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Meglio investire nei buoni fruttiferi o nei conti deposito?

Meglio investire nei buoni fruttiferi o nei conti deposito?

Che si tratti di denaro risparmiato o risultante da fruttuosi investimenti, l’importante in tempi di crisi economica è metterlo al sicuro. I luoghi migliori per custodirlo e ottenere un rendimento extra, anche minimo, sono i conti deposito e i buoni fruttiferi postali.

Fra i due tuttavia, esistono grandi differenze sia riguardo al rendimento che alla tassazione.

I buoni fruttiferi postali sono titoli collocati da Poste Italiane ma emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti. Possono essere sottoscritti in sostanza presso tutti gli uffici postali, il rimborso del capitale e degli interessi però è garantito dallo Stato e ammesso in ogni momento. Molto convenienti sotto il profilo della tassazione, non comportano spese o commissioni aggiuntive rispetto alla ritenuta fiscale pari al 12,50% degli interessi maturati. I rendimenti dei buoni fruttiferi non arrivano subito ma trascorso un determinato periodo di tempo: nello specifico dopo 6 mesi, 3 anni o 6 anni.

Qui sta la differenza più importante rispetto ai conti deposito, poiché questi ultimi, maturano gli interessi ogni giorno, anche se l’accredito in conto non è immediato. C’è da dire inoltre che l’ammontare del rendimento nei conti deposito è comunque è commisurato al tasso d’interesse previsto e al vincolo temporale applicato al conto (conto deposito vincolato a 6 mesi; a 12 mesi; a 24 mesi e così via).

La maturazione giornaliera degli interessi nei conti deposito, garantisce un rendimento certamente più veloce. Diversi conti deposito inoltre, non prevedono spese di chiusura anticipata e consentono di recuperare il denaro depositato anche prima della scadenza del vincolo. In più, molti conti deposito vincolati, attualmente in promozione, remunerano il cliente con tassi d’interesse molto elevati, superiori tanto ai conti deposito non vincolati che ai buoni fruttiferi postali.

Tornando alla convenienza dell’una o dell’altra soluzione d’investimento, riguardo alla tassazione va ribadito come i buoni fruttiferi rappresentino la scelta più conveniente. Se le imposte applicate ai buoni prevedono il limite del 12,50% degli interessi maturati al netto della ritenuta fiscale, per i conti deposito le tasse salgono al 26%. Per quel che concerne l’imposta di bollo invece non vige nessuna differenza: tanto ai conti deposito quanto ai buoni fruttiferi postali viene applicata per un ammontare pari al 2 per mille sul capitale depositato. Spesso, però nei conti deposito, l’imposta di bollo è a carico della banca.

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pubblicato da il 22 settembre 2018

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