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Conto corrente del supercondominio, le norme attuali

Conto corrente del supercondominio, le norme attuali

La legge 220/2012, in vigore da giugno 2013, ha esteso le norme fino ad allora applicate al condominio standard a quello che viene definito supercondominio, vale a dire un insieme di edifici autonomi che presentano parti comuni e condividono quindi alcuni servizi. Vediamo cosa prevede la normativa vigente per la corretta gestione economica di un complesso così strutturato.

La legge attualmente in vigore è stata pensata per fare chiarezza rispetto alla gestione delle aree comuni di complessi abitativi, per escludere dalla gestione di determinati servizi il concetto di comunione, che segue una normativa differente, ed estendere invece al supercondominio quanto previsto dall’articolo 117 bis del Codice Civile. Gli impianti e i servizi comuni che fanno di un complesso di edifici un supercondominio possono essere di diversa natura (impianti di riscaldamento, portineria, parcheggi, viali di accesso...) e i condòmini, come avviene in un condominio classico, sono titolari di questi spazi pro quota e sono tenuti ad occuparsi economicamente della loro gestione e manutenzione. Di fatto la gestione di ogni singolo condominio parte di un supercondominio avviene come sempre suddividendo le proprietà in millesimi, con una classica organizzazione interna alla singola unità. A questa suddivisione in millesimi se ne aggiunge poi un’altra che ha lo scopo di stabilire le quote relative alle parti comuni tra più edifici. I beni comuni alla cui manutenzione tutti gli edifici coinvolti partecipano devono essere per legge necessari all’esistenza del complesso, non beni aggiuntivi (come ad esempio una piscina) che restano invece soggetti alle norme di comunione.

Per quanto riguarda le gestione economica delle entrate e delle uscite, sarà in mano ad un amministratore nominato per ciascun condominio e all’amministratore del supercondominio. Il denaro raccolto e utilizzato passerà per il conto corrente di ogni singolo condominio per la contabilità interna, e attraverso il conto corrente del supercondominio per la contabilità riguardante le aree comuni tra più condomini. La presenza di un conto corrente condominiale e di uno per il supercondominio è obbligatoria per legge e garantisce la massima trasparenza nella gestione dei fondi versati dagli inquilini. Il conto corrente viene intestato al condominio e l’amministratore è tenuto a presentare in assemblea, se richiesto, più offerte bancarie per valutare la più conveniente prima della sottoscrizione, dato che anche la gestione del conto è a carico dei condòmini del complesso. Va tenuto presente che l’imposta di bollo sarà sempre di 100 euro l’anno, secondo la normativa vigente, in quanto il conto non è propriamente intestato a una persona fisica, seppure è l’amministratore nominato dall’assemblea condominiale ad occuparsi concretamente della sua apertura presso la banca scelta.

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pubblicato da il 3 settembre 2018

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