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Polizze assicurative, quali si possono scaricare nella dichiarazione dei redditi 2025: guida completa a detrazioni, deduzioni e modello 730

Pubblicato il 29-06-2026 | Aggiornato il 29-06-2026 | 7 min di lettura | Pubblicato da
foto Giusy Iorlano
Giusy Iorlano
Persona a pc gestisce assicurazioni

Con la campagna per la dichiarazione dei redditi 2025 ormai nel vivo, c'è una voce che molti contribuenti rischiano di trascurare, rinunciando a un risparmio fiscale tutt'altro che trascurabile: quella delle polizze assicurative. Anche se non tutte danno diritto ad agevolazioni, alcune, però, consentono di ottenere una detrazione Irpef oppure una deduzione dal reddito imponibile, riducendo così le imposte da pagare.

Le agevolazioni riguardano sia i cittadini privati sia i lavoratori autonomi, le imprese individuali e le società, anche se le modalità di recupero fiscale cambiano a seconda della tipologia di contribuente e della polizza sottoscritta.

La prima distinzione da fare è tra detrazione e deduzione. La detrazione riduce direttamente l'imposta da pagare ed è quella prevista, ad esempio, per le polizze vita o contro le calamità naturali. La deduzione, invece, diminuisce il reddito imponibile sul quale vengono calcolate le imposte ed è riservata soprattutto ai professionisti e alle imprese per le assicurazioni collegate all'attività lavorativa.

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  • Le polizze vita, infortuni, Long Term Care e quelle contro gli eventi calamitosi possono dare diritto a detrazioni fiscali, purché rispettino i requisiti previsti dalla normativa.
  • Per ottenere le agevolazioni fiscali è necessario effettuare il pagamento con strumenti tracciabili, conservare la documentazione richiesta e verificare attentamente i dati riportati nella dichiarazione dei redditi.
  • Per professionisti e imprese molte polizze non sono detraibili, ma deducibili dal reddito imponibile quando sono direttamente collegate all'attività lavorativa.
In sintesi

Sommario

Quali polizze assicurative si possono detrarre nel Modello 730

Per i contribuenti privati la normativa riconosce una detrazione Irpef del 19% per specifiche tipologie di assicurazione, entro determinati limiti di spesa.

La categoria più conosciuta è quella delle polizze vita e infortuni che coprono il rischio di morte oppure di invalidità permanente non inferiore al 5%. In questo caso il limite massimo di premio detraibile è pari a 530 euro all'anno. Se la polizza è stipulata a tutela di una persona con disabilità grave, il tetto massimo sale a 750 euro.

Facendo un esempio pratico, se nel 2024 sono stati versati 400 euro di premio, il contribuente potrà recuperare il 19% della spesa, pari a 76 euro, sotto forma di sconto fiscale.

Sono detraibili anche le polizze Long Term Care (LTC), cioè quelle che garantiscono una rendita o un'assistenza nel caso in cui l'assicurato perda la propria autosufficienza nello svolgimento delle normali attività quotidiane. Per questa categoria il limite massimo di premio agevolabile arriva a 1.291,14 euro, con una detrazione sempre del 19%.

Un'altra voce che negli ultimi anni ha assunto sempre maggiore importanza riguarda le polizze contro gli eventi calamitosi, come terremoti, alluvioni e altri eventi naturali estremi. Se la copertura riguarda l'abitazione, è prevista una detrazione del 19% senza un limite massimo di spesa. Nel caso di una polizza multirischio, però, è detraibile esclusivamente la quota del premio riferita alla copertura contro le calamità naturali.

Ad esempio, se una polizza casa costa 600 euro ma soltanto 200 euro riguardano la copertura contro il terremoto, il beneficio fiscale sarà calcolato esclusivamente su quei 200 euro, consentendo una detrazione di 38 euro.

Attenzione ai limiti di reddito

Non tutti possono beneficiare della detrazione nella stessa misura.

Dal 2020, infatti, la detrazione del 19% spetta integralmente soltanto ai contribuenti con un reddito complessivo fino a 120.000 euro. Oltre questa soglia il beneficio si riduce, infatti, progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 240.000 euro di reddito.

Questo limite non si applica, invece, alle polizze assicurative contro gli eventi calamitosi relative agli immobili.

Come ottenere la detrazione: pagamento tracciabile e documenti

Per poter beneficiare dello sconto fiscale è indispensabile che il premio assicurativo sia stato pagato con un sistema tracciabile.

Nello specifico, sono validi bonifici bancari, carte di credito, carte di debito, addebiti diretti sul conto corrente, bollettini postali e altri strumenti che consentano di dimostrare l'avvenuto pagamento. I pagamenti effettuati in contanti, invece, fanno perdere il diritto alla detrazione.

Oltre al pagamento tracciabile occorre conservare tutta la documentazione utile in caso di controlli dell'Agenzia delle Entrate.

È consigliabile, inoltre, tenere il contratto assicurativo, l'attestazione rilasciata dalla compagnia con l'indicazione dei premi pagati, la ricevuta del pagamento, il codice fiscale dell'assicurato e del beneficiario ed eventualmente la certificazione della disabilità quando la polizza riguarda una persona con necessità di sostegno intensivo ai sensi della Legge 104.

Le polizze deducibili per professionisti e imprese

Diversa è la situazione per lavoratori autonomi, imprese individuali e società.

In questo caso molte polizze non danno diritto a una detrazione, ma a una deduzione dal reddito imponibile, con un vantaggio fiscale che dipende dall'aliquota applicata.

Sono completamente deducibili le polizze infortuni e malattia stipulate per dipendenti o amministratori quando sono strettamente collegate all'attività lavorativa.

Se un'azienda versa, ad esempio, 1.200 euro per assicurare i propri dipendenti contro gli infortuni sul lavoro, l'intero importo può essere sottratto dal reddito imponibile.

Sono deducibili anche le polizze Key Man, cioè quelle che assicurano figure strategiche per l'impresa. In questo caso è importante distinguere il beneficiario della polizza: se il beneficiario è l'azienda la deduzione è ammessa, mentre se il beneficiario è la persona assicurata parte dell'importo potrebbe essere considerata un fringe benefit tassabile.

Rientrano inoltre tra i costi deducibili le polizze di responsabilità civile professionale, obbligatorie per molte categorie come avvocati, medici, commercialisti, architetti e ingegneri.

Sono deducibili anche le polizze sanitarie integrative stipulate per i dipendenti e le assicurazioni sui beni aziendali, comprese le coperture contro incendio, furto, danni ai macchinari e cyber risk, purché riguardino beni strumentali all'attività.

Dove inserire le polizze nel Modello 730

Per i cittadini che presentano il Modello 730 le spese assicurative trovano posto nel Quadro E - Oneri e Spese.

Le polizze vita e infortuni devono essere inserite nei righi E8-E10 utilizzando il Codice 36.

Le polizze per la non autosufficienza vengono indicate sempre nei righi E8-E10, con il Codice 37 (alcune istruzioni aggiornate riportano il codice 39, per cui è opportuno verificare sempre le istruzioni relative all'anno d'imposta di riferimento).

Le polizze contro gli eventi calamitosi devono essere indicate nei righi E8-E10, utilizzando il Codice 43.

Chi utilizza la dichiarazione precompilata troverà spesso queste informazioni già inserite dall'Agenzia delle Entrate grazie ai dati trasmessi dalle compagnie assicurative. È comunque fondamentale controllare che gli importi siano corretti e che non vi siano errori relativi all'assicurato o al beneficiario.

Come funziona per i lavoratori autonomi

I professionisti in regime ordinario utilizzano il Modello Redditi Persone Fisiche.

Le detrazioni spettanti come persone fisiche vengono inserite anch'esse nel Quadro E.

Le spese assicurative strettamente professionali, invece, devono essere riportate manualmente nei quadri dedicati all'attività economica.

Nel Quadro RE trovano posto le spese dei professionisti in contabilità ordinaria; nel Quadro RG quelle delle imprese individuali in contabilità semplificata; nel Quadro RF, invece, confluiscono le spese delle attività in contabilità ordinaria.

Chi aderisce al regime forfettario non può dedurre le spese professionali, perché il reddito viene determinato applicando il coefficiente di redditività previsto dalla legge. Se però il contribuente possiede anche redditi da lavoro dipendente o da pensione, può comunque usufruire delle detrazioni spettanti come persona fisica nel Quadro E.

Le società e le imprese

Per le società di persone, come Snc e Sas, le spese assicurative deducibili vengono indicate nel Modello Redditi SP, generalmente nel Quadro RF.

Lo stesso vale per le società di capitali (Srl, Spa e Sapa), che utilizzano il Modello Redditi SC, e per gli enti non commerciali con attività commerciale, che compilano il Modello Redditi ENC.

In tutti questi casi le assicurazioni rappresentano costi deducibili quando sono direttamente collegate all'attività svolta.

Anche previdenza complementare e fondi sanitari danno vantaggi fiscali

Accanto alle polizze assicurative vere e proprie esistono altri strumenti che consentono un importante risparmio fiscale.

I contributi versati alla previdenza complementare, compresi i Piani Individuali Pensionistici (PIP), sono deducibili fino a 5.164,57 euro l'anno.

Anche i contributi destinati ai fondi sanitari integrativi certificati possono beneficiare delle agevolazioni previste dalla normativa.

Gli errori da evitare

Uno degli errori più frequenti consiste nel ritenere che qualsiasi polizza assicurativa possa essere scaricata nella dichiarazione dei redditi.

In realtà, come abbiamo visto, solo alcune tipologie rientrano tra quelle agevolabili e devono rispettare precisi requisiti previsti dalla normativa.

È altrettanto importante ricordare che il limite previsto per le polizze vita è complessivo: chi possiede più contratti assicurativi non può sommare i vari massimali, ma deve sempre rispettare il tetto massimo stabilito dalla legge.

Infine, è fondamentale verificare sempre la dichiarazione precompilata. Sebbene l'Agenzia delle Entrate riceva i dati direttamente dalle compagnie assicurative, possono verificarsi omissioni o errori negli importi trasmessi. Un controllo preventivo permette, dunque, di evitare la perdita di detrazioni spettanti o eventuali contestazioni future.

Autore
foto Giusy Iorlano

Giusy Iorlano è giornalista professionista. Laureata presso la Luiss Guido Carli di Roma.

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