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Carte di credito bloccate dagli USA: può accadere davvero?

Pubblicato il 26-03-2026 | Aggiornato il 26-03-2026 | 3 min di lettura | Pubblicato da
eleonora d angelo
Eleonora D'angelo
Carta di credito bloccata

Carte di credito bloccate, conti correnti congelati e servizi negati: le recenti sanzioni decise dagli Stati Uniti contro alcuni giudici internazionali riaccendono l’attenzione sul potere dei circuiti di pagamento globali. Il tema riguarda da vicino anche l’Europa, dove gran parte delle transazioni passa da operatori americani. In questo contesto, cresce il dibattito sull’effettiva autonomia finanziaria dell’UE, mentre emergono preoccupazioni concrete per cittadini e consumatori.

Cosa rischiano, ad esempio, i titolari di una carta di credito in Italia? Facile.it analizza i potenziali scenari.

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Carte di credito Visa, Mastercard e AMEX: il blocco dagli USA e le ripercussioni

Per quattro giudici della Corte penale internazionale dell’Aia, le carte di credito hanno smesso di funzionare. Sono stati sanzionati dall’amministrazione Trump, quindi dagli Stati Uniti, per aver emesso un mandato di arresto per crimini di guerra contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

La stessa sorte è toccata a Francesca Albanese, relatrice delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, che si è vista negare l’apertura di un conto corrente per volontà degli USA.

Lo scenario delle carte di credito non accettate all’estero o nel proprio paese, dei conti congelati e dei pagamenti rifiutati usando carte di credito Visa, Mastercard o American Express, non è più solo teorico, ma reale e preoccupante.

I soggetti interessati dai provvedimenti Trump ha significato l’immediata esclusione dalla possibilità di fare acquisti via POS o online, l’impossibilità di prelevare contanti e di usare il proprio conto bancario. In altre parole, sono stati esclusi dall'accesso alla liquidità, anche per soddisfare i bisogni essenziali.

Il motivo, secondo gli esperti, è legato alla portata globale del sistema finanziario americano, che coinvolge banche, piattaforme e, soprattutto, i principali circuiti di pagamento.

Visa e Mastercard, ad esempio, sono i pilastri delle transazioni internazionali: cosa accadrebbe se gli Stati Uniti (cui gli stessi circuiti appartengono) decidessero di bloccare l'accesso ai servizi di pagamento a livello mondiale?

I dati sull'uso delle carte in Europa

In Europa, oltre la metà delle transazioni avviene tramite carte di debito o di credito. Nel Report della Banca Centrale Europea, si legge anche che circa il 60% dei pagamenti digitali avviene attraverso i circuiti internazionali controllati da società statunitensi, come Visa e Mastercard appunto. Nel dettaglio:

  • il 54% dei pagamenti digitali in Europa avviene tramite carte di credito;
  • il 61% delle transazioni con carte di credito avviene tramite i circuiti Visa e Mastercard;
  • 70 miliardi di euro sono stati movimentati nel 2023 in Europa al di fuori del circuito dei contanti, con oltre il 54% di questi pagamenti effettuati con carte di credito.

Ciò evidenzia una vera dipendenza strutturale, da parte dell’Europa a nei confronti dei circuiti di pagamento statunitensi. Il peso di un eventuale blocco, dunque, rappresenterebbe una minaccia per l’intero sistema economico europeo, con potenziali ripercussioni su consumatori, imprese e l'intero sistema finanziario

Il peso dei circuiti americani nei pagamenti europei e i rischi concreti per i cittadini UE

In caso di decisioni politiche drastiche, da parte degli Stati Uniti, l'accesso ai servizi di pagamento a livello mondiale si potrebbe realmente bloccare. Le ripercussioni sarebbero pesanti sia per i cittadini americani che per milioni di utenti europei, che si troverebbero privati di un'infrastruttura essenziale per i pagamenti quotidiani.

Tuttavia, va precisato che finora i provvedimenti restrittivi da parte degli USA hanno riguardato principalmente soggetti inseriti nelle liste sanzionatorie dell’Ofac (Ufficio di controllo dei beni stranieri), come nel caso della giurista Francesca Albanese, che si è vista negare l’apertura di un conto bancario anche in Italia, a causa delle sanzioni americane.

Un provvedimento a danno dei cittadini americani è sicuramente da escludere, poiché un’azione simile sarebbe insostenibile sul piano dell’economia interna. L’eventualità di un blocco globale dei servizi di pagamento, che coinvolgerebbe cittadini e imprese in tutto il mondo, però, sebbene improbabile resta teoricamente possibile.

  • Aumentano i soggetti inseriti nelle liste sanzionatorie degli USA per il blocco delle carte di credito e dei conti correnti;
  • Oltre il 50% delle transazioni in Europa poggia sui circuiti di pagamento Visa e Mastercard, appartenenti a società americane;
  • Un eventuale blocco globale dei circuiti di pagamento avrebbe ripercussioni gravi sull’intero sistema economico europeo e mondiale, con conseguenze per consumatori e imprese.
In sintesi
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