da alcune banche che si aggira attorno ai 10 centesimi, e che sui pagamenti inferiori ai 10 Euro pesa fino all’1% sull’incasso), e dall’altra nel pagamento di un costo percentuale per transazione (tale costo dipende dal tipo di carta e dal circuito utilizzato).

La Legge di Stabilità 2016 aveva introdotto l’obbligo per i commercianti di munirsi del POS (acronimo di Point of Sale) e di accettare pagamenti a partire da 30 Euro. Tale limite tuttavia dovrebbe abbassarsi ulteriormente, e raggiungere i 5 Euro dopo l’approvazione della norma contenuta nella nuova legge 2018. Le nuove regole vogliono agevolare l’utilizzo di moneta elettronica, e potrebbero costringere gli esercenti ad accettare anche pagamenti per pochi centesimi nonostante le commissioni sulle transazioni con carte di credito.

Le sanzioni previste per i commercianti senza POS

A pagare le spese bancarie sui pagamenti tramite POS sono quindi i commercianti, per questo motivo molti rifiutano transazioni di piccolo importo. Di seguito le sanzioni e i termini di adeguamento introdotti dalla Legge di Stabilità, che solo in rari casi hanno trovato applicazione:

  • una sanzione pari a 500 Euro se le Autorità accertano che il commerciante non si è dotato di POS per svolgere l’attività;
  • dopo il pagamento della sanzione, la concessione di un termine di 30 giorni per dotarsi di POS, e di un secondo termine di 60 giorni per comunicare alla Guardia di Finanza l’avvenuta installazione del POS:
  • una sanzione pari a 1.000 Euro se il commerciante non paga la prima multa e non si munisce di POS;
  • la concessione di un mese di tempo al commerciante per acquistare il POS e mettersi in regola;
  • la sospensione dell’attività fino ad installazione del POS.

Dovranno dotarsi di POS e accettare pagamenti con moneta elettronica tutti i commercianti, i liberi professionisti e gli artigiani che lavorano a contatto con il pubblico. Solo i professionisti che lavorano in studi associati, e che non svolgono attività di consulenza a contatto diretto con il cliente godono di esenzione dal sistema sanzionatorio. Le sanzioni come evidente, non riguardano il pagamento delle commissioni sulle transazioni con carte di credito, ma l’utilizzo del POS. La Direttiva Europea recepita comunque, riduce le commissioni sui pagamenti di importo minimo e disciplina quanto segue.

Il decreto prevede fino a 30 Euro di multa per chi rifiuta pagamenti con bancomat e carte di credito, introduce l’accennato obbligo, per i commercianti, di accettare transazioni elettroniche anche di piccolo importo (superiori a 5 Euro) e li agevola con un sistema di sgravi fiscali e incentivi.

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